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Di fronte ai rifiuti e alla miopia di Bruxelles l'Italia deve cambiare strada


30/03/2020

di Artemisia


Europa? Non pervenuta. C’è voluto il vertice del Consiglio europeo per far capire ai più tenaci europeisti, che l’Unione europea non esiste, non è mai esistita. Prima la Grecia strangolata dalla Troika, ora l’Italia e la Spagna che i Paesi del Nord guidati da Germania e Olanda, vorrebbero commissariare, imponendo condizioni da lacrime e sangue per un piano di finanziamento utile a superare l’emergenza. L’Europa degli egoismi sta venendo fuori dal di là delle dichiarazioni di solidarietà. Dal Consiglio è venuto un no secco ai Coronabond, emissioni di titoli, mentre continua ad essere presentata come una soluzione possibile il ricorso al Mese, il Meccanismo di Stabilità, che prevede condizioni capestro di rientro dal deficit, le stesse che hanno stritolato la Grecia. Eppure fu l stessa Cancelliera Angela Merkel a riconoscere che quello strumento era stato troppo severo e che aveva penalizzato l’economia di Atene. 
Ma l’Italia non è la Grecia nel senso che se il nostro Paese sprofonda in una recessione smette di essere un mercato in grado di assorbire i prodotti tedeschi. L’interscambio commerciale tra noi e Berlino è importante e ricco. Se quindi crolla l’Italia viene meno un anello importante dell’economia europea. Ma la Germania pur comprendendo questo aspetto è vittima delle logiche politiche interne. A fine anno ci sono le votazioni e il partito della Cancelliera Merkel, la Cdu, ha paura dell’incalzare del partito di destra che cavalca una linea rigorista. Ancora una volta quindi le strategie europee sono succubi delle vicende politiche della Germania. 
Anche il presidente francese Macron sta facendo una politica ambigua. Da una parte sottoscrive la richiesta italiana e spagnola di Coronabond, dall’altra cerca di ritagliarsi il ruolo di mediatore tra le istanze dei Paesi del Sud Europa e il Nord. Magari con il fine, nemmeno tanto nascosto, di rinsaldare l’asse con Berlino, utile quando l’emergenza sanitaria sarà terminata e bisognerà affrontare quella economica. Macron inoltre ha aperto la strada di una relazione con gli Stati Uniti. 
E l’Italia cosa farà? Stringerà il rapporto con Russia e Cina che hanno offerto il loro aiuto, tutt’altro che disinteressato? 
Nei quindici giorni di tempo che il Consiglio europeo si è preso per trovare una medicina all’economia dell’emergenza, mentre il Virus dilaga, i Paesi si torceranno in tatticismi e nuove alleanze. Di sicuro quando l’epidemia sarà regredita, l’Europa avrà un volto diverso, più frammentato, dominio degli egoismi dei singoli Stati, in cui ognuno farà per se all’interno di una cornice che ciascuno cercherà di piegare ai propri interessi. 
Un’Europa così concepita non avrà alcun senso, avrà smarrito la mission per la quale è stata fondata. Inoltre sarà facile preda dei colossi internazionali, degli Stati Uniti, della Cina, delle Tigri asiatiche, della Russia. Non c’è alcuna capacità di visione di lungo periodo nell’egoismo che sta mostrando il partito del rigore ad oltranza, giustificabile in crisi asimmetriche, determinate da avventate politiche di bilancio di un singolo Stato, ma ingiustificabili e dannose di fronte a una crisi simmetrica che, è il caso del Coronavirus, coinvolge tutti.

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