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Impresa e politica per battere la crisi: la sfida della Dynamin di Antonio Martino


19/11/2018

Per chi è un imprenditore in questo periodo di grandi incertezze, fare business è già una sfida. 
Se ci si aggiunge poi la passione per la politica dentro un partito come Forza Italia, che sta attraversando una fase di profondo cambiamento, la sfida è doppia. Antonio Martino combatte su questi due fronti. Come imprenditore spazia dall’energia alla tecnologia, al food e alle nuove frontiere dei big data, e come politico potrebbe essere il pivot delle regionali in Abruzzo dove si voterà il 10 febbraio, l’uomo in grado di riunire la famiglia del centrodestra. Con una omonimia con l’ex ministro azzurro, Antonio Martino è alla sua prima legislatura ma la politica l’ha respirata sin da ragazzo con il padre dipendente della Democrazia Cristiana. 
«Il mio obiettivo da giovanissimo era di consolidarsi nel business in modo da avere quella piattaforma economica utile per fare politica e mettermi al servizio della gente». 
Dopo aver iniziato come manager in alcune multinazionali francesi, Martino decide di investire in proprio e restare in Italia, mettendo su attività rigorosamente Made in Italy. Fonda la Dynamin, una holding industriale con partecipazioni di controllo in aziende che operano nell’informatica, nel facility management, nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nel campo della ristorazione. Recentemente ha rilevato il prestigioso marchio Toulà simbolo di ristorazione di alta qualità fin dai primi anni 60. Basti pensare che è stata la prima catena internazionale ad avere locali in Cina e in Giappone, inoltre ha avuto ristoranti in Germania, Finlandia, Russia, Montecarlo, ed era stata scelta da Trump come partner ristorativo per la prima Trump Tower a New York. Con il tempo il marchio si era appannato e Martino ha voluto rilanciarlo. Sua è anche la Tech Rain che ha avviato una collaborazione con uno dei principali Telco internazionale, presso la sede di Londra, in ambito Digital Strategy per il supporto al coordinamento di tutti i mercati nella stesura ed implementazione di strategie di marketing digitale sui propri siti WEB e le proprie APP. 
Sempre alla holding fanno capo servizi tecnologici e energetici e il settore biomedicale con la società CamelotBio che si occupa anche di big data. Si tratta di una disciplina nuova che mette i big data a disposizione dei medici per curare meglio i pazienti, alla luce della conoscenza dei trend di certe patologie. 
«Fare impresa in questo periodo con i mercati in fibrillazione non è semplice», afferma Martino e sottolinea che compito della politica dovrebbe essere di rendere comprensibile alla gente che «se sale lo spread i nostri risparmi sono a rischio. Le banche sono piene di titoli di Stato e se i tassi aumentano non possono non esserci ripercussioni sui prestiti e sui mutui. Non si possono trasformare i mercati in mostri”. Quanto al braccio di ferro tra il governo e Bruxelles, per l’imprenditore-politico “meglio sarebbe avere più peso per far passare le riforme piuttosto che scatenare una guerra che non si sa se saremo in grado di vincere». 
Quanto allo stato di salute del centrodestra, Martino è fiducioso che a breve la Lega tornerà con Forza Italia, «mettendo fine all’anomalia di questa alleanza con i 5Stelle. D’altronde è stato Berlusconi a permettere la nascita di questo governo. Lo scontro sui rifiuti e gli inceneritori in Campania è solo l’ultimo di una serie di tensioni dentro la maggioranza. Il centrodestra a livello locale sta tenendo e da qui bisogna ripartire per ricostruire una alleanza di centrodestra». C’è chi dice che in Abruzzo potrebbe essere proprio Martino a fare da pivot per ricostruire il centrodestra alle prossime elezioni regionali.

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