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Cinquanta prepensionamenti al “Corriere della Sera”? Presa di posizione della Segreteria dell’Associazione stampa romana


04/02/2020

Manca l’ufficialità della procedura contrattuale, ma le comunicazioni al comitato di redazione e le relative assemblee portano allo stesso risultato. Rcs guidata da Urbano Cairo proporrà al Corriere della Sera 50 prepensionamenti. È il primo rumoroso effetto della nuova norma sui prepensionamenti. Nuova norma sì, ma con effetti vecchi e perversi. Da notare che Rcs, nella gestione Cairo, ha sempre chiuso i bilanci in attivo. Avrebbe dunque liquidità sufficiente per riorganizzarsi senza chiedere soldi allo stato e senza ridurre il perimetro degli occupati. 
In altre stagioni Cairo si era sempre vantato di non avere mai chiesto contributi pubblici sotto forma di ammortizzatori sociali per periodici e quotidiani. Se tutto fosse confermato torneremmo di colpo alle stagioni degli stati di crisi prospettici. Stati di crisi non suffragati dai dati di bilancio delle aziende editoriali scaricati sullo Stato e su un Inpgi ormai devastato. E così una misura di emergenza, il prepensionamento, verrebbe usata in modo “ordinario” dunque distorto. 
Chiediamo quindi alla Fnsi - tiene a precisare la Segreteria dell’Associazione stampa romana - di essere conseguente con le determinazioni della consulta nazionale dei Cdr, verificando puntualmente i conti dell’azienda che molto recentemente ha effettuato quattro assunzioni e proclamando lo sciopero con una grande iniziativa nazionale di mobilitazione.

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