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L’Italia del mattone divisa in due: Milano e Bologna da record mentre il Sud balbetta


27/01/2020

di Artemisia


La verifica di un’Italia a due velocità con l’economia che mostra segnali di ripresa al Nord mentre è ancora stagnante nel Mezzogiorno, è data dall’andamento del mercato immobiliare. Dopo una depressione lunga dieci anni, il settore si è rimesso in moto in Lombardia e Emilia Romagna, trainato soprattutto dai due capoluoghi di provincia, Milano e Bologna che per motivi diversi, hanno agganciato la ripresa. 
Milano ha beneficiato degli effetti dell’Expo e dello sviluppo del Salone del Mobile diventato attrazione internazionale grazi anche alla sua appendice del Fuori Salone, un volano per tutta l’economia della città. In un anno i prezzi degli immobili sono aumentati dell’8,1%, raggiungendo la media di 3.592 euro al metro quadro. 
Bologna è l’altra città dei record. Ha visto crescere l’interesse per la sua Università. Trovare un appartamento per uno studente è diventata una vera e propria caccia al tesoro. La conseguenza è un maggior dinamismo dei prezzi dopo anni di flessione costante. L’aumento su base annua è stato del 4,1%, con un costo medio di 2.867 euro/mq. 
Anche Venezia brilla per la ripresa del settore. A dicembre 2019 i prezzi risultano cresciuti del 6,4% rispetto allo stesso mese del 2018, raggiungendo la richiesta media di 3.142 euro/mq. 
Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio di immobiliare.it mentre al Sud i costi medi hanno perso ancora quasi 2 punti percentuali, scendendo a una media di 1.537 euro/mq, si registrano variazioni positive al Nord (1.946 euro/mq) e nei grandi centri (2.592 euro/mq), con un aumento dell’1,6% su base annuale. Complessivamente però nel secondo semestre 2019, a livello nazionale i prezzi richiesti per gli immobili in vendita sono rimasti praticamente fermi (+0,1%) rispetto all’anno scorso. La cifra media per comprare casa in Italia si attesta a 1.885 euro al metro quadro. 
Nonostante un calo annuale pari a quasi un punto percentuale, i costi maggiori si registrano ancora al Centro, con una richiesta media per il settore residenziale di 2.235 euro/mq. Eppure a Roma il valore degli immobili continua a scendere: a fronte di un calo dell’1% in un anno, il prezzo richiesto nella Capitale si ferma a 3.141 euro/mq. 
Pesa indubbiamente il degrado generalizzato della Capitale di cui si parla costantemente sui media nazionali e esteri. 
Se dalle grandi città ci spostiamo nei piccoli centri, l’andamento è ancora in flessione rispetto al 2018 (-0,4%) e la cifra media per comprare un immobile è di 1.629 euro/mq. 
Firenze si conferma la più cara d’Italia, con una media di 3.856 euro/mq che arriva da una crescita annuale del 4,1%. 
Picchi al ribasso del 5,5% a Palermo. 
Secondo gli esperti di Immobiliare, influisce sui prezzi la vetustà del patrimonio residenziale. Solo il 9% ha meno di 30 anni. Il restante non è adeguato ai moderni standard di risparmio energetico e comunque richiederebbe interventi di ristrutturazione. L’aumento della domanda abitativa inoltre si sta concentrando sulle grandi città e questo crea uno spopolamento di intere aree del Paese, soprattutto quelle interne e montane caratterizzate da paesi e borghi, spesso difficili da raggiungere a causa di una rete viaria e ferroviaria carente. Si stima quindi che la ripresa immobiliare prosegua solo dove è già partita, senza coinvolgere il resto del Paese che in mancanza di interventi di valorizzazione turistica del territorio rimarrà in una fase di stagnazione.

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