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Emergenza Coronavirus: alcune regole cui attenersi per uscire da casa e compiere spostamenti a piedi o in macchina


12/03/2020

Siamo, come si sa, in piena emergenza per l’epidemia da Coronavirus, che si sta purtroppo trasformando - secondo l’Organizzazione mondiale della sanità - in pandemia. Con restrizioni che si stanno allargando a macchia d’olio, soprattutto nel nostro Paese, costretto a una pesante quanto comprensibile quarantena. Con limitazioni che vanno dalla chiusura di scuole e musei alle serrande abbassate per tutti gli esercizi, esclusi quelli alimentari in abbinata a farmacie, tabaccai, benzinai, poste e banche. Fermo restando il divieto di dare vita a manifestazioni pubbliche e sportive (bloccati anche i campionati di calcio), assembramenti, movide, matrimoni e addirittura funerali. 
E per quanto riguarda gli spostamenti delle persone fisiche, cosa è vietato e cosa è permesso? A farsi carico di questa problematica, che interessa la maggior parte dei cittadini, ci ha pensato la redazione di QuiFinanza in collaborazione con Adnkronos
Intanto viene precisato che la regola valida per tutti è quella di evitare di uscire di casa. Ma con le dovute eccezioni: si può farlo per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. Attenzione però: la veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. Con sanzioni pesanti. 
È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti. 
È previsto anche il divieto assoluto di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus. Ma ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5 gradi? In questo caso si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone. 
Se si abita in un Comune e si lavora in un altro, si può fare avanti e indietro? La risposta è sì: è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative. Ma cosa significa ‘comprovate esigenze lavorative’? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrarlo? 
È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. ‘Comprovate’ significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando o tornando dal lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante o con ogni altro mezzo di prova, la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni. 
Come si devono comportare i transfrontalieri? I transfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo. 
Ci saranno posti di blocco per controllare il rispetto della misura? Ci saranno controlli. In presenza di regole uniformi sull’intero territorio nazionale, non ci saranno posti di blocco fissi per impedire alle persone di muoversi. La Polizia municipale e le forze di polizia, nell’ambito della loro ordinaria attività di controllo del territorio, vigileranno sull’osservanza delle regole. 
Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi? Sì, chiunque ha diritto a rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, fermo restando che poi si potrà spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. 
È possibile uscire per andare ad acquistare generi alimentari? E i generi alimentari saranno sempre disponibili? Sì, si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili. 
Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari? Sì, ma solo in caso di stretta necessità (acquisto di beni necessari, come ad esempio le lampadine che si sono fulminate in casa). 
E ancora: è consentito fare attività motoria? Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo. Si può andare ad assistere anziani non autosufficienti? Sì, è una condizione di necessità. Va ricordato però che gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile. L’accesso a parchi e giardini pubblici è consentito? Sì, parchi e giardini pubblici possono restare aperti per garantire lo svolgimento di sport e attività motorie all’aperto, come previsto dall’art.1 comma 3 del Dpcm, a patto che non in gruppo e che si rispetti la distanza interpersonale di un metro. 
E se si è separati o divorziati, si può andare a trovare i figli? Sì, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o di divorzio.

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