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Coronavirus: scoperti gli "altarini" di una Europa mai così fragile e indifesa

Intanto, fra notizie vere e false, medici che attaccano altri medici e politici inadeguati non c'è da stare allegri. E quando finirà la quarantena dei cittadini, inizierà quella del nostro Governo


23/03/2020

di Sandro Vacchi


Lo scenario è ormai da thriller fantapolitico. Qualcuno, ma chi, intende fare terra bruciata attorno all'Italia, buttarne all'aria l'economia e impadronirsi delle sue imprese, dei suoi asset, delle sue eccellenze? L'Unione Europea è un'astronave pilotata da alieni che vola alta su noi comuni mortali e, spacciandosi per la nostra fortuna, fa invece il gioco sporco e si rivela la nostra disgrazia? 
Il disegno delle nostre vite è forse affidato a un drappello di artisti del terrore camuffati da élite della finanza, della politica, perfino della scienza? Il sogno di pace che da mezzo secolo ci vende Bruxelles non è piuttosto una pace eterna sotto forma di Coronavirus? L'intelligente Boris Johnson che, d'improvviso, stila la terrifica ricetta di lasciar morire i più deboli non sarà invece una specie di dottor Stranamore? In periodi di crisi, di guerra, di epidemie, la paura striscia, l'incertezza domina, il sospetto aleggia. 
Uno dei massimi esponenti della finanza italiana, il quale ci chiede di rispettarne l'anonimato, afferma che l'uscita di Christine Lagarde sugli spread da non regolamentare è stata una mossa di carattere politico: «Non so se sia stata studiata, ma la speculazione di certi aggressivi fondi di investimento c'è stata. I mercati finanziari sono nelle mani di questi signori e non è casuale che non nelle ore, ma addirittura nei minuti successivi a quella dichiarazione siano cominciate le vendite allo scoperto. Fa bene l'ABI a opporsi a questo tipo di operazioni destabilizzanti». 
Come mai, allora, la presidente della BCE non è stata rimossa? «La casella della Banca Centrale Europea spetta alla Francia, e Macron ha aggredito furiosamente la Lagarde. L'Unione Europea è stata abbandonata dalla Gran Bretagna, che rappresentava da sempre il sogno degli europeisti di vecchia data, anche se stava in Europa a modo suo: c'era e non c'era, creava sempre qualche problema. L'asse franco-tedesco compensava fino a un certo punto, ma oggi non funziona più. La Merkel ha molte responsabilità». 
Che cosa intende dire? E' in sella da quindici anni, è considerata la donna più potente del mondo... «Penalizza il processo decisionale, lo frena, lo ferma. La Merkel segna la morte politica dei suoi alleati. Quando era con i liberali, questi sono scesi in breve sotto il 5 per cento e sono passati all'opposizione. Poi ha costituito la Grosse Koalition con i socialdemocratici e anche loro si sono molto ridimensionati». 
I sovranisti, gli antieuropeisti in genere, da certe manovre traggono linfa, è indiscutibile. «Io credo, invece, che siano rimasti spiazzati. L'Unione Europea ha infatti stanziato molto più denaro di quanto loro reclamavano: prima 120 miliardi, poi altri 700, che arrivano a un migliaio abbondante con i titoli di Stato rinnovati dei vari Paesi. In passato, la Banca d'Italia sarebbe stata costretta a bruciare le riserve per difendere la moneta». 
L'Europa di Bruxelles è troppo esigente e le sue regole troppo ferree, la crisi del Coronavirus l'ha messo sotto gli occhi di tutti. Ed è soltanto l'ultima. «Il patto di stabilità è stato ritoccato, i Paesi aderenti possono indebitarsi. La BCE ha fatto rapidamente retromarcia». 
E una montagna di miliardi italiani sono diventati carta straccia... «Ripeto che la grande speculazione, oggi, si muove a velocità folle». 
Ammetterà che a fine anno ci troveremo con un Pil molto ridotto rispetto alle previsioni, le aziende sono chiuse o, se va bene, lavorano a ritmo ridotto. Questo significherà minori entrate, quindi minori tasse per lo Stato. Significherà anche cassa integrazione, lavori sempre più precari, povertà più diffusa. «La fine dell'anno è ancora lontana e i mesi di gennaio e febbraio sono stati ottimi per le entrate, le imprese sono andate bene, e così le banche e i consumi. Alla fine di tragedie come le guerre e le epidemie, la gente ha voglia di vita, di fare, di spendere». 
E' ottimista? «Tento di essere realista. Lei ritiene che si sarebbe potuto fare di più con questi politici?». E sorride amaro. 
Notizie e “bufale” frattanto si rincorrono, economisti contraddicono altri economisti, medici attaccano altri medici, per non dire dei politici, in lotta senza quartiere. 
C'è chi ha il metodo infallibile per stabilire se si ha il virus in corpo: trattenere il respiro per dieci secondi, se si tossisce si è nei guai. Chi diffonde video dal Giappone per sostenere che un certo farmaco contro l'influenza libera dal Corona. La Meloni attacca Conte, che è come sparare sulla Croce Rossa, accusandolo di aver perso tempo prezioso. Salvini scavalca l'odiato premier e implora direttamente Mattarella di far chiudere tutto, in nome della solidarietà nazionale. 
