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L'ultimo saluto al grande mattatore Gigi Proietti

La famiglia: «Sarà ricordato come merita»


03/11/2020

Se ne è andato proprio nel giorno del suo compleanno, il 2 novembre, all’età di 80 anni. 
Gigi Proietti, mattatore di teatro, showman indiscusso, maestro per generazioni di attori, si è spento in una clinica privata di Roma dove era ricoverato per problemi cardiaci. 
I funerali saranno celebrati giovedì 5 novembre, probabilmente nella Chiesa degli Artisti in piazza del Popolo. La Sindaca Virginia Raggi proclamerà per quel giorno il lutto cittadino. Un corteo funebre (probabilmente in diretta tv per evitare assembramenti) partirà dal Campidoglio, dove verrà allestita la camera ardente, e toccherà diversi luoghi simbolo della vita di Proietti, come via Giulia, dove è nato l'attore, il Globe Theatre, il teatro shakesperiano a Villa Borghese di cui era il direttore artistico. E proprio lì potrebbe esserci l'orazione funebre e il ricordo di alcuni suoi amici, per poi arrivare nella chiesa dove si svolgeranno le esequie. 
In oltre 50 anni di attività, Gigi Proietti, all'anagrafe Luigi Proietti, ha collezionato 33 fiction, 42 film, 51 spettacoli teatrali di cui 37 da regista, oltre ad aver registrato 10 album come solista e diretto 8 opere liriche. Insieme ad Alberto Sordi e ad altre figure storiche del cinema e del teatro, ha rappresentato il carattere italiano, il suo splendore, la sua miseria. 
Nel 1963, grazie a Giancarlo Cobelli, esordì nel Can Can degli italiani, per poi interpretare senza sosta numerosi spettacoli teatrali sino a A me gli occhi, please, del 1976, esempio di teatro-grafia che segnò uno spartiacque nel modo di intendere il teatro, e al quale seguiranno numerosissime repliche attraversando i più importanti teatri italiani. Lo spettacolo segnò un record di oltre 500 mila presenze al Teatro Olimpico di Roma. 
Affermatosi come attore teatrale, ebbe anche esperienze nel campo televisivo, al quale si dedicò fugacemente tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta: prese parte allo sceneggiato Il circolo Pickwick di Ugo Gregoretti, collaborazione che proseguì successivamente con esperienze televisive di minor rilevanza. Tra gli anni settanta e gli anni ottanta fu inoltre protagonista di svariati spettacoli di successo come Sabato sera dalle nove alle dieci, Fatti e fattacci, Fantastico e Io a modo mio
Verso la fine degli anni settanta aprì il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche, che ha visto tra i suoi allievi numerosi personaggi divenuti poi volti noti dello spettacolo italiano. 
Nonostante il sodalizio con il cinema non abbia spesso dato i frutti sperati, Proietti raggiunse la consacrazione cinematografica nel 1976 con Febbre da cavallo, nel ruolo dell'incallito scommettitore Mandrake, che con il passare degli anni è divenuto un vero e proprio film di culto, che riprese nel 2002, anno nel quale iniziò un forte sodalizio con i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina. 
A partire dagli anni novanta, parallelamente al successo ottenuto in teatro, fu protagonista di svariate serie televisive di successo, prima fra tutte la serie per la Rai Il maresciallo Rocca, iniziata nel 1996 e divenuta una delle serialità di maggior audience della televisione italiana, spianandogli inaspettatamente la strada verso una vera e propria seconda giovinezza. Sempre per la RAI è stato anche San Filippo Neri nella miniserie Preferisco il Paradiso, il cardinale Romeo Colombo da Priverno in L'ultimo papa re, il misterioso generale Nicola Persico in Il signore della truffa, e lo stravagante giornalista Bruno Palmieri in Una pallottola nel cuore
Ebbe anche esperienze come cantante, facendo parte del gruppo musicale Trio Melody, insieme a Stefano Palatresi e Peppino di Capri, oltre che come poeta e scrittore. Nel 2017, a vent'anni dall'ultima esperienza, tornò in televisione come protagonista assoluto del programma Cavalli di battaglia, tratto dall'omonima tournée celebrante i suoi 50 anni di carriera.

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