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Governanti senza dignità mentre si sta affacciando l'incubo della patrimoniale

Se infatti l'Europa è matrigna, i nostri politici potrebbero rivelarsi patrigni, infilando le mani nei conti correnti e tassando ulteriormente le case


06/04/2020

di Sandro Vacchi


Siete di Parma? Avete un reddito che fa pietà? Non sapete come fare la spesa in pieno Coronavirus? Niente paura! Per voi – e solo per voi - c'è il vaccino. Si chiama antifascismo e l'hanno scoperto fior di scienziati guidati dall'eccellente professor Federico Pizzarotti della scuola medica Anpi. Credete invece che l'epidemia non c’entri niente con la politica, soprattutto quella di un secolo fa? Allora crepate. 
A cinquant'anni dallo sbarco sulla Luna l'Italia si bea con simili trovate da barzelletta. Quasi quasi c'è da dare ragione a tedeschi e soprattutto olandesi che ci vorrebbero ridurre alla fame tutti quanti, indipendentemente dal credo politico, solo in quanto italiani. Di fronte a certe boiate sesquipedali, che cosa dovrebbero pensare di noi? Rovesciamo la prospettiva: se sindaci e governatori di centro-destra esigessero il certificato di anticomunismo prima di concedere sussidi, chi si salverebbe dagli alti lai della Trimurti (Lerner, Gruber, Fazio) sull'attentato alla democrazia, alla Costituzione e al politicamente corretto? 
La discriminante ideologica è di una gravità estrema. Il Virus colpisce soprattutto i vecchi, fra i quali ci saranno dei novantenni ex repubblichini ed ex partigiani. I medici dovrebbero forse lasciar andare al creatore i primi e tentare di salvare solo i secondi? 
Ecco, un popolo guidato da tali dementi che cosa può mai aspettarsi dall'Europa comunitaria nostra signora e padrona? Come minimo che ci tratti a pesci in faccia (fascisti, comunisti e apolitici), che continui a pretendere i nostri quattrini (fregandosene bellamente del credo politico di chi glieli dà), e che ci mandi a spazzare il mare. Altroché i Coronabond! Questi geni che sono rimasti a Piazzale Loreto, cioè indietro di tre quarti di secolo, non sono affatto dissimili da certi monaci ortodossi del Monte Athos e delle Meteore, ancor oggi inviperiti contro i cattolici. Il grande scisma risale al 1054? Ma vah, come passa il tempo. 
Chi vive nell'anno 2020, invece, fa semmai come l'avvocato Carlo Taormina, una iena, antipatico forse anche a sua moglie, ma capace di denunciare un altro avvocato per strage. Il suo collega si chiama Giuseppe Conte. E' pazzo da legare Taormina? Settecentomila persone si sono dette d'accordo con lui. Il motivo? Il Premier avrebbe avviato con imperdonabile ritardo le misure per arginare l'epidemia arrivata dalla Cina. Chi vive nel presente fa semmai come un detenuto da portare ad esempio, albanese incarcerato a Bologna, il quale ha donato cinquemila euro all'ospedale Sant'Orsola per le cure agli infettati. E non ha chiesto la fede politica dei medici. 
Mentre noi giochiamo alla guerra dei morti combattuta da moribondi rossi e neri, la mamma ci prepara una dura punizione. Durissima. Ursula, Angela e Christine, le tre fatine nostre nutrici e tutrici, si preparano a sganciarci sulla testa un affare che si chiama Mes (Meccanismo europeo di stabilità) invece dei tanto invocati Coronabond. Chi la sa lunga sostiene che il primo è come un prestito del suocero, mentre i secondi sarebbero come il regalo di un padre. L'Italia un padre chissà se l'ha mai avuto, ma la Grande Madre è l'Europa che tanto ci ha dato: benessere, lavoro per tutti, pensioni alte, una moneta che ci ha resi più ricchi, tasse ridotte, Pil che galoppa... Un momento che mi sveglio. 