Il mondo bancario affronta un'altra ondata di critiche dal basso, da destra (soprattutto), ma anche da sinistra. Antonio Patuelli, numero uno dei banchieri in quanto presidente dell'ABI, ha proposto di rimandare le scadenze fiscali. Ha dichiarato all'“Avvenire”: «Toccherebbe a Bruxelles rivedere alcune norme bancarie, come quella sul calendario di deterioramento dei crediti: nella situazione in cui ci troviamo non possiamo accettare che con soli 90 giorni di ritardo un credito diventi deteriorato. E' il momento di favorire le imprese e le famiglie che devono resistere alla crisi e mettere le premesse per una riscossa». Il decreto del 17 marzo, insomma, dovrebbe essere il primo di una serie, perché se l'Italia si ferma bisogna agire di conseguenza. 
Poi, semmai, salta su la Lagarde e... «La decisione della BCE di stanziare 820 miliardi è stata un'autocritica e un forte ravvedimento», ha dichiarato Patuelli. E ha aggiunto: «Il decreto Cura Italia non è una risposta definitiva. L'Europa richiede un grande piano di sviluppo, un piano Marshall per le infrastrutture e la ripresa con risorse che non provengano dagli Stati Uniti, ma dall'interno dell'Europa. Oggi non ci sono vincitori e sconfitti, perché il Corona virus sconfigge tutti. Serve perciò un grande piano a sostegno della ripresa». 
Alla domanda se non siano pochi i 25 miliardi stanziati per l'Italia, che ha un PIL di 1700 miliardi, Patuelli risponde: «Il nostro problema è il debito pubblico. Ora si deve fare l'impossibile con l'aiuto dell'Europa. La preoccupazione per i risparmi liquidi non ha ragione di essere. L'euro è solido e non perde potere d'acquisto. Gli investimenti finanziari dipendono invece da quale tipo sono. Bisogna agire “frigido pacatoque animo”», conclude. 
Tradotto dal linguaggio felpato dei banchieri significa: non perdiamo la calma e prendiamo alla svelta provvedimenti strutturali di salvaguardia, anche perché la speculazione è più che mai priva di scrupoli etici. 
Il presidente dell'ABI lo aveva scritto apertamente su “Milano Finanza” pochi giorni orsono: «Il Corona virus stravolge i mercati. Sono fortissime le pressioni speculative anche con l'utilizzo, in combinato disposto, sia di vendite allo scoperto sia di robot, e chiede disparità di interventi fra investitori speculativi e risparmiatori. La Federazione Bancaria Europea e l'ABI si sono tempestivamente mosse per evitare che l'emergenza sanitaria si trasformi in una grave crisi economica e sociale e vanno rese meno rigide diverse regole imposte negli scorsi anni alle banche e quindi alle imprese». 
E i mercati? «Vanno rispettati ma non divinizzati e vanno anche regolati in modo che non siano campi facili per la speculazione». 
Di certo l'epidemia ha portato allo scoperto alcune verità che prima erano sospetti, così come ha tagliato le gambe a un governo già traballante. Si è evidenziato che il Meccanismo europeo di stabilità è anche un'arma di ricatto verso i Paesi più deboli, e l'Italia è forse il più debole. Se occorreva una conferma, lo spread, pressoché sconosciuto fino alla caduta del governo Berlusconi, dipende esclusivamente dalla BCE, che lo usa come arma. Il deficit del 3 per cento del PIL, sancta sanctorum dei parametri di Maastricht, non è invalicabile come ci hanno fatto credere per anni: se occorre si può superare. 
Le tre cose insieme scoprono gli altarini di una Unione Europea mai così fragile e indifesa da sé stessa, incapace ormai di difendere certi segreti di Pulcinella. Se fornirà davvero fondi all'Italia vedremo come verranno impiegati, e le polemiche ovviamente fioccheranno. 
Si è aperta una enorme crepa nell'Europa comunitaria e nei suoi rapporti con il resto del mondo, Cina e Stati Uniti in testa: una grande dittatura e una grande democrazia, due gigantesche economie. La crepa è ancora più ampia in seno all'Italia. «Il re è nudo!», urla la gente al cospetto di inefficienze, ritardi, rimpalli di competenze superati soltanto dall'abnegazione assoluta, dal sacrificio al limite della propria vita e a volte anche oltre, di italiani qualsiasi e sconosciuti nelle valli della morte. 
Quando sarà finita la quarantena dei cittadini incomincerà quella del governo. Augusto Minzolini, ex senatore di Forza Italia tornato a fare il giornalista, prevede la fine del governo Conte con la fine dell'emergenza. Non potrebbe andare diversamente per chi ha vantato successi inesistenti, incolpato chi lavora 25 ore al giorno, chiuso la stalla quando i buoi erano fuggiti, mentre i numeri dicono che abbiamo sì un record mondiale: quello dei morti.

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