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Il Covid-19 fa perdere la memoria a... Danilo Toninelli

L'ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Governo gialloverde guidato da Giuseppe Conte non ricorda più di esserlo stato un anno e mezzo fa


14/12/2020

di Sandro Vacchi


Che cosa sia il governo (governo... si fa per dire) della disastratissima Italia, l'abbiamo potuto verificare in pochi giorni a proposito delle due maggiori sciagure del Paese: l'immigrazione clandestina e il Coronavirus. 
IMMIGRAZIONE – La perdita di memoria non è spesso il semplice rimbecillimento del nonno che non ricorda bene i nomi di tutti i nipoti o chi ha vinto l'ultimo scudetto. No. Purtroppo la realtà è inesorabile, ancora oggi, in assenza di farmaci risolutivi, La malattia terribile che si mangia il cervello si manifesta di solito sulla settantina, ma esistono casi di esordio precoce intorno ai cinquant'anni. Che però una disgrazia del genere capiti a un uomo di soli 46 anni, ecco, questo toglie il respiro. 
Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel governo gialloverde guidato da Giuseppe Conte, non ricorda più di essere stato ministro, un anno e mezzo fa. Né i propri post su Facebook. E nemmeno le interviste in cui si vantava di aver bloccato i migranti. Non ricorda neppure di aver detto che “grazie al governo del cambiamento”, cioè il suo, gli sbarchi erano diminuiti del 90 per cento. La redistribuzione dei migranti? «Non so, Non era competenza del mio ministero». Come mai era stata scelta Catania come porto di approdo per la nave “Gregoretti”? «Non decidevo io. Non so dire». 
E poi, una collezione di «Non ricordo, ma potrei averlo scritto. Non ricordo se ci fu un consiglio dei ministri su questo tema, Non ero a conoscenza, Non ricordo informazioni precise. Non posso esprimere un'opinione se non ricordo...». E avanti così. 
Insomma: non c'ero e se c'ero dormivo. Di sicuro ne sa di più il mio barista. 
Questo se volessimo credere a quanto ha dichiarato all'avvocato Giulia Bongiorno e ai giudici che lo incalzavano per arrivare al nocciolo: Matteo Salvini ha oppure non ha sequestrato i passeggeri stranieri (chiamiamoli così, altrimenti la Boldrini diventa paranoica) della nave “Gregoretti”? Lo ha fatto nelle sue vesti di ministro dell'Interno senza però informare il capo in testa Giuseppe Conte? 
E no! La Bongiorno è una faina e una pantera insieme. Ha presentato un filmato della conferenza stampa di fine anno 2018 a Villa Madama. A proposito della “Gregoretti” Conte disse: «Sicuramente c'è stato un coinvolgimento della presidenza del consiglio, come è sempre avvenuto per la collocazione dei migranti». Ah, dunque non era il cattivo Salvini che faceva il bello e il cattivo tempo alla faccia dei buoni e dei giusti, imprigionando in mare dei poveri cristi fuggiti dalle guerre (quali?) e importati per pagarci le pensioni... Ma un ministero delle Favole non esiste? 
Allora Conte sapeva! Chi lo avrebbe mai detto che il principale era messo a conoscenza dei “misfatti” di un suo dipendente? Chi lo avrebbe mai potuto immaginare? L'avvocato del popolo avallava gli editti liberticidi di Salvini. Allora è correo, colpevole anche lui, in base all'articolo 40 del Codice penale: “Non impedire un evento che si ha l'obbligo di giuridico di impedire equivale a cagionarlo.” 
Per evitare una figura di cacca come quella che masochisticamente si è accollato Toninelli, il re delle giravolte si farà interrogare a Palazzo Chigi, cioè in casa propria, e non in tribunale. L'impressione è che su questa faccenda sia un mezzo suicidio del governo più ridicolo del mondo, che ha una sola fortuna: la scarsissima memoria degli italiani, quasi peggiore di quella di Toninelli. Questo Paese ebbe, come primo ministro dopo Mussolini, il maresciallo Pietro Badoglio, che aveva fatto tutta la carriera sotto il fascismo. Cosa volete che sia, al giorno d'oggi, avere per primo ministro un tizio che governava col centro-destra e oggi col centro-sinistra? 
La sola che insiste per le elezioni anticipate è Giorgia Meloni, che gode di sondaggi sempre più favorevoli. Lo stesso Salvini va cauto, puntando semmai ad accalappiare qualche grillino pentito per poi stare a vedere, Come se l'attendismo pagasse... 
CORONAVIRUS – Ogni giorno, letteralmente ogni giorno, norme, decreti, diktat, leggine e pandette, sconvolgono la vita degli italiani. Lasciamo perdere il vaccino, tanto nessuno sa bene quando sarà disponibile, mentre negli altri Paesi tutto pare definito. Lasciamo perdere i tamponi: chi, dove, quando, costi... Lasciamo perdere gli orari di bar e ristoranti che cambiano ogni settimana. E i “ristori” che arrivano col contagocce. E la scuola che ormai è diventata una barzelletta di Pierino. 
Soffermiamoci invece su uno dei massimi esempi di mancanza di serietà e di incoerenza legislativa. Dieci giorni fa i governanti hanno fatto disperare milioni di italiani, comunicando loro che a Natale, Santo Stefano e Capodanno nessuno sarebbe potuto uscire dalla cerchia comunale, per evitare assembramenti e il rischio di contagi. Così, madri che telefonavano ai figli: «Non potremo vederci, Da' un bacio ai bambini. Ti manderò dei soldi per un regalino. Riguardati, Non prendere freddo». 
Poi qualcuno è insorto: «Ma come? I miei stanno a pochi chilometri...». Così ha cominciato a farsi strada l'idea di allentare la catena nei giorni di festa, almeno nei Comuni confinanti. La mamma, tutta contenta, ha chiamato il “pargolo”: «Allora venite! Faccio i cappelletti. Voi portate il panettone». 
Nel week end di metà dicembre, però, torme di drogati di shopping si sono riversate nelle strade e nelle piazze. Governatori regionali e governanti romani se la sono fatta sotto. “Vuoi vedere che arriverà un'altra ondata per colpa di questi pirla e non potremo nemmeno dargli la colpa come al solito?” hanno pensato. Contrordine, allora. Almeno sembra, si deciderà. 
In un Paese serio succederebbe tutto questo? Immagino che un governo decida di rinchiudere la gente in casa durante le feste se esistono solidi e incontrovertibili elementi sulla pericolosità dei contatti umani: contagi in aumento, tabelle dell'Organizzazione mondiale della sanità, documentate statistiche che non possano essere messe in discussione... Allora uno si rassegna e si mette a letto con la sua bella. 
Se il governo, però, mi dice prima bianco e poi nero, o almeno grigio, avrò il diritto di sospettare che non ci capisca niente, oppure che faccia decreti a spanne, e che il lockdown natalizio fosse basato su dati farlocchi? 
Ecco, questa è la gente che ci governa. Ma state allegri: si dice che il prossimo presidente del consiglio potrebbe essere Giggino Di Maio. Perché non Alvaro Vitali, allora?

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