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I preoccupanti dati del Censis sul calo dei consumi editoriali degli italiani e la crescita delle "fake news"


18/12/2017

Solo il 35% degli italiani legge un quotidiano. I lettori stanno traslocando sempre più in internet, dove però a più della metà degli utenti è capitato di dare credito a notizie false circolate nel web. Le cosiddette fake news. È quanto si legge nel cinquantunesimo rapporto del Censis, che interpreta i più significativi fenomeni socio-economici del Paese nella fase congiunturale che stiamo attraversando. 
Più in particolare, per tre italiani su quattro (pari al 77 per cento quello delle fake news è considerato un fenomeno pericoloso. Soprattutto per le persone più istruite, che ritengono le bugie sul web create ad arte per inquinare il dibattito pubblico (74%) e favorire il populismo (69%). 
Entrando invece nel campo della lettura, nel giro di quindici anni le copie di quotidiani vendute giornalmente sono passate da quasi 6 milioni nel 2000 a meno di 3 milioni nel 2016, con una perdita di oltre il 50 per cento. I telegiornali restano invece ancora il mezzo d’informazione più utilizzato dagli italiani (60%). 
Di fatto i giornali continuano a soffrire per la mancata integrazione nel mondo della comunicazione digitale. Mentre per i periodici nell’ultimo anno si è registrata una piccola ripresa, sia dei settimanali (+1%) che dei mensili (+2%). 
A sostenere l’editoria in Italia sono soprattutto le donne, in particolare quelle più istruite, con il 61% di lettrici diplomate o laureate. Meno della metà della popolazione (il 42%) legge libri, mentre gli e-book, nonostante una leggera crescita (dal 2% del 2007 si è passati al 9% nel 2017) viaggiano ancora su numeri piuttosto bassi. 
Come fonti d’informazione, gli italiani si affidano ai social network come Facebook, che viene utilizzato dal 35% delle persone (e la percentuale sale al 48% tra i giovani). Mentre i motori di ricerca come Google vengono consultati per informarsi dal 21% della popolazione; YouTube a sua volta si attesta oltre il 12 per cento. 
Anche lo svago è sempre più all’insegna del digitale. Stando al Censis, la quota degli italiani che guardano film online è aumentata di oltre 4 punti percentuali rispetto al 2015, passando dal 19% all’attuale 24%, spingendosi fino al 47% nel caso degli under 30. Anche ascoltare la musica attraverso il web risulta una pratica comune al 39% degli utenti (tra gli under 30 si sale a circa il 60 per cento).

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