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I Gonzaga, storia di una dinastia potente e colta

Il giornalista e storico Luca Sarzi Amadè narra le vicende dei signori di Mantova sullo sfondo dell’Italia medioevale. Con una curiosità al seguito…


11/11/2019

di Giambattista Pepi


I Gonzaga sono stati una delle più note famiglie principesche dell’Europa protagonisti della storia italiana ed europea dal XIV al XVIII secolo. Governarono Mantova dapprima come signori e, dal 1328, come marchesi e duchi fino al 1707. Poi, attraverso i rami cadetti, una decina dei quali legittimi e titolari di feudi, nell’alta come nella bassa Italia (microstati quasi tutti liberi, i primi; feudi ampi, ma vassalli della Spagna, i secondi) oltreché in Francia (i ducati di Nevers e di Rethel). 
Ebbero un ruolo di primo piano nel contesto politico italiano ed europeo grazie ai loro ambasciatori e ad un’abile politica matrimoniale, che aveva portato a rinsaldare i rapporti con l’Impero, la Spagna, la Francia e con le dinastie sovrane e le famiglie nobili più in vista di quelle epoche.  
Aumentarono ancora il loro prestigio legandosi in matrimonio nel XVII secolo con una delle più importanti famiglie reali d’Europa, gli Asburgo, quando Eleonora Gonzaga sposandosi nel 1622 con Ferdinando II divenne - prima donna della sua casata - imperatrice del Sacro Romano Impero e regina consorte di Boemia e Ungheria. Maria Luisa di Gonzaga-Nevers, a sua volta, divenne per ben due volte regina di Polonia sposandosi con i re Ladislao IV e Giovanni II. La famiglia diede, inoltre, i natali ad un santo (Luigi Gonzaga), a dieci cardinali e dodici vescovi della Chiesa cattolica. 
Una famiglia potente, dunque, al centro delle intricate vicende politiche del Medio Evo, alla quale Luca Sarzi Amadè ha dedicato il libro I Gonzaga (Laterza, pagg. 322, euro 22,00). 
La loro grande fama è dovuta oltreché alla raffinatissima attività diplomatica al fatto di aver promosso, per diverse generazioni, la vita artistica e culturale al più alto livello, facendo di Mantova una delle capitali della cultura del Rinascimento italiano. 
Oltre alle opere di Pisanello (pseudonimo di Antonio di Puccio Pisano), esponente colto del Gotico internazionale, e di Andrea Mantegna (pittore ufficiale alla corte di Ludovico III Gonzaga dove rimase per 28 anni prima di trasferirsi a Romasu richiesta di Papa Gregorio VIII e fare ritorno due anni dopo nella città di Virgilio), alla corte dei Gonzaga si sarebbero succeduti artisti, musicisti e letterati, come Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Baldassarre Castiglione. 
La collezione artistica dei Gonzaga (detta la Celeste Galeria) era celeberrima: comprendeva infatti opere degli artisti più rinomati del Rinascimento e dell’Età Barocca e venne venduta in buona parte al re d’Inghilterra Carlo I quando i sovrani di Mantova si trovarono in difficoltà economiche. 
Giornalista e assiduo frequentatore fin dall’adolescenza dell’Archivio Gonzaga, l’autore (storico documentatissimo di questa antica e nobile dinastia come prova l’apparato bibliografico del volume che comprende fonti archivistiche, librarie, generali e specifiche sulla famiglia e dei singoli capitoli) ci narra - facendo trasparire sentimenti di stupore, ammirazione e affetto per questa famiglia dinastica - le vicende storiche gonzaghesche attraverso le guerre e le congiure, prima, per la sopravvivenza, poi per la supremazia, mentre sullo sfondo si dipanano le vicende dell’Italia del Medioevo delle grandi abbazie sino all’età comunale e ai principati. 
Nel libro, infine, ci colpisce una curiosità: il legame tra Mantova e il Tricolore italiano. Fin dall’età di mezzo, i Gonzaga innalzarono quella che sarebbe poi diventata la nostra bandiera: per gli italiani nacque ufficialmente nel 1797 a Reggio Emilia dove, in età napoleonica, esisteva ancora l’imponente roccaforte eretta dalla dinastia. Il Tricolore fu dipinto infatti dal Pisanello in quello che, ai suoi tempi, era il salone più frequentato dell’odierno palazzo Ducale, sul mantello e sul cimiero di un cavaliere in armatura e celata che irrompe sulla scena, daga in pugno.

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