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Come Planetek Italia è riuscita ad anticipare GoogleMap

L’azienda di Bari, guidata da Mariella Pappalepore, è stata la prima a utilizzare i ratio dei satelliti per creare mappe e pubblicarle su internet


02/09/2019

di Laura Della Pasqua


Mariella Pappalepore

E’ stato un precursore di GoogleMap e nel giro di qualche anno è diventato un protagonista dell’industria che propone prodotti innovativi ad alto contenuto tecnologico. Stiamo parlando di Planetek Italia, una piccola impresa con solo 50 dipendenti ma super competitiva che opera nell’aerospazio ed è in grado di dar filo da torcere ai big del settore manifatturiero. Quando Google non aveva lanciato l’app Map, diventata in brevissimo tempo uno strumento essenziale per orientarsi in qualsiasi parte del mondo, Planetek già usava i dati satellitari per creare mappe e pubblicarle su internet. 
La cosa stupefacente è che questa piccola realtà non nasce e si sviluppa al Nord come sarebbe più facile, ma nel Mezzogiorno, a Bari, quindi in un ambiente notoriamente “poco amico” per chi vuole fare impresa e con tutta una serie di ostacoli burocratici e logistici che farebbero desistere anche il più tenace degli imprenditori. 
Planetek inizia la sua avventura 25 anni fa per iniziativa di una giovane donna, Mariella Pappalepore. “Fino all’avvento di GoogleMap, faticavamo a spiegare ciò che facevamo. Ci siamo mossi in anticipo sui tempi, quando la tecnologia era un mondo sconosciuto. All’inizio l’iniziativa di un colosso come Google ci ha spaventati anche se negli Stati Uniti era diffuso l’utilizzo dei dati dei satelliti. Temevamo ripercussioni negative ma alla fine è stato un vantaggio perché il mercato si è aperto e ha fatto conoscere ad un pubblico più vasto, le potenzialità di applicazione dei dati geospaziali” dice Mariella e sottolinea che “non siamo in competizione. GoogleMap offre un servizio generalista mentre noi abbiamo attività specialistiche. Lavoriamo per commesse, studiamo un determinato fenomeno in base alle richieste del cliente”. 
Planetek utilizza i dati dei satelliti per fornire servizi legati alla conoscenza del territorio. Questi possono essere la produzione di informazioni sullo stato dell’ambiente, sulla stabilità delle infrastrutture, sull’inquinamento dei mari ma anche a supporto di attività produttive come l’agricoltura di precisione per la produzione di vini di qualità o per la gestione di impianti di acquacoltura. I campi di applicazione sono i più diversi. 
“Forniamo informazioni a grossi studi di ingegneria che progettano grandi opere e hanno bisogno di conoscere le caratteristiche del territorio dove andranno a costruire - spiega Mariella Pappalepore - Oppure possiamo dare un quadro dello stato di salute dei mari e tanto altro ancora. Forniamo servizi a società che gestiscono reti idriche per verificare dove sono le perdite e risolvere il problema dello spreco di acqua. Le aziende hanno capito che migliorando la rete possono ridurre i costi della manutenzione”. 
Planetek ha anche sviluppato un software installato a bordo dei satelliti che è stato utilizzato nelle recenti missioni italiane e europee. L’ultima è la Missione Prisma, completamente italiana, finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana, realizzata da un consorzio di imprese italiane coordinato da Leonardo e OHB insieme ad un gruppo di piccole aziende tra cui Planetek. 
Recentemente l’azienda ha sviluppato una piattaforma, Rhetikus, che eroga servizi di monitoraggio automatico del territorio, disponibili in ogni parte del globo e commercializzati in abbonamento da una rete internazionale di oltre 250 partner. Numerosi i riconoscimenti, dal Premio Industria Felix come migliore impresa di Puglia nel comparto aerospazio, all’inserimento tra le 100 migliori aziende secondo il Welfare Index PMI, a premi internazionali. 
La sua sfida è espandersi in Europa e grazie alla struttura agile e all’alta tecnologia può dare del filo da torcere ai big stranieri del settore.

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