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Il business di Belleli viaggia sulle "autostrade" dei fiumi

Lo storico marchio mantovano ha realizzato una mega-chiatta da 800 tonnellate per trasportare meccanica pesante e minimizzare il fermo navi. Il primo trasporto? Legato a una commessa da 20 milioni di materiali destinati alla Cina


09/03/2020

Le autostrade dell’acqua sono la nuova frontiera del trasporto merci. Questo sistema, antico quanto l’uomo, sta vivendo una stagione di sviluppo come alternativa alla gomma, perché meno inquinante. I maggiori costi, gli aumentati controlli e soprattutto il mancato rilascio di autorizzazioni al trasporto, hanno penalizzato le aziende del settore, perché dopo i crolli sono stati creati una serie di vincoli che, di fatto, hanno complicato il problema. Le imprese, attualmente, si trovano in seria difficoltà a evadere gli ordini ricevuti e ad assorbire i nuovi costi di gestione, in particolar modo, per quanto riguarda i trasporti eccezionali, per cui il settore sta rischiando la paralisi. 
Il trasporto fluviale tramite Navi e Chiatte speciali semi-sommergibili consente inoltre di trasferire merci di dimensioni e di tonnellaggio importanti. E proprio questo motivo ha indotto Belleli Energy CPE, storico marchio della caldareria e dell’industria meccanica italiana con sede a Mantova, a investire importanti capitali per realizzare una maxi chiatta. 
Dall’ingegneria interna e dall’idea imprenditoriale è nato un colosso galleggiante lungo 80 metri, largo 12 e alto 4, del peso di oltre 800 tonnellate e 2.000 tonnellate di portata. La nuova Nave è stata completamente concepita, ingegnerizzata e costruita in economia con personale proprio. Questa chiatta, alla quale è stato dato il nome di “Mastro Peppe 1895”, in omaggio al padre del fondatore del Gruppo Tosto di Chieti, capogruppo di Belleli Energy CPE, è dotata di un sistema di 20 serbatoi pronti ad allagare le “casse zavorra” ricavate nello scafo e nelle murate laterali per bilanciare pesi e inclinazioni. Il tutto telecomandato a distanza da una centralina informatizzata posizionata sui rimorchiatori che accompagneranno il carico fino al mare e oltre (la chiatta è stata progettata per acque promiscue). 
È un’opera unica nel suo genere. «E’ il primo strumento di trasporto di queste dimensioni concepito in Italia per la meccanica pesante ed è interamente progettato e costruito da noi. Ci consente di limitare i tempi di fermo per le navi oceaniche che trasportano i nostri prodotti ai Clienti nel mondo», spiega soddisfatto l’amministratore delegato di Belleli Energy CPE, Paolo Fedeli. 
La maxi chiatta è già in darsena e pronta per il primo trasporto in programma per il prossimo 20 aprile che riguarda una commessa da 20 milioni per la Cina. Tra aprile e maggio trasporterà 5 pezzi per raffinerie destinate al Bahrein per la realizzazione di una commessa da 50 milioni, mentre ad agosto sarà caricata con due reattori del peso di 2mila tonnellate cadauno per una commessa da 30 milioni per la Tailandia. 
Belleli Energy CPE continua il suo percorso di sviluppo. Il Gruppo Tosto vanta un portafoglio ordini di circa 500 milioni di euro e clientela internazionale primarissima.

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