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Dal Consiglio dei ministri via libera al decreto sicurezza e immigrazione

Intanto sul caso Aquarius continuano le dure prese di posizione


24/09/2018

di Carla Albertini


Continuano le dure prese di posizione dopo la decisione dell'Autorità marittima di Panama di revocare l'iscrizione della nave Aquarius dal proprio registro navale sotto la presunta pressione economica e politica delle autorità italiane. 
SOS Méditerranée e Medici Senza Frontiere, che si sono dette sconvolte per questo annuncio, chiedono ora all’Europa di intervenire per permettere all'Aquarius di continuare ad operare nel Mediterraneo centrale. Secondo le Ong, questo provvedimento condanna centinaia di uomini, donne e bambini, alla disperata ricerca di sicurezza, ad annegare in mare e infligge un duro colpo alle missioni umanitarie. 
Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dopo gli ultimi sbarchi, le mette in guardia: «Denuncerò per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina chi aiuta gli scafisti. Nelle ultime ore i trafficanti hanno ripreso a lavorare, riempiendo barchini e approfittando della collaborazione di qualche Ong. Tra queste c'è Aquarius 2, che poco fa ha recuperato 50 persone al largo di Zuara. Altri due gommoni, con a bordo 100 immigrati ciascuno, sarebbero in navigazione. Pensare che, dopo il caso Diciotti, le partenze dalla Libia si erano azzerate! Aquarius 2 ha intralciato il lavoro della guardia costiera libica, ignorando le indicazioni. Possono cambiare nome e bandiera altre mille volte: ma per questi signori i porti italiani restano chiusi». 
Nel frattempo il Consiglio dei Ministri ha approvato all’unanimità il decreto sicurezza e immigrazione. «Un passo in avanti per rendere l'Italia più sicura», è stato il commento del ministro degli Interni. 
Stretta sulla concessione della protezione umanitaria. Via la cittadinanza in caso di condanna definitiva per terrorismo internazionale. Sospensione della domanda di asilo in caso di pericolosità sociale e condanna in primo grado. Sistema Sprar limitato ai beneficiari di protezione internazionale e a minori non accompagnati. Sono questi i punti principali del decreto. 
Anche in questo caso non mancano le polemiche. Dubbi di costituzionalità sono espressi dal Colle. Il vicepremier M5s dichiara al Fatto: «Ci sono alcuni punti che non sono nel contratto di governo, li discuteremo in Parlamento». Il senatore pentastellato De Falco rincara la dose: «Ho molti dubbi». Dura anche la posizione di monsignor Galantino: «Inserire misure sugli immigrati nel dl sicurezza significa già giudicarli».

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