Dunque, i Coronabond sono una specie di stella cometa, lontani perché i Paesi nordeuropei, nello specifico Germania e Olanda, non ne vogliono sapere. A giorni ne discuteranno i ministri delle finanze dell'Unione. Ursula, presidente dell'Unione Europea, dice che servono massicci investimenti, un piano Marshall per l'Europa malata e così via. «Il bilancio della UE è accettato dagli Stati membri come strumento di compensazione solidale e di modernizzazione. Inoltre garantisce sicurezza sulla pianificazione degli investimenti e l'affidabilità per tutti i contraenti». 
Tradotto: chi è nell'Europa comunitaria deve accettarne senza ribellarsi le regole, che si richiamano all'austerità e all'affidabilità. Non sono qualità preclare dell'Italia soffocata dal debito pubblico, che dal 1992 a oggi è salito dal 123 al 134 per cento del Pil, alla faccia di uno dei parametri di Maastricht che lo vuole incatenare al 60 per cento. 
Non faccio a caso riferimento al 1992. Quell'estate l'indimenticato Giuliano Amato alle 4 del mattino, come la banda del buco, si infilò in tutte le banche e ficcò le mani nei nostri conti correnti: una bella patrimoniale forzosa. 
Patrimoniale: cinque sillabe che terrorizzano la classe media o ciò che ne sopravvive, i piccoli risparmiatori, i proprietari di case, le partite Iva, i piccoli imprenditori, artigiani in testa. Tutta gente, guarda un po', che in linea di massima non vota per né per PD né per i Cinque Stelle, che da sempre non vedono l'ora di massacrare il nemico. Sullo stesso fronte il neo compagno Pierferdinando Casini e le Sardine. Credevate che si fossero estinte in pochi mesi? Niente affatto: Matteo Santori, economista di rango che fa l'istruttore di fresbee, rilancia l'idea di una patrimoniale secca dell'1 per cento. 
Visto che nei conti correnti degli italiani ci sono 1.600 miliardi di euro, e che i tre quarti dei connazionali sono proprietari di case, tiriamo un sospiro di sollievo perché i furti d’appartamento sono drasticamente diminuiti in epoca di Coronavirus, ma i quaranta ladroni non si sono per niente ritirati dagli affari. La pandemia ha indotto il Governo a stanziare 25 miliardi. Qualcuno crede che usciranno dai forzieri dello Stato? 
Così la tenaglia comincia a chiudersi: da un lato un'Europa matrigna, dall'altro un governo patrigno. E, per di più, mai eletto dagli italiani e oggi di minoranza. In appena due anni, infatti, i grillini hanno perduto la metà abbondante dei consensi, eppure governano. Tragicomico; la tragedia è la nostra, il comico è Grillo, ideologo pentastellato. Ripeto: qualcuno si illude che lassù a Bruxelles qualcun altro ci prenda sul serio? 
Il ministro delle finanze olandese Hoekstra, capo dei duri, dice che gli euro-bond (o Coronabond) non sono una soluzione e che il Fondo salva-stati, il terrificante Mes, dà invece ottimi risultati. 
E', questo, un raffinato meccanismo in virtù del quale può essere reintrodotta legalmente la schiavitù. Il bambinello ha giusto dieci anni, essendo nato nel 2010 quando alcuni Paesi europei erano avviati verso il fallimento. L'articolo 123 dei Trattati Europei (con la lettera maiuscola in quanto sono testi sacri come il Vangelo) vieta il salvataggio di Paesi in difficoltà per non incentivarli a indebitarsi: i figli spendaccioni vanno tenuti a stecchetto, no? 
Dapprima l'articolo-manetta è stato aggirato con un fondo temporaneo di 175 miliardi per Irlanda, Portogallo e soprattutto Grecia. In seguito si pensò a un fondo permanente, il MES. Ha un capitale di settecento miliardi al quale gli Stati contribuiscono pro quota. La Germania, per esempio, azionista di maggioranza, detiene il 27 per cento, ma l'Italia ha il 18, che poco non è di certo. 
