Share |

Il Passo di Resia e il vecchio campanile nel lago ghiacciato


21/02/2018

di Valentina Zirpoli

Non lontano dal confine austriaco e in prossimità della Svizzera, ovvero nel cosiddetto punto di triplice frontiera, sorge il Passo di Resia, un valico alpino che mette in comunicazione il Tirolo e l’Alto Adige.


I paesi di Passo Resia sono Resia, Curon e San Valentino alla Muta, tutti collocati sull’antica strada romana Via Claudia Augusta. Cuore dell'altipiano dei Laghi Passo Resia è il campanile sommerso nel Lago di Resia. Le valli laterali dell'ambiente lacustre dell'area, Vallelunga e Roja sono poco affollate e rappresentano il posto ideale per chi ama tranquillità e natura.

Via Claudia Augusta

La via Claudia Augusta è una strada romana la cui realizzazione risale alla prima metà del I secolo d.C. Tradizionalmente si ritiene sia stata costruita per mettere in contatto il mondo romano con quello germanico, partendo dalla Pianura Padana e raggiungendo, attraverso le Alpi, il Danubio in Baviera. 
La costruzione della via Claudia Augusta è stata avviata nel 15 a.C. da Druso, generale di Augusto, durante alcune campagne militari che portarono alla conquista dei territori della Rezia e della Vindelicia (oggigiorno il Tirolo occidentale e la Germania meridionale). È stata ampliata e quindi ultimata nel 47 d.C. da suo figlio, l'imperatore Claudio, dal quale ha preso poi il nome. 
E’ accertata l'esistenza di due tracciati, l'uno con partenza da Ostiglia (Hostilia), ramo Padano, e l'altro da Altino (Altinum), ramo Altinate, convergenti a Tridentum, l'antica Trento. La scelta di queste città è probabilmente dovuta alla loro importanza economica, in quanto floridi centri di scambi commerciali. A sud di Hostilia, dove l'attraversamento del Po era effettuato con traghetti, era importante l'asse stradale che portava a Bologna.


Ferrovia del Resia

Nel 1891 l'ingegnere tedesco Franz Kreuter di Monaco di Baviera realizzò il primo progetto della ferrovia del Passo di Resia, che prevedeva un collegamento Malles-Landeck di 128 km con pendenze massime di 50 mm/m con tratti a cremagliera. 
Il progetto sul quale vennero iniziati i lavori fu elaborato nel 1907 da Von Chabert, direttore della ferrovia della Val Venosta. Secondo questo progetto dalla linea principale Malles-Landeck, ridotta a 87 km con pendenze massime di 25 mm/m, si sarebbe staccata un'antenna da realizzarsi a scartamento metrico, che da Pfunds avrebbe collegato Scuol-Tarasp, capolinea orientale della ferrovia Retica. Il progetto venne ulteriormente dettagliato nel 1909 spostando la stazione di partenza della linea a scartamento metrico per la Svizzera da Pfunds a Tösens e prevedendo ben tre varianti per la rampa sud da Malles a Burgusio, ma l'attivazione nel 1912 della ferrovia Garmisch-Innsbruck ne fece rimandare la realizzazione. 
La costruzione della linea del Resia fu poi autorizzata nel 1918 per ragioni militari e i progetti pressoché definitivi del 1907 e 1909 furono rimaneggiati dall'ingegner Örley, che era stato progettista anche della ferrovia della Val di Fiemme, portando la pendenza massima a 29 mm/m ed eliminando alcuni ponti e gallerie con lo scopo di velocizzare i tempi di costruzione di una linea per uso prettamente militare. 
I lavori furono avviati il 1º aprile 1918 e proseguirono celermente con l'impiego di molti prigionieri di guerra, soprattutto russi, fino a interrompersi il 31 ottobre 1918 quando l'impero austro-ungarico era in procinto di sgretolarsi.
In seguito all'annessione dell'Alto Adige all'Italia, avvenuta nel 1919 con il trattato di Saint Germain, la linea passò in gestione alle Ferrovie dello Stato e all'Austria venne imposto di terminare la ferrovia del Resia, formalmente come riparazione per i danni di guerra, ma con il concorso finanziario italiano se ritenuto necessario, con la ripresa dei lavori entro cinque anni; tuttavia, nonostante un invito formale italiano alla ripresa dei lavori da parte austriaca nel 1925, negando allo stesso tempo il supporto finanziario richiesto, la questione della ferrovia del Resia decadde per lo scarso interesse di entrambe le nazioni per una nuova linea internazionale. I lavori furono, quindi, sospesi. Alcune opere parzialmente incomplete sono tuttora visibili.


