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Il dramma della guerra, il potere della lettura e una piacevole storia d'amore

Mary Ann Shaffer, supportata dalla nipote Annie Barrows, ha dato voce a una storia semplice quanto intrigante, raffinata quanto profonda


11/12/2017

di Valentina Zirpoli


“Quasi mai - ha avuto modo di annotare il Times - capita di leggere un libro semplice e tuttavia efficace, leggibile e tuttavia memorabile. E questa è una di quelle delizie”. In altre parole Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey (Astoria, pagg. 292, euro 17,00, traduzione di Giovanna Scocchera ed Eleonora Rinaldi, con revisione di Bruna Mora), un lavoro dato alle stampe nel 2008, quando cioè la sua autrice, l’americana Mary Ann Shaffer (che essendosi ammalata gravemente aveva chiesto alla nipote Annie Barrows, già avvezza alla scrittura di libri per bambini, di aiutarla a completarlo), era già morta. Ma fortunatamente sapendo che non aveva lavorato invano, in quanto i diritti erano già stati venduti in una decina di Paesi, che poi sarebbero addirittura lievitati a 37. 
Mary Ann Shaffer, si diceva, della quale la nipote, in una ricca postfazione, tesse le lodi, elevandola al rango del gioiello della Corona della sua famiglia di cantastorie, e descrivendola come “una delle persone più spiritose da lei conosciute” oltre che dotata di “una lingua splendente, di una capacità oratoria straordinaria, della piacevolezza nel condividere e nella forza dell’approfondimento”. Rendendo peraltro edotti i lettori di come era nata e si era sviluppata la scrittura del libro al quale aveva contribuito a dare voce. 
“La storia di questa avventura era iniziata nel 1980, quando mia zia era rimasta affascinata da Kathleen, moglie dell’esploratore polare Robert Falcon Scott. E per poterne scrivere la biografia andò a Cambridge, dove erano archiviate le carte della consorte. Per scoprire però che si trattava soltanto di appunti scarabocchiati a matita in modo illeggibile. Disgustata, Mary Ann rinunciò al progetto, ma invece di tornare a casa, per chissà quale motivo, decise di visitare l’isola di Guernsey, posizionata in basso nel canale della Manica. Ma a causa della nebbia rimase bloccata in aeroporto e così, per passarsi il tempo, decise di dare un’occhiata alla libreria dello scalo che in quei tempi si proponeva come una specie di outlet di scritti sull’occupazione dell’isola da parte dei tedeschi durante la Seconda guerra mondiale”. 
Risultato? Quando riuscì a ripartire se ne andò con una “bracciata di libri” che raccontavano le esperienze degli abitanti di Guernsey durante il conflitto. E, una volta tornata a casa, si mise a scrivere il suo libro, che propose a un editore, il quale le chiese dei cambiamenti. “Ma non avendo le forze per farlo chiese a me, che ero l’altra scrittrice di famiglia, di aiutarla. E naturalmente risposi di sì”. Con tutte le soddisfazioni del caso, in quanto “lavorare al libro fu come sedersi al tavolo con Mary Ann”, anche perché i suoi personaggi “già li conoscevo”. 
Ma veniamo al dunque. Come si propone Il Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey? Alla stregua di una commedia brillante (anche se nel corso della narrazione emergono tradimenti, bassezze, vigliaccherie), giocata su un curioso rapporto epistolare nato dal caso. Un lavoro che parla di amore per i libri (che a volte ti possono salvare la vita), di editori, scrittori e lettori, e poi di coraggio di fronte al male, di lealtà e amicizia, di solidarietà e resistenza al nazismo. 
Tutto inizia nel 1946 quando Juliet Ashton, giovane giornalista londinese di successo, in cerca di un libro da scrivere, riceve una lettera da Dawsey Adams, che per caso aveva comprato un volume che una volta le era appartenuto. A questo punto, animati dal comune amore per la lettura, i due cominciano a scriversi. In effetti questo isolano misterioso, che via via le apre il suo cuore e i suoi sentimenti, curiosamente si propone lontano dagli stereotipi dell’uomo che frequenta i salotti culturali. Tuttavia… 
Di fatto la sua sensibilità e la sua capacità di incuriosire risultano subito di un raffinato livello. E dopo che Dawsey le ha rivelato (chi l’avrebbe mai detto?) di essere anche membro del Club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey, in Juliet si scatena la curiosità di saperne di più e inizia un’intensa corrispondenza con gli altri membri del circolo. Mentre le lettere volano avanti e indietro attraverso la Manica con storie della vita nell’isola sotto l’occupazione tedesca, Juliet scopre che il Club è straordinario e bizzarro come il nome che porta. 
Che dire? Una divagazione letteraria che cattura e intriga all’insegna dell’ironia, oltre che per la sua capacità di dare voce, attraverso una semplice serie di lettere (a volte bizzarre, altre spiritose, altre ancora profonde), ad ambientazioni che lasciano il segno: distese di erba, spiagge sconfinate, scogliere a picco sul mare. Peraltro facendo affiorare, quasi senza darlo a vedere, il dramma della guerra e dell’occupazione che avevano subìto gli abitanti di Guernsey, costretti persino a bruciare i libri per riscaldarsi. Libri che ovviamente hanno un ruolo nella storia, in quanto si scoprirà che rappresentavano uno stratagemma degli isolani per ingannare i tedeschi e salvarsi da drammatiche ritorsioni. Ma rappresenteranno pure il filo conduttore per sottolineare l’importanza del Club del libro su tanti destini che sembravano segnati. Infine una considerazione: non crediate che la storia raccontata sulla falsariga epistolare risulti noiosa. Tutt’altro. Leggere per credere. 
Per la cronaca Mary Ann Shaffer, nata il 13 dicembre 1934 a Martinsburg, nel West Virginia, è stata libraia, bibliotecaria ed editor di una casa editrice. Ma il suo sogno era quello di scrivere un libro. E lo avrebbe fatto spinta appunto dal Club del libro del quale faceva parte. Ma senza poterne gustare appieno - purtroppo - il successo a livello internazionale dal momento che lasciò questo mondo il 16 febbraio 2008, poco mesi prima della pubblicazione del suo lavoro.

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