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Il paradosso dei piedi visto da una feticista

In un volume molto sapido, la giornalista Laura De Luca scandaglia i segreti delle nostre estremità con tono ironico e scanzonato


03/12/2018

di Tancredi Re


Le estremità degli arti inferiori che si compongono di tarso, metatarso e falangi e svolgono funzione di sostegno nella locomozione e nella posizione eretta. La Biblioteca Centrale Nazionale di Firenze definisce così la parola piedi. Ma il significato lessicale del termine non è in grado di farci comprendere appieno la funzione che i piedi hanno assolto da quando la specie umana nell’arco della sua evoluzione sulla Terra è venuta assumendo una posizione eretta. 
Quelle che consideriamo le nostre estremità, che vivono per la maggior parte della loro vita, nell’oscurità avvolte nelle calze ed infilate nelle scarpe, o negli stivali, di cui non sempre apprezziamo le fattezze, hanno invece ricevuto un’importanza straordinaria nella medicina, come nella letteratura, nella religione, come nell’aneddotica, fino a diventare l’oggetto sensuale dei feticisti. 
Un esempio? “Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi. Lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco”. E’ Gesù che parla nel Vangelo secondo Luca (7 – 36:50) e la donna citata sarebbe un’adultera (secondo altri una prostituta) e potrebbe trattarsi di Maria Maddalena, o Maria di Betania. 
Un rito, quello del lavacro dei piedi, che si compie nell’approssimarsi della Santa Pasqua, come segno di umiltà e di messa a disposizione del prossimo, partendo proprio dalla parte del corpo meno appariscente ma non per questo priva di importanza. 
E se dalla religione transitiamo nella filosofia troviamo una citazione nobile del piede.  “È bene esprimere subito una cosa due volte e darle un piede destro e uno sinistro. La verità può stare in piedi su una gamba, ma con due camminerà e andrà in giro”. Lo scrive Friedrich Nietzsche, il filosofo, poeta e compositore tedesco. Anche nella letteratura i piedi fioriscono. Chi può dimenticare Cenerentola, la struggente fiaba dei fratelli Grimm, dove una semplice sguattera diventa una principessa calzando una scarpina che aveva perduto durante un ballo offerto da un bel principe nella sua corte?!. Ebbene, anche se negletti, in ombra, o poco o punto considerati, i piedi hanno solleticato la fantasia, la creatività, l’amore, la perversione, il male ed il bene in tutte le epoche. 
Fatta questa premessa, la lettura del libro Piedi. Pensieri per un feticista (Fefé, pagg. 233, euro 12,00) scritto da Laura De Luca (giornalista, autrice e regista radiofonica e teatrale, disegnatrice e producer di progetti discografici) può risultare piacevole. 
In questo agile volumetto, infatti, il segreto del piede, paradosso sospeso tra invisibilità e passione erotica, è scandagliato con tono ironico nei suoi vari aspetti: dai più omessi ai più citati in letteratura ed in medicina. E non solo come abbiamo fatto con gli esempi citati. 
Ne risulta una miscela di brevi, “lancinanti” frammenti, poesie e citazioni d’autore idealmente destinati ad un feticista da parte di una feticista (che è l’autrice). E, forse, alla fine di questo “viaggio” avremo dei nostri e degli altrui piedi molta più considerazione di quanta ne abbiamo avuta finora.

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