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Cosa c'è dietro la copertina del "Time" e gli attacchi di Bruxelles a Matteo Salvini


17/09/2018

di Artemisia


È solo l’inizio. Le istituzioni europee hanno sferrato un attacco all’Italia. C’era da aspettarselo. Il Commissario UE all’economia Moscovici, ha sottolineato che il nostro Paese “è un problema per la UE” e ha messo in guardia il governo dai populismi mentre il presidente uscente della Bce, Mario Draghi ha invitato alla cautela dicendo che “le parole possono creare danni”. Un attacco a tenaglia sia sulla politica economica sia su quella di governo. Al punto che Moscovici ha fatto un’uscita incendiaria: «In Europa c’è paura - ha detto il Commissario - non c’è Hitler ma vedo tanti piccoli Mussolini”. Poi per quanto riguarda la politica economica ha ricordato al governo, in vista della legge Finanziaria, “un bilancio credibile” e riforme perché “non è consentito un debito pubblico oltre il 130% del Pil». 
Immediata è arrivata la reazione del vicepremier Matteo Salvini che ha puntato il dito contro quello che appare un atteggiamento nettamente pregiudiziale verso l’Italia. «Come mai – chiede il ministro dell’Interno – Bruxelles non ha nulla da dire sulla politica dell’Eliseo che respinge gli immigrati a Ventimiglia, bombarda la Libia, e supera i parametri europei?». 
Salvini ha colto nel segno. È evidente che le istituzioni europee, come appare chiaro nei toni bellicosi, sono consapevoli che un vento di ribellione alla rigide regole di Bruxelles sta aumentando di forza e ha il fulcro nell’Italia di Salvini e nell’Ungheria di Orban. Ma il sorvegliato speciale è soprattutto l’Italia è non perché non sia in grado di onorare gli impegni presi di rientro del debito ma perché contesta che questi vengano prima dello sviluppo. E soprattutto dà fastidio che il nostro Paese si stia sottraendo al giogo tedesco e francese. Non va dimenticato che la partita è più ampia del rispetto ragionieristico dei parametri di bilancio. L’Italia ha un alto risparmio privato e un’industria competitiva, quindi dal punto della solidità dei fondamentali economici non ci sono problemi da allarme rosso. O almeno non più di quelli che ci sono in Francia. Ma un’Italia che mette in discussione il primato di Bruxelles, e quello dell’asse franco-tedesco, è un problema maggiore dello sforamento del 3% del deficit. Un paese che si muove come battitore libero nell’area del Mediterraneo, in competizione con la Francia dà più fastidio del suo alto debito pubblico. E un’Italia così centrale nella geopolitica del Mediterraneo che contesta le rigide regole europee può rappresentare un punto di riferimento per altri paesi insofferenti verso la latitanza della UE sui grandi problemi dell'immigrazione e della sicurezza. 
Ecco spiegati i toni di Moscovici. Come pure ha una spiegazione la copertina del Time che ritrae in bianco e nero Salvini con il titolo “The New face of Europe”, il nuovo volto dell’Europa. Il prestigioso tabloid da tre milioni di copie, lo presenta al mondo come “lo zar dell’immigrazione in Italia”, “l’uomo che è in missione per disfare l’Unione europea”. E Salvini esulta perché ritiene l’attacco di Moscovici e l’attenzione del Time, come due “medaglie” che lo pongono sotto i riflettori internazionali. Prima di lui hanno avuto la copertina del magazine americano, Berlusconi, Monti, Berlinguer, De Gasperi e Mussolini. Tutti uomini che hanno cambiato il corso della storia. Un pantheon che inorgoglisce Salvini che in un tweet commenta soddisfatto “io ho avuto la copertina, Renzi no”. Tanta attenzione da parte del prestigioso Time si spiega con la consapevolezza che davvero Salvini può rovesciare il banco europeo e la disgregazione della UE piace, come è risaputo, a una parte dell’establishment americano. Non a caso Trump guarda con favore il governo gialloverde e il suo ex stratega, Steve Bannon, ha voluto che il leader della Lega aderisse al The Movement, la fondazione nata per sostenere i partiti sovranisti. 
Dietro gli attacchi sulla legge di bilancio c’è quindi ben altro. È una partita a scacchi in cui sono in gioco gli equilibri in Europa e nel bacino del Mediterraneo. E mai come questa volta il perno attorno a cui ruota tutto è l’Italia.

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