Il Lago di Resia

Presso il Passo di Resia si trovavano un tempo tre laghi naturali: il lago di Resia, il lago di Curon, detto anche lago di Mezzo, e il lago di San Valentino alla Muta. 
Durante il periodo fascista, il governo avviò un piano che prevedeva la costruzione di un bacino artificiale con relativa diga. Il progetto prevedeva che un piccolo villaggio e numerosi masi venissero evacuati e sommersi. Lo scoppio della seconda guerra mondiale bloccò il progetto, che venne ripreso e completato nel 1950. 
La diga unificò il lago di Resia e il lago di Curon, e sommerse l'antico abitato di Curon Venosta che venne ricostruito più a monte. 163 case e 523 ettari di terreno coltivato a frutta furono sommersi. Se ne ricavò il bacino dell'attuale lago, lungo 6 km e largo 1 km nel punto di massima larghezza. Con la sua capacità di 120 milioni di metri cubi, questo è il lago più grande della provincia di Bolzano. 
La costruzione della diga accese vive proteste tra gli abitanti del luogo, i quali la interpretarono come un affronto del governo di Roma nei confronti dei sudtirolesi. Questi si recarono dal Papa per scongiurare la realizzazione dell'opera, ma ciò non servì. 
Ai lavori parteciparono 7.000 operai, per mille giornate lavorative, con un costo di 25 miliardi di lire. In totale furono scavati 35 chilometri di tunnel sotterranei, ed utilizzati 1,5 milioni di quintali di cemento, 10.000 tonnellate di ferro e 800 tonnellate d'esplosivo. Ma il costo più elevato fu quello di dover radere al suolo completamente il centro abitato di Curon Venosta, e parzialmente quello di Resia, che vennero ricostruiti in posizioni più elevate. 
Del vecchio villaggio sommerso venne "salvato" solo il campanile, che ora si erge dalle acque di fronte al villaggio di Curon Venosta. 
La struttura risale al 1357, mentre la chiesa che vi era annessa era stata costruita nel 1832-38. In inverno, quando il lago gela, il campanile è raggiungibile a piedi. Una leggenda racconta che in alcune giornate d'inverno si sentano ancora suonare le campane (che invece furono rimosse dal campanile il 18 luglio 1950, prima della formazione del lago). 
La chiesa di cui fa parte il campanile fu costruita verso la metà del Trecento. Il 9 luglio 2009 sono stati conclusi dei lavori di restauro del campanile romanico; il livello dell'acqua del lago era stato precedentemente (a maggio) leggermente abbassato per permettere i lavori di risanamento sulla statica della struttura, oltre che sulle crepe presenti negli angoli delle facciate nord e nord-est, causate con tutta probabilità dalle infiltrazioni dell'acqua nelle piccole fessure e dalle successive gelate invernali. Anche il tetto è stato restaurato, dopo che l'ultimo intervento, come risulta dalla data impressa sulle tegole, risaliva al 1899.



Sbarramento di Passo Resia

Durante la fine degli anni trenta furono costruiti presso il Passo due sbarramenti: lo sbarramento Passo Resia e lo sbarramento Pian dei Morti. Questi, formati da diversi bunker, dovevano impedire una possibile invasione dell'esercito nazista in Italia. 
Nel dopo guerra alcune di queste strutture furono nuovamente impiegate in ambito NATO durante la Guerra Fredda.


Fonti: 
www.sentres.com 
www.venosta.net

(riproduzione riservata)