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L'Italia? Un Paese straordinario che continua a stupire con le sue "strane" sorprese


09/09/2019

di Sandro Vacchi


L'Italia è un Paese straordinario. Non parliamo soltanto dei capolavori artistici, delle città d'arte, di coste, laghi e montagne impareggiabili, della cucina che il mondo ci invidia. No, signori miei, noi siamo unici anche in politica. 
Proprio di questi giorni,76 anni fa, eravamo alleati dei tedeschi e un momento dopo, oplà!, li piantavamo in asso per unirci agli ex nemici, gli angloamericani. A capo del primo governo dopo quello di Mussolini il re impose il maresciallo Pietro Badoglio. Un antifascista? Come no! Aveva impiegato i gas durante la guerra d'Africa, era stato nominato governatore di Libia, poi capo di stato maggiore dell'esercito e maresciallo d'Italia. Entrato trionfalmente ad Addis Abeba, aveva telegrafato a Roma: «Oggi anche l'Italia possiede il proprio impero». Sul trono del negus Hailé Selassié aveva la simpatica abitudine di far poltrire il proprio cane. 
Fatte le debite proporzioni, la storia si ripete. Fino a pochi giorni fa l'avvocato Giuseppe Conte (Giuseppi secondo Donald Trump) presiedeva il governo più surreale della storia d'Italia, con nordisti, sovranisti, autonomisti, liberisti, antieuropeisti e meritocratici salviniani a braccetto con sudisti, statalisti, giustizialisti, centralisti e tassatori a oltranza grillini. I primi nati molti anni fa dal contatto fra l'acqua del Po con le terre orobiche; i secondi frutto molto più recente dell'unione fra un comico e la Piattaforma Rousseau. 
Già fin qui ci sarebbe da sbellicarsi dal ridere, infatti mezzo mondo ci ha sghignazzato dietro e l'altro mezzo ci ha ignorati, considerando gli italiani strani ominidi capaci di tutto. Ma a nessuno sarebbe potuto venire in mente che il capo di uno dei governi più a destra del dopoguerra nello spazio di un mattino sarebbe stato chiamato a guidare l'esecutivo più rosso della storia d'Italia. Così, come se nulla fosse.
A nessuno sarebbe venuto in testa? Non è esatto: il più imprevedibile degli ostetrici si chiama Sergio Mattarella: non un guascone come Francesco Cossiga, non un burbero mattocchio come Sandro Pertini, bensì il re degli uomini in grigio, vivace come il Valium. Che bel Paese l'Italia, no? Qui non ci si annoia di certo. 
Non si annoia Matteo Salvini, che fa saltare il banco confondendo i voti (e i parlamentari) che ha con quelli che gli attribuiscono i sondaggi. Così, con un salto carpiato, si ritrova all'opposizione da uomo più potente d'Italia qual era. Non si annoia nemmeno, in verità, in quanto al governo c'era andato col 17 per cento e alle Europee era già al 34 per cento, però aveva annusato aria mefitica provenire dal Nord Europa, dalle parti di Bruxelles, dove i suoi “alleati” avevano votato a favore della supermerkeliana Ursula dei magnifici sette (figli). 
Avrebbe mai potuto, Salvini, continuare a governare “sereno” in Italia sottobraccio con chi bloccava le grandi opere volute dai “suoi” imprenditori settentrionali? Con chi distribuiva mance come il reddito di cittadinanza schifando tutto il Nord? Con chi votava a favore dell'Europa più antisovranista che si possa immaginare? Tornando all'opposizione, Salvini è come se sospendesse la partita al primo tempo per andare a rifocillarsi negli spogliatoi mentre è ancora in largo vantaggio. Un sondaggio di Nando Pagnoncelli dice che solamente undici italiani su cento sono contro la stretta salviniana all'immigrazione selvaggia: sarà molto difficile tornare indietro per PD e Cinque Stelle, pena il suicidio politico. Intanto Salvini si riposizionerà, seduto all'ansa del fiume in attesa di litigi, errori e spaccature fra i suoi nemici. 
Non si annoia, ahilei, nemmeno l'ex moglie di Salvini, Giulia, madre della loro figlioletta Mirta, di sei anni. Un caporedattore Rai di nome Fabio Sanfilippo, pagato da noi tutti con l'esproprio nella bolletta elettrica, probabilmente sostenitore di quella sesquipedale baggianata definito “servizio pubblico”, ha scritto che non vede l'ora che Salvini si spari, tanto la sua bambina avrà tempo di riprendersi se affidata a persone affidabili. Semmai la compagnia di giro di Bibbiano? Ma certa gente come cavolo è entrata in Rai? Domandina: se cose analoghe un graduato Rai le avesse scritte di D'Alema, o di Prodi, o anche soltanto di Dario Francesachini, quante possibilità avrebbe avuto di lavorare ancora a Saxa Rubra? Invece l'eroica insegnante che ha gioito per l'uccisione del carabiniere a Roma un mese e mezzo fa è già tornata in cattedra. Ecco, episodi di questo genere quanti voti rimettono nello zaino di Salvini all'opposizione? E i voti prima o poi si incassano, non è possibile rinviare in eterno le elezioni, e in Italia ci sarà una serie di elezioni regionali prima di arrivare alle politiche del 2023. 
