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E' ufficiale: un orologio biologico regola il nostro organismo

La vita sulla Terra si è adattata alla rotazione del nostro Pianeta. Lo confermano tre ricercatori americani che si sono aggiudicati il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia 2017


09/10/2017

di Azzurra Fanin


I primi ad osservare il comportamento degli animali e a capire, pur senza alcun riscontro scientifico, che essi erano in grado di regolare il loro orologio biologico interno con le maree e con le fasi lunari, furono gli indiani d’America, appartenenti alle antiche tribù Apache.
A partire dal ‘700, poi, i primi studi astronomici di Jean Jacques d’Ortous de Mairan, ripresi da quelli di Galileo Galilei di un secolo prima, resero noto il funzionamento del ritmo circadiano, senza riuscire, però, a spiegare come questo meccanismo funzionasse davvero.
Oggi, grazie a tre scienziati americani che si sono aggiudicati il Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia 2017, abbiamo la dimostrazione scientifica che esiste un orologio interno che regola la nostra vita, quella degli animali, delle piante presenti sulla Terra.
I genetisti e cronobiologi, padri dell'orologio biologico, si chiamano Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young. A loro di deve la scoperta del meccanismo molecolare che controlla il ritmo circadiano, cioè il nostro meccanismo interno e invisibile che regola i ritmi del sonno-veglia, il comportamento alimentare, il metabolismo, la temperatura corporea, la pressione sanguigna, la produzione e il rilascio di ormoni, che sono responsabili della vita e della riproduzione della specie umana. Secondo il loro studio, gli esseri viventi sarebbero riusciti a modellare il proprio ritmo vitale sincronizzandolo con la rotazione della Terra. La vita sulla Terra si è, quindi, adattata alla rotazione del nostro pianeta.
Studiando il DNA degli organismi più semplici e più studiati dai genetisti, i moscerini della frutta, i ricercatori sono riusciti a isolare il gene che regola questo comportamento universale. Hanno dimostrato in particolare che il gene controlla la produzione di una proteina che si accumula nelle cellule durate la notte e che viene degradata durante il giorno. In seguito i tre ricercatori hanno identificato una seconda proteina, altrettanto importante per far funzionare il meccanismo. Solo in seguito a queste scoperte siamo in grado di dire che i principi in base ai quali funziona l'orologio biologico sono gli stessi in tutti i viventi.
Hall, 72 anni, è nato nel 1945 a New York e si è laureato nell'università di Washington a Seattle. Dal 1971 al 1973 ha lavorato nel California Institute of Technology (Caltech) in Pasadena. Nel 1974 si è trasferito nella Brandeis University di Waltham in 1974 e nel 2002 in quella del Maine. Rosbash, 71 anni, è nato a Kansas City e si è laureato nel 1970 nel Massachusetts Institute of Technology (Mit). Nei tre anni successivi ha lavorato in Europa, nell'università scozzese di Edimburgo, e nel 1974 è rientrato negli Stati Uniti e da allora ha lavorato nella Brandeis University. Young, 68 anni, è nato nel 1949 a Miami e si è laureato nell'università del Texas ad Austin nel 1975. Da allora fino al 1977 ha lavorato nell'università di Stanford e dal 1978 nella Rockefeller University di New York.
La loro scoperta ha un’estrema importanza per l’essere umano, dal momento che l’alterazione del ritmo circadiano ha ripercussioni dirette per la salute. Sappiamo, infatti, che il ciclo veglia-sonno ha un ruolo molto importante per quanto riguarda una serie di equilibri che stanno alla base della salute. Per esempio la mancanza di sonno induce molto più frequentemente a sviluppare ipertensione e con essa i rischi correlati di infarto e ictus. Sappiamo inoltre che la mancanza di sonno ha un importante impatto sulla salute delle donne e sui loro cicli ormonali. Quelle che fanno turni di lavoro di notte hanno un rischio maggiore di cancro al seno, così come anche il metabolismo in generale subisce ripercussioni dalla mancanza di sonno.

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