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I nostri soldi saranno un po' meno nostri

Il rischio? Quello di poter prelevare soltanto 1.500 euro al mese. Per cifre superiori si dovrebbe pagare una penale del 2%. Insomma, tira una brutta aria


16/09/2019

di Sandro Vacchi


“Compagni, avanti il gran partito, noi siamo anti risparmiatori...” Eh sì, il testo dell'Internazionale merita ormai di essere cambiato, alla luce del terrorismo che si sta facendo sui conti in banca degli italiani. E poi c'è chi si stupisce se migliaia di connazionali si trasferiscono all'estero, dove almeno non ti derubano stipendio o pensione né si permettono di infilarti le mani rapaci nelle tasche. 
A pensare che solo fino a un mese fa il liberalismo sembrava aver preso il potere (prima gli italiani, Flat tax, euro da rivedere, Europa da ammorbidire...) c'è da avere un coccolone. Nello spazio di un niente ci siamo ritrovati nel più bieco dirigismo statalista, quasi stalinista, che si potesse immaginare. La proprietà privata? Un'ipotesi sempre più del terzo tipo, vale a dire dell'impossibilità, nel nome del ministro Roberto Gualtieri, tesserato nei giovani comunisti fin dal 1985, e tutto è detto. 
Adesso i 1.500 miliardi di euro dei conti correnti degli italiani sembrano a rischio. Se ritirate in banca più di 1500 euro al mese, soldi vostri, potreste dover pagare una penale del 2 per cento. Si dice, sembra, ma l'aria che tira è questa. Come a dire che i soldi nostri saranno un po' meno nostri e un po' più dello Stato, che si ripropone occhiuto controllore dei soldi dei cittadini, sospettati di essere evasori, criminali, furbastri. 
La scusa è che si vuole limitare l'uso di denaro contante, facilmente spendibile in nero. Tradotto: se il cittadino ritira in banca dei contanti, semmai per fare un regalo al figlio o aiutare la madre a campare o – sporcaccione! - mantenere l'amante, allora per lo Stato gatta ci cova. Alla faccia della decantata privacy tanto cara ai sinistrati. Se quei soldi, poi, dovessero finire nelle tasche del muratore che vi ha rifatto il tetto, o del tecnico che vi ha installato l'allarme, si sveglieranno le streghe dell'evasione. Allora pongo una domanda stupida e antisociale: se lungo la strada trovo un contadino che vende le pesche alla metà di quanto me le fa pagare la Coop, secondo voi da chi le compero? E mi importa molto di avere lo scontrino? 
Stato, scovare gli evasori è un compito tuo, non mio, che non so fare né voglio fare lo sbirro. Io sono il “buon padre di famiglia”, che mira a ottenere il migliore risultato con la minore spesa. Trovo uno che mi fa pagare la metà di un altro e non mi rilascia lo scontrino fiscale? Cavoli tuoi farti pagare le tasse dal pericoloso evasore, io faccio il giornalista, non il questurino. Sono un asociale, un disfattista, un nemico del popolo? No, molto peggio: sono un uomo libero, credente nel libero mercato e nella libera iniziativa. E non faccio il sostituto d'imposta, nessuno mi paga per farlo. 
Allo stesso modo non mi va che tu, Stato, venga a frugarmi nelle mutande o nel conto corrente se non esistono ragioni di rilevanza penale per farlo. Non mi consenti di ritirare più di 1.500 euro al mese di soldi miei dalla mia banca? Nemmeno se ne incasso diecimila e già mi costringi a farmeli accreditare con tanto di bonifico o di assegno? Sai che sono soldi miei – miei! - e la mia religione mi consente di spenderli come meglio credo? Sai come si chiama il far pagare ai risparmiatori l'utilizzo dei propri soldi, peraltro già tassati alla fonte? Si chiama “pizzo”: tu mi chiedi una percentuale sull'uso dei miei soldi che già sono obbligato a tenere in banca per consentirti di controllarmeli facilmente. 