Il meccanismo ha concesso prestiti a Cipro per sei miliardi e rotti, alla Grecia per 62, alla Spagna per 41 e passa. Prestiti, non regali, si badi bene, condizionati all'obbligo di pubblicare un memorandum d'intesa che definisca le misure che il Paese foraggiato si impegna a prendere per quanto riguarda tagli al deficit (quindi al debito) e riforme strutturali. In sostanza, la Grande Mamma dice al pargoletto discolo: ti do i soldini, ma tu mi metti per iscritto che li spenderai in modo oculato, altrimenti ti faccio il culo a strisce. Il metodo dei “cravattari” è soltanto meno elegante, ma parimenti efficace: l'infelice Paese diventa uno schiavo, soprattutto della Germania, vera padrona del Mes. Il discolo si impegna, insomma, a destinare risorse esclusivamente all'emergenza sanitaria ed economica, nel caso attuale. E a rispettare il patto di stabilità per tenere buoni i falchi del Nord Europa. 
L'ipotesi oggi all'orizzonte è quella di un intervento della BCE: la simpatica Christine Lagarde amicissima di Sarkozy, di Carlà che prende per i fondelli i malati e oggi di Macron. Aprirebbe una linea di credito fino al 2 per cento del PIL della vittima, garantendo fino all'80 per cento dei prestiti a breve delle banche e il ricorso al fondo europeo per la disoccupazione. 
Le banche, non so a voi, ma a me non hanno mai regalato niente, a parte un salvadanaio di ferro quand'ero bambino. Antonio Patuelli, numero uno dei banchieri italiani, ha dichiarato al “Dubbio”: «La crisi sarà finanziata con un'iniezione di liquidità delle banche con garanzia dello Stato. Se lo Stato vorrà concedere aiuti anche a chi non merita credito, si assuma l'onere della restituzione. Se un privato fa debiti non può scaricarli sulla comunità. Vale anche per gli Stati». Come si fa a dire che ha torto? 
Non sono parole retoriche, le sue. C'è chi vuole dare soldi anche a chi lavora in nero, dopo averlo additato, per decenni, al pubblico ludibrio, accusandolo di essere la rovina del Paese. Chi? Proprio gli stessi governanti che oggi vorrebbero sfamarlo. Tanto paga Pantalone. 
Dopo il vertice tra Germania e Francia e l'accordo Merkel-Macron sul Mes e il modo di affrontare il Coronavirus tagliando fuori l'Italia e la richiesta di Conte di aiuti unilaterali europei, le opposizioni italiane hanno ribadito che non vogliono saperne del nodo scorsoio. Un nodo sempre più stretto, in un'Italia che ha il peggior rapporto al mondo fra infettati e defunti: il 12,2 per cento, contro il 2,6 degli USA e appena l'1,4 della Germania. Un'Italia che ha speso nel 2017 (ultimo dato disponibile) 4,2 miliardi per l'assistenza medica ai clandestini, e altri 4,5 presumibili per il 2018, scrive il Gimbe, osservatorio sul sistema sanitario, mentre negli ultimi dieci anni 37 miliardi sono stati sottratti al sistema sanitario: oggi mancano medici, si richiamano quelli pensionati, non ci sono posti letto, respiratori e soprattutto mascherine. E non se le sono fregate per il Carnevale ormai finito. 
Attilio Fontana, governatore della Lombardia, ha fatto costruire a Bergamo un ospedale da campo in due settimane e obbliga tutti a uscire solo con la maschera sul viso. Accusa Roma, la vera, autentica piaga dell'Italia, di avergli dato soltanto briciole. Si indigna sul serio il super mite Mattarella. E la non certo battagliera Elisabetta Casellati, presidente del Senato, tira fuori soldi suoi e arriva ad affermare: «L'Unione Europea o sarà all'altezza della sfida o avrà perso la sua ragion d'essere. Trovi soluzioni coraggiose per la ripresa dell'Italia liberando risorse e liquidità». Lo dice una tranquilla signora, non Matteo Salvini. 
Ma le parole che cosa contano, ormai, in un Paese guidato da un avvocato comparso dal nulla, da un venditore di bibite manovrato da un comico e da un concorrente del Grande Fratello? Stiamo perdendo tutto, in primo luogo la dignità. I soldi arrivano dopo. E, se proprio volete saperla tutta, i fessi è giusto che se la prendano in saccoccia.

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