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F.I.L.A. colora il proprio successo con nuove acquisizioni

Intervista a Massimo Candela, CEO del Gruppo


29/10/2018

di Giorgio Nadali


Massimo Candela, CEO del Gruppo F.I.L.A.

La nascita di F.I.L.A. Fabbrica Italiana Lapis ed Affini risale al 1920. In quasi un secolo di storia, una combinazione di grandi intuizioni, passione per la creatività e impegno, ha dato vita ad uno dei primi gruppi mondiali dedicati all’espressione creativa, con decine di marchi e migliaia di prodotti nei mercati di ogni continente.  

Dottor Candela, qual è l’obiettivo raggiunto nell'ultimo anno da F.I.L.A. di cui lei è più fiero? 
Sono fiero del percorso di ulteriore crescita che l’azienda sta avendo. In particolare sono orgoglioso del successo industriale, economico e professionale avuto in India, un mercato difficilissimo dove i successi delle aziende occidentali si contano sulla punta delle dita. Un ulteriore aspetto su cui mi preme soffermarmi è il rapporto umano, quasi fraterno, stabilito con la famiglia di imprenditori indiani con i quali siamo presenti in quella parte del mondo.

Quel è il giro d’affari di Fila? 
Dopo l’ultima acquisizione fatta in Nord America, Fila ha una dimensione proforma in linea con le attese di mercato che prevedono un fatturato sopra i 700 milioni di euro e un ebitda sopra i 110 milioni di euro.

In un settore di nicchia con pochi operatori a livello globale e una forte brand loyalty la strategia del Gruppo F.I.L.A. si focalizza sul combinare crescita organica con acquisizioni mirate. Ci spieghi da dove nasce la sua strategia? 
Questa strategia ha avuto inizio a metà degli anni 90 e ha consentito a Fila di diventare un soggetto aggregante e non una possibile preda dei concorrenti. Il mercato nel quale operiamo è lontano dall'essere efficiente e molto resta ancora da fare ed è per questo che, in linea con la nostra storia, rimaniamo interessati ad aziende che hanno marchi riconosciuti e una produzione propria. Il vantaggio che abbiamo è che il nostro settore è legato sia alle nascite che al tempo libero, due elementi che secondo le previsioni sono in crescita a livello mondiale.

Nel 1956 suo nonno, dopo essersi formato come dipendente di F.I.L.A., insieme ad altri ha rilevato l’azienda e ha iniziato a trasformarla in una realtà produttiva solida a livello nazionale. Ritiene che la sua scelta sia stata vincente e di soddisfazione? Lei come vede il mondo imprenditoriale? 
Se dovessi fare un breve riassunto della mia vita la definirei un sogno realizzato: fare l'imprenditore e vedere che i progetti prendono forma e condividerli con culture differenti, mentalità differenti è un'esperienza unica. Mio Nonno certamente è stato un pioniere e io ho il suo esempio sempre davanti agli occhi.

Cos'è il successo per Lei? 
Avere la stima dei propri collaboratori e della propria famiglia
.

Quale strategia vi ha permesso tra il 2005 e oggi di moltiplicare la Vostra presenza internazionale e la rete di distribuzione, che è cresciuta da 3 a 35 filiali, con oltre l'80% del fatturato? Il Vostro numero di stabilimenti di produzione è salito negli ultimi anni a 19, consentendovi oggi di produrre praticamente tutta la propria gamma di prodotti presso siti di proprietà. 
Una attenzione spasmodica ai costi, un'analisi attenta della concorrenza e una politica mirata di acquisizioni. Ovviamente, il nostro mantra è “Pensare globale, agire locale e vendere solo ciò che produciamo"
.

Nel 2017 F.I.L.A. ha definito e diffuso a tutte le società consolidate la propria Politica Ambientale. I benefici sono stati maggiori dei costi? 
A livello ambientale, considerando il nostro target di consumatori, sono già diversi anni che lavoriamo sulla totale innocuità dei prodotti, sulla sostenibilità dell'utilizzo del legno e sull'utilizzo di vernici ad acqua anziché a base solvente. Riteniamo sia molto importante contribuire alla diffusione di questo importante valore.

Adottate strategie di Brand Reputation? 
Certamente, la reputazione è uno degli asset fondamentali della nostra azienda.

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