Share |

Il Coronavirus emigra in Africa e l'Africa sbarca in Italia

Una domanda al ministro Luciana Lamorgese e all'avvocato del popolo Giuseppe Conte: adesso continueremo (con incoscenza) a spalancare le porte all'immigrazione clandestina?


17/02/2020

di Sandro Vacchi


E adesso continueremo incoscientemente a far sbarcare gente dall'Africa, signor ministro Luciana Lamorgese? 
C'era una volta Chernobyl... Tutti ricordiamo la tragedia della centrale nucleare sovietica e i colpevolissimi ritardi nell'informazione, i bambini contagiati, le verdure radioattive, il nucleo che ancor oggi brucia nel nucleo della centrale nella città fantasma. La “disinformatzia” è una specialità indiscussa dei regimi comunisti, insieme con la delegittimazione dell'avversario e la costruzione di prove fasulle a suo carico. Un tempo tutto era colpa del capitalismo imperialista, mentre oggi le tecniche si sono necessariamente raffinate, Internet e i satelliti smascherano in fretta le balle di regime. 
L'informazione globale, per quanto spesso taroccata, ha inferto un colpo mortale alle tecniche di occultamento dei regimi falce e martello. Senza farla troppo lunga, pochi anni dopo Chernobyl l'Unione Sovietica si liquefece: troppo fuori dal tempo l'ipocrita difesa a oltranza delle conquiste del paradiso in terra per poter essere sostenuta ancora a lungo. 
Oggi l'ex URSS è nelle mani di Vladimir Putin, che non sarà un preclaro esempio di comunicazione diffusa, ma non è poi troppo diverso dai democraticissimi soloni di Bruxelles, i quali con voce flautata ci propinano spesso fregature da giocatori delle tre carte. La maggior potenza economica mondiale è oggi la Cina, che è anche il Paese più popoloso del mondo. E' un gigante capitalista in economia ma comunista in politica, che unisce in un minestrone i peggiori difetti dei due “ismi”: sfruttamento dei lavoratori, massacro dell'ambiente, occultamento della verità, menzogne a raffica, campi di concentramento che hanno poco da invidiare ai gulag e ai lager. 
Quanto sta accadendo con il Coronavirus è emblematico. Pechino sapeva della nuova peste molto tempo prima di lanciare l'allarme al mondo. Il presidente Xi Jinping all'inizio di febbraio ha detto ai caporioni del partito che il 7 gennaio, un mese prima, aveva dato ordini sulla prevenzione e il contenimento del virus. Questa frase è stata pubblicata sulla rivista ufficiale del Partito comunista cinese, “Qinshi”, che vuol dire Cercare la verità: proprio come la Pravda di gloriosa memoria, che in russo significa verità... per nascondere tutte le balle che raccontava e che venivano bevute dall'Unità e commentate in interminabili riunioni di cellula fumose come ciminiere. 
Il sospetto, che si sta diffondendo in tutto il pianeta, a velocità molto superiore a quella del virus, è che la Cina abbia colpevolmente taciuto, perdendo tempo. Il primo caso sospetto risalirebbe infatti all'inizio di dicembre, nella megalopoli di Wunan, culla dell'infezione: è un mese di silenzio in più rispetto alla data ufficiale del 7 gennaio. Siamo dunque liberi di sospettare che i duemila morti dichiarati finora siano un numero falso per difetto? Oltre tutto, fino al 20 gennaio i cinesi parlavano di appena quarantacinque casi accertati, e di una infezione misteriosa. Peccato che negli stessi giorni l'Imperial College di Londra denunciasse come i conti non tornassero e che i contagiati non potevano essere meno di 1700. Ancora il 20 gennaio, però, le autorità cinesi parlavano di soli quattro morti e duecento contagiati. L'allarme generale sarebbe scattato, insomma, ben tredici giorni dopo le prime istruzioni del presidente Xi. 
Negli ultimi giorni un aereo è volato in Cina a prendere Niccolò, un ragazzo italiano abbandonato laggiù come uno stoccafisso. Due turisti cinesi di mezza età sono stati messi in isolamento dopo aver gironzolato per mezza Italia. Un cinese di ottant'anni è morto in vacanza a Parigi. Una nave carica di presunti “appestati”, fra i quali 35 italiani, è da giorni al largo del Giappone. Il fatto principale è però accaduto in Africa, nel nord del continente, in Egitto, dove un uomo è stato ucciso dal virus. 
La signora Lamorgese, e l'avvocato del popolo Giuseppe Conte, i quali vantano immigrazioni clandestine stazionarie rispetto alla dittatura di Matteo Salvini, per coerenza non dovrebbero preoccuparsi. Intelligenza vorrebbe, invece, che lo facessero, eccome. Intanto, fino al 13 febbraio dell'anno scorso erano sbarcate in Italia dai barconi 215 persone; negli stessi giorni di quest'anno ne sono arrivate 1777. Le organizzazioni non governative che bazzicavano con le loro navi nelle acque greche, oggi hanno scelto il Canale di Sicilia: tutto più facile, nessuno che rompa le scatole. 
L'infettivologo-principe, Roberto Burioni, ha rilevato come la Cina non informi che il suo sistema sanitario è in difficoltà. Secondo gli inglesi i casi infatti non sono sessantamila, ma dieci volte tanti. «A mio avviso – ha aggiunto – è meglio tenere a casa per due settimane chi rientra dalla Cina. Il virus si trasmette, infatti, anche da persone che non presentano sintomi gravi, in quanto questo virus è molto contagioso». 
Ha pronunciato queste parole da Fabio Fazio, dotato dello stesso coraggio di un coniglio nella gabbia delle tigri. Credete che gli abbia fatto rilevare che la stessa cosa l'avevano detta un mese fa i governatori di Lombardia, Veneto e Friuli a proposito dei bambini cinesi che avevano festeggiato in patria il capodanno cinese e rientravano a scuola in Italia? Mai al mondo! Anzi, allora le menti eccelse parlarono di razzismo, di xenofobia, di fascismo non troppo occulto... Perché quei governatori sono leghisti. Adesso che la stessa cosa la dice Burioni, tutto bene madama la marchesa. 
La confusione è grande, la preoccupazione grandissima e l'Unione Europea assente come sempre. A Roma sono tutti molto occupati a conservare i bulloni che li fissano alle poltrone e ad arrampicarsi sugli specchi con faccende come la prescrizione, le balle sul rilancio del Sud, le sparate su miliardi distribuiti qua e là. Nessuno che ci informi sul ruolo e il peso enorme dei cinesi in Africa, ormai padroni del continente; nessuno che rilevi come un'Africa ammalata sia pericolosissima, fatale, per un Paese come il nostro designato dall'Europa ad accogliere gran parte dei migranti del mare; nessuno che sappia rispondere nemmeno al più elementare dei perché. Nessuno che capisca quanto l'insensatezza, l'ignoranza, la supponenza rafforzino ancora più un Matteo Salvini dato in discesa. Dai sondaggi. Aspettate il primo morto in Italia e vedrete.

(riproduzione riservata)