Ti risulta che io possa fare la stessa cosa con i conti tuoi? Potrei, per esempio, impedirti di versare il reddito di cittadinanza a cani e porci? O di distribuire quattrini alle Ong e alle coop di accoglienza, semmai fossi contrario a certe iniziative? O di pagare a peso d'oro parlamentari, portaborse e tutta la fauna della sotto-politica romana? Poi vieni a chiedermi di fare il gendarme in vece tua? Ma fammi il piacere! 
Vogliamo scommettere che le criptovalute diventeranno qualcosa di appetibile? Cripto significa nascosto, e da questo Stato annusatore, sospettoso, occhiuto, spione, bisogna nascondersi. Evadere? No, difendersi, perché se l'ultimo impiegato dell'Agenzia delle entrate può rovinare la vita per anni a un cittadino onesto (fino a prova contraria), quel cittadino stesso ha il dovere di difendersi. E vada il Fisco a parlare coi suoi figli, se ha coraggio, ricordando la gente che fra il 2011 e il 2012, governo Monti, si uccideva “ringraziando” il servizio di spionaggio. 
Stavamo per arrivare alla Flat Tax, esaltazione della proporzionalità fiscale, ma il Capitano di questa corrente di pensiero si è messo da parte: lui dice e spera per un rientro in scena da trionfatore assoluto. Vedremo. 
A Pontida ha fatto a pugni con tutti, i suoi anche fisicamente con i giornalisti di “Repubblica”. Gad Lerner si è preso ingiurie di ogni tipo, anche razziste, cose avvilenti da qualsiasi parte provengano. Ma qualcuno ricorda le liste di proscrizione del buonista Gad, e le tenere parole da lui spese per Salvini? Un giornalista Rai ha augurato il suicidio al capo della Lega e l'affido di sua figlia a una struttura adeguata: forse qualcosa di tipo Bibbiano, nell'Emilia scarlatta? Un ex brigatista ne ha dette di cotte e di crude a Giorgia Meloni. Reazioni? Aliti di vento. Su Pontida si è invece già scatenata la campagna di Russia. 
Una campagna, ricordiamo per inciso, lanciata da Hitler contro gli amici sovietici. E sì, perché il compagno Stalin fu per due anni il più saldo alleato del nazismo con lo scopo di dividersi la Polonia, alla faccia dei lavoratori e del socialismo. C'è da stupirsi, dunque, se il nostalgico e miserrimo erede italiano di quello che fu il “glorioso” Partito comunista più forte dell'Occidente si sia alleato con il più repellente organismo politico partorito in Italia nell'ultimo mezzo secolo, teso a una sola meta, la conservazione delle poltrone? E che il loro scopo aziendale, il loro fine precipuo, sia esclusivamente l'emarginazione di Salvini nel momento del volo più alto del leghista? 
Salvini ha sparato a palle incrociate contro il governo Conte 2, imperterrito erede di un Conte 1 di tutt'altro orientamento. «Sfideremo i traditori chiusi nei palazzi. Non possono scappare dal voto all'infinito. Qui non ci sono i poltronari, ma donne e uomini con valori. Noi non andremo mai con il PD, gli italiani sono schifati dal tradimento. Se toccheranno i decreti sicurezza raccoglieremo cinque milioni di firme. Faremo un referendum sulla legge elettorale per il maggioritario, bisogna finirla con gli inciuci», ha urlato Salvini davanti al suo popolo, poco diverso dal Matteo ministro di appena un mese fa. 
Quando ha portato sul palco una bambina di Bibbiano restituita ai genitori («Mai più bambini rubati a mamma e papà»), è stata l'apoteosi. La bambina si chiama Greta, ma non come la ventriloqua ecologista. 
Ci sarà una ragione per cui Salvini sta recuperando consensi dopo la pausa di Ferragosto? Ce ne sarà una per la quale Giuseppe Conte sta invece arretrando, considerato ormai un eurocrate tutto d'un pezzo? Ci sarà malcontento negli italiani, anche di sinistra, che si sono visti arrivare in casa 1584 immigrati nell'ultimo mese, dopo che nei primi sette mesi dell'anno c'era stato un calo del 94 per cento? Ci sarà una demenza congenita nel PD, che nel momento stesso in cui recupera il governo e manda a Palazzo Chigi tutte le seconde linee, prepara una scissione firmata Matteo Renzi? Il peggior nemico, il miglior alleato dell'altro Matteo.

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