Salvini punta a conquistare due regioni tradizionalmente rosse, l'Umbria degli scandali e l'Emilia-Romagna dei bambini venduti di Bibbiano. Se riuscisse a mandare Lucia Borgonzoni in Regione a Bologna offuscherebbe perfino l'ascesa di Giorgio Guazzaloca a Palazzo d'Accursio, sarebbe come se Truman si fosse impadronito del Cremlino di Stalin. 
Puntellando la situazione, e molto dipenderà dall'autolesionismo di grillini e piddini, il Capitano diventerà generale, o meglio Generalissimo. Paolo Becchi, pentastellato pentito, ha scritto un articolo esemplare a questo proposito. «Il sovranismo – dice – si fonda sulla differenza tra le identità, laddove il globalismo si fonda sull'identità delle differenze... Il sovranismo pensa a una politica costruita dal basso verso l'alto, dove invece il globalismo la pensa dall'alto verso il basso». 
E aggiunge un elemento di grande interesse, mai sollevato da altri: «Le posizioni di Grillo ricalcano il piano della massoneria di Licio Gelli: a cominciare dal “taglio dei parlamentari”, che nel piano di Gelli era funzionale a privatizzare le istituzioni, consentendo la formazione di una oligarchia separata e rigida. Dimezzare i parlamentari e governo di tecnici, questo il progetto del futuro Movimento grillino. Un'oligarchia al posto della democrazia». Dice niente la funzione della Piattaforma Rousseau della Casaleggio & C. al posto di elezioni vere, istituzionali e costituzionali, sempre più tenute lontane dal “popolo bue” ormai alieno alla pseudosinistra dei salotti? 
Poi, per inciso, diventa ministro dell'agricoltura Teresa Bellanova, ex bracciante pugliese sovrappeso appena dotata di diploma di terza media, la quale si presenta al giuramento in Quirinale addobbata in una tunica color bluette. E le madamine col nasetto all'insù a dileggiarla come se fosse la sorella di Totò e Peppino. Si vergognino, queste bagasce addobbate, di fronte a una donna molto più nobile di loro, non fosse altro per aver fatto una cosa a loro sconosciuta: lavorare. E chi è stato il solo a prendere le difese della neo ministra del PD? L' “impresentabile fascista” Vittorio Feltri. 
In questa Italia indocile, indecifrabile e indolente, troviamo allora i grillini come massoni e i piddini come... mafiosi. Lo scrive il più intelligente e anticonformista degli intellettuali non organici, Marcello Veneziani. «La sinistra è un'associazione di stampo mafioso che detiene stabilmente il potere e lo esercita forzando la sovranità popolare, la realtà della vita e gli interessi della gente. Usa metodi mafiosi per eliminare con la rituale accusa di nazifascismo (o in subordine di corruzione) chiunque si opponga al suo potere. Si costituisce in cupola per decidere la spartizione del potere ed eliminare gli avversari, tutti regolarmente ricondotti a Male Assoluto da sradicare e da affidare alle patrie galere o alla gogna del pubblico disprezzo... Le ideologie dominanti oggi sono quelle che hanno ripreso il potere in Italia pur essendo sconfitte dal voto, servendosi del camaleontismo dei grillini, che come alcune specie animali mutano pelle per salvarla... Spettacolare è stata la circonvenzione d'incapace intentata dai grillini per dare l'impressione di un'investitura della base al governo con la sinistra, una legittimazione di democrazia diretta, col surreale referendum della Piattaforma Rousseau». 
Più chiaro di così... E più vero di così! Nessuno, ma proprio nessuno, che svisceri 'sta benedetta Rousseau, vero? Capito perché certi intellettuali non appaiano praticamente mai in televisione, non abbiano voce in Rai, che si autodefinisce la più importante fabbrica culturale d'Italia, mentre nel contempo sproloquiano, offendono e dicono bestialità personaggi come l'ineffabile Sanfilippo? 
Né lui, né i grillini, tanto patrioti da combattere come iene soltanto per le proprie poltrone, né i piddini unti dal Signore per governare anche quando perdono (quasi sempre) potranno però rinviare in eterno le elezioni politiche. Sono lontane, ma per questo il governo giallorosso, ancor più improbabile di quello gialloverde, avrà modo di autosvillaneggiarsi a oltranza. 
E non è detto che si debba aspettare il 2023. La Lega presiede infatti diverse importanti commissioni parlamentari, molte leggi troveranno cammini accidentati. Prepariamoci a tanti bastoni fra le ruote, a tante ruote rotte, a tante rotte da cambiare all'improvviso. Soprattutto, a tanti voltagabbana. E se la legislatura non arrivasse al 2022, per qualche motivo ora imperscrutabile, nemmeno il nuovo presidente della Repubblica sarà della Razza Eletta degli eurocrati, sinistri, globalisti e amici dell'alta finanza internazionale. 

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