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Editoria: l’Italia fanalino di coda negli investimenti

Il calo registrato negli ultimi cinque anni - secondo l’ufficio studi di Mediobanca - è del 56%


23/12/2019

Nell’industria dell’informazione assistiamo a una drastica contrazione degli investimenti da parte dei principali gruppi editoriali italiani. Nel 2018, gli investimenti materiali da parte dei gruppi editoriali sono scesi a 16 milioni di euro. Rispetto al 2014 sono stati investiti 21 milioni in meno (-56%). Italia è dunque fanalino di coda per tasso di investimento (1,1% nel 2018), meno della metà del Regno Unito (2,6%) e un terzo di quello francese (3,4%). La Germania si conferma invece il paese best performer (7,2%). Le società editoriali, inoltre, hanno effettuato nel 2018 investimenti in intangible assets per 46 milioni, principalmente per lo sviluppo di attività digitali come licenze, software ed applicativi. È quanto emerge dall’indagine sull’editoria 2019 pubblicata dall’Area Studi di Mediobanca, consultabile sul sito www.mbres.it 
L’indagine analizza le dinamiche economiche e diffusionali dei principali sette gruppi editoriali italiani cui fanno capo i maggiori quotidiani nazionali d’informazione, attraverso i conti del periodo 2014-2018, con un aggiornamento ai primi nove mesi del 2019. 
L’ingente calo delle vendite da parte delle principali testate giornalistiche italiane si riflette anche sull’occupazione. Tra il 2014 e il 2018 la forza lavoro è diminuita di 2.540 unità, di cui 786 per via di cessioni delle attività. Nel 2018 l’occupazione si attesta a 11.053 dipendenti (-14% sul 2014 e -3% sul 2017) e i giornalisti rappresentano il 35% del totale (erano il 37% nel 2014). 
Anche nel 2018 il giro d’affari mondiale è risultato in diminuzione, attestandosi a 111miliardi di euro complessivi, -3% rispetto al 2017 e -13% sul 2014. La raccolta di pubblicità cartacea, con -28% sul 2014, registra la peggior performance; in negativo anche i ricavi da diffusione cartacea (-7% sul 2014). Aumentano, invece, i ricavi da pubblicità digitale (+24%) e soprattutto quelli da diffusione digitale (+104%). 
Il calo del giro d’affari dei gruppi editoriali italiani si registra anche in Francia (-1%) e nel Regno Unito (-3%), mentre la Germania vede un segno positivo (+1,0%). I ricavi delle società editoriali europee esaminate cui fanno capo i quotidiani d’informazione segnano mediamente un -3% nel 2018-2017, in controtendenza i ricavi delle società europee che editano testate economiche (mediamente +4,5%). In Germania, dove i ricavi crescono dell’1% e il tasso d’investimento è al 7,2%, come su accennato, l’occupazione si attesta al 3,2%, la redditività industriale all’8,1%.

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