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Il "Rosatellum"? Ecco perché distrugge le ultime speranze di maggioranza

La nuova legge elettorale, fatta passare ponendo la fiducia, annienta le possibilità di avere un governo solido e operativo. Come sempre ha vinto la voglia di non far nulla


16/10/2017

di Damiano Pignalosa


Rosa, rosae, rosae, rosam, rosa, “Rosatellum”. Ecco, questa è la prima declinazione latina che un po’ tutti abbiamo studiato al liceo o addirittura alle medie, condita da una piccola modifica finale. Se notate, gli antichi latini, almeno per assonanza, c’avevano preso anche stavolta. Si perché declinazione un po’ assomiglia a declino ed è proprio quello che sta succedendo in questo momento in Italia, un declino vergognoso, lento e inesorabile.
Mettiamo subito le cose in chiaro: questa volta parliamo di legge elettorale e il nome, “Rosatellum”, deriva dal capogruppo dei deputati PD alla Camera Ettore Rosato. Una gran fortuna per Renzi, perché se il suo uomo si fosse chiamato di cognome Inciucio, avrebbe reso molto di più l’idea di quello che hanno appena approvato con un bel “Inciucellum”.
Partiamo dicendo che sono mesi, se non anni, che tutti invocano nuove elezioni per poter finalmente eleggere i propri candidati autonomamente, soprattutto dopo le truffe dei vari governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, tutta gente non chiamata da nessuno e non eletta da nessuno. Quindi ci sarebbe da pensare: finalmente dopo tanti anni gli italiani posso andare al voto ed eleggere una maggioranza che riesca a portar fuori dalle sabbie mobili il Paese, a ragion veduta dopo un immobilismo pressoché totale. Tutto molto bello ma, numeri alla mano, è praticamente impossibile. Sì, perché il “Rosatellum” non dà nessun premio di maggioranza; inoltre, ha una soglia di sbarramento bassissima al 3%, ciò vuol dire che saremo invasi di partiti e “partitelli” che staranno lì con il solo scopo di portare a casa la pagnotta, gravando senza alcun senso sulle spalle dei cittadini italiani. Si tornerà alle larghe intese. Con i tre poli che cercheranno accordi per poter avere qualche seggio in più in parlamento. Ma il vero problema è che, anche con tutte le combinazioni possibili, nessuno raggiungerebbe mai i 316 seggi utili ad avere la maggioranza.
Ma se con questa legge nessuno può governare, chi ne trae maggiore vantaggio da tutto ciò? Praticamente tutti tranne gli italiani. Partiamo con il PD. I Renziani, ormai da tempo, vivono con l’incubo 5 Stelle. Quasi tutti i sondaggi vedono i Grillini avanti di pochi punti percentuali e solo l’idea di un premio di maggioranza che possa far andare al governo Di Maio e soci toglie il sonno al buon Matteo e a tutta la sua squadra ormai sfiduciata da tempo da gran parte del popolo italiano. Poi troviamo il centrodestra. Berlusconi, che solo pochi mesi fa sembrava non poter più riuscire ad avere nessuna voce in capitolo, tramite le alleanze con la Lega e Fratelli d’Italia sarà quello che riuscirà ad avere più seggi in parlamento, ritornando alla ribalta un po’ a sorpresa e accogliendo quindi di buon grado la nuova legge che attua in tutto e per tutto la sua risurrezione. E i 5 Stelle invece cosa fanno? Beh sono quelli che più di tutti si sono opposti a questa proposta elettorale, hanno alzato la voce e fatto comizi, ma senza fare una vera e propria mobilitazione che avrebbe portato davvero il popolo nelle piazze a chiedere una legge fatta con intelligenza, come se andasse bene essere il primo partito ma con la paura di governare e di prendere delle decisioni.
Alla fine della fiera cosa ci rimane? Un bel nulla. Siamo destinati come minimo ad altri 5 anni di immobilismo e di fandonie, con nessuno che possa davvero prendere delle decisioni utili per il Paese e con la consapevolezza che chi ci governa per modo di dire lì a Roma, ha tutto l’interesse di far rimanere le cose esattamente come sono. Perché in un momento così disastrato, è molto più semplice urlare dai banchi di Palazzo Chigi accusando l’avversario di turno, piuttosto che mettere in tavola un piano che aiuti il Paese e gli italiani. “Italians do it better”, “gli italiani lo fanno meglio”, così recitava uno slogan che inneggiava alla nostra virilità, ma la verità è che, da questa orgia partitica, gli unici a godere saranno i poteri europei, che ancora una volta non avranno nessun interlocutore e potranno proseguire nel loro intento di amministrazione controllata del Belpaese. Viva l’Italia, viva gli italiani e viva l’”Inciucellum”.

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