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Draghi (Bce): «La protratta instabilità politica dell'Italia può condizionare la fiducia dei mercati»

La vittoria dei populisti non preoccupa, perché l’euro è irreversibile


09/03/2018

La Bce ha mantenuto inalterati i tassi, confermando il programma di acquisto mensile di obbligazioni da 30 miliardi fino a settembre 2018 e oltre, se necessario, ma ha rimosso il riferimento a un espansione del programma qualora lo scenario peggiorasse. Un segnale di fiducia nella crescita dell’Eurozona, che tuttavia potrebbe essere ostacolata dalle minacce protezionistiche e dall’andamento del mercato valutario. Il numero uno dell’Eurotower ha inoltre bollato come “pericolose” le decisioni commerciali unilaterali, auspicando sempre e comunque la ricerca di soluzioni su tavoli allargati. 
La Bce ha poi modificato di poco le stime di crescita e inflazione, con prezzi sotto controllo (inflazione attesa a +1,4% quest'anno e il prossimo, nonché a +1,7% nel 2020). Mentre Draghi ha confermato che permane un ampio grado di stimolo monetario e ha detto che la decisione di rimuovere dallo statement il riferimento al Qe è stata unanime. 
Quanto alle elezioni italiane e alla reazione dei mercati, il presidente della Bce ha risposto che “è stata limitata come avvenuto in altre occasioni, quando i commentatori avevano pronosticato reazioni drastiche. Detto questo un’instabilità politica può impattare la fiducia che a sua svolta ha effetti su inflazione e output”.

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