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Dreamers, 1968: come eravamo, come saremo. Un racconto per immagini e video del Paese in mostra al Museo di Roma in Trastevere


03/05/2018

L’Archivio Riccardi sarà protagonista della grande mostra fotografica e multimediale, in esposizione dal 5 maggio al 2 settembre 2018 al Museo di Roma in Trastevere, realizzata in occasione del 50° anniversario del 1968, a cura dell’Agenzia Italia e resa possibile dalle numerose fotografie realizzate da Carlo Riccardi insieme a quelle provenienti dall’archivio storico di Agi, Ansa, Ap Associated Press, Contrasto, Rai-Rai Teche, Corriere della Sera, Il Messaggero, La Stampa, l’Espresso e tanti altri.
L’iniziativa è nata da un’idea di Riccardo Luna, direttore dell’Agi, e intende delineare un vero e proprio percorso nell’Italia del periodo: un racconto per immagini e video del Paese di quegli anni per rivivere, ricordare e ristudiare quella storia. Tra queste immagini spiccano le foto provenienti dai cassetti dell'Archivio Riccardi: la copertina all'intero progetto della mostra, che ritrae il preludio della battaglia di Valle Giulia, il 1° marzo del 1968, è proprio di Carlo Riccardi. 
«Il 1968 fu un anno particolare anche per noi fotografi - ha dichiarato il novantaduenne Carlo Riccardi - quel primo marzo a Valle Giulia ha significato molto, ha in qualche modo preso vita la figura del fotoreporter da battaglia urbana, quello che per tutti gli anni successivi usciva dalle agenzie per andare a “prendere le botte”. Quel giorno da una parte ci stavano le forze dell’ordine con gli elmetti, i manganelli, le camionette corazzate, i camion con gli idranti, le bombe lacrimogene. Dall’altra gli studenti. Al centro noi fotografi. Non era la prima volta in quei mesi, a Roma e in altre città, che polizia e studenti si scontravano. Ma la violenza non era mai arrivata a quel punto: due ore e mezzo d’ira e di sangue. È un puro caso che non abbiamo fotografato morti. 
Nel maggio 1968 tutte le Università erano occupate, in seguito nel 1969 ci fu l'esplosione degli scioperi degli operai in fabbrica, che si saldò con il movimento degli studenti che contestavano i contenuti arretrati e parziali dell'istruzione, e rivendicavano l'estensione del diritto allo studio anche ai giovani di condizione economica disagiata. La Polizia era già intervenuta per sgomberare le prime forme di occupazione e di autogestione che all’epoca non consistevano altro che in fermi tentativi di instaurare un dialogo con i docenti, sostituendosi ad essi quando tali tentativi fallivano miseramente. 
C’erano già state forme di violenza urbana, quando i più estremisti facevano degenerare una manifestazione in scontri con le Forze dell’Ordine, primo e più logico bersaglio delle proteste più veementi. Ma tutte queste manifestazioni si erano risolte con qualche “carosello” della Polizia o al massimo qualche arresto per resistenza». 
Il lavoro di studio, recupero e restauro delle foto dell'Archivio Riccardi è affidato all'agenzia Agr e all'Istituto Culturale Quinta Dimensione. Maurizio Riccardi, fotografo e figlio di Carlo, con la collaborazione di Giovanni Currado, Marino Paoloni e un pool di volontari, tenta da anni di rendere fruibile l'archivio al grande pubblico attraverso mostre e pubblicazioni. Nel solo 2018 sono previste oltre 4 grandi esposizioni tra cui quelle dedicate alla figure di Aldo Moro e a Paolo VI. 
«Le foto recuperate fin ora nel nostro archivio - ha dichiarato Maurizio Riccardi -  mostrano il preludio di quel giorno, ma anche le manifestazioni operaie dei mesi a venire e i numerosi sgomberi all’interno della Sapienza. Un mix di pacifici e allo stesso tempo vivaci cortei, affiancate alle foto delle violenze repressive che avevano come sfondo gli imponenti edifici dell’Università, tra saluti romani sulle scalinate della facoltà di giurisprudenza e quelle “corse” verso l’obiettivo del fotografo che simboleggiavano il desiderio di raggiungere, in fretta e tutti insieme, quella rivoluzione sociale da troppo tempo attesa, ma che, come sappiamo, produrrà solo ulteriore scontro sociale e inutile violenza».
L’Archivio Fotografico Riccardi, iscritto presso la Soprintendenza Archivistica del Lazio di Roma in qualità di Patrimonio di interesse nazionale, è composto da oltre tre milioni di negativi originali, che ritraggono altrettanti momenti più o meno noti della vita politica, sociale e di costume che hanno caratterizzato gli ultimi settant’anni di Storia italiana.
Per la cronaca Carlo Riccardi (classe 1926) è il primo paparazzo della “Dolce Vita”. Amico di Ennio Flaiano, Federico Fellini e di Totò, ha raccolto in un grande archivio settant’anni di Storia italiana. I suoi scatti sono esposti in mostre permanenti a Pechino, Roma e San Pietroburgo. Negli anni cinquanta ha creato la rivista «Vip» e lavorato per «Il Giornale d’Italia» e «Il Tempo». Ha inoltre documentato sette elezioni papali: quelle di Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco I. Di recente ha pubblicato il libro fotografico Sophia Loren - Se mi dice bene (Armando, 2014) in omaggio agli 80 anni della grande attrice. 
A sua volta Maurizio Riccardi (1960), fotografo, è direttore dell’Agenzia di documentazione fotografica Agr. Dirige l’Archivio Riccardi e opera su tutta la sfera della comunicazione multimediale. Fra le sue mostre “Vita da Strega”, “I papi santi” e “Donne & Lavoro”. Ha pubblicato numerosi libri tra cui Africa perché (New Media, 2008), San Giovanni Paolo II. Il Papa venuto da lontano (Armando, 2014), e, con Giovanni Currado I tanti Pasolini (Armando, 2015), Gli anni d’oro del Premio Strega (Ponte Sisto, 2016), Il popolo della Repubblica (AGR, 2017). Nel 2011 ha dato vita alla galleria Spazio5, punto di riferimento culturale a Roma.

AGR - ArchivioRiccardi
Tel. 348.4814089

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