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La sinistra europea festeggia la vendetta contro Trump

Dopo averlo cacciato, con l’impeachment lo vogliono eliminare per sempre dalla scena politica. I precedenti non edificanti di questa brutta storia


25/01/2021

di SANDRO VACCHI


Se qualcuno dicesse che vostra moglie è una escort, vale a dire una prostituta, come la prendereste? Se siete spiritosi e di buon carattere, con una risata, ma se appena appena siete fumantini, vi incazzate come iene e tentate di farla pagare al gentiluomo. 
Donald Trump non è spiritoso, e nemmeno fumantino, ma un tipo proprio iracondo. Soprattutto adesso che l'hanno sloggiato dalla Casa Bianca e poi accusato – probabilmente a ragione – di essere l'ispiratore del tentato Golpe della Befana, quando qualche centinaio di estremisti facinorosi suoi sostenitori hanno occupato il Campidoglio americano, trasformando la più grande democrazia del mondo in una sorta di repubblica delle banane. 
Poi Trump si è spaventato e ha nascosto la mano: «Fomentati da me? Ma quando mai?». Alcuni della massa di deficienti hanno però sostenuto il contrario: «Ce l'ha detto lui». Così i democratici, e soprattutto i presunti tali, di tutto il mondo hanno cominciato a far festa. Non tanto per l'elezione di Joe Biden, quanto assaporando la vendetta contro il “puzzone”. Parallelamente alla santificazione della vicepresidente Kamala Harris, che solamente perché è di pelle scura deve essere per forza una donna eccezionale, si è aperta la caccia a Trump e al trumpismo in ogni sua forma e manifestazione, col fine di rimuovere anche la memoria degli ultimi quattro anni. L'ex presidente platinato rischia addirittura l'impeachment anche se presidente non lo è più, con la perdita perpetua dei diritti politici. Insomma, si vorrebbe farlo fuori dopo averlo cacciato. 
Nel nono secolo dopo Cristo, papa Formoso fu riesumato nove mesi dopo la morte, processato e condannato. I suoi resti mortali furono gettati nel Tevere. 
In Inghilterra, John Wyclif, dichiarato eretico, fu arso morto mezzo secolo dopo essere morto sul serio. Oliver Cromwell, “golpista” inglese del Seicento, fu riesumato tre anni dopo la sepoltura, impiccato e fatto a pezzi. 
Casi del genere non mancano nella storia, compreso uno accaduto in Italia nella primavera del '45 a piazzale Loreto a Milano. 
Ammazzare il nemico morto è lo sfregio supremo, lo si uccide due volte. 
Tirare calci nel sedere a Trump, presidente sconfitto per una manciata di voti, è lo sport del momento dei sinceri democratici esultanti per la sua sconfitta, senza considerare troppo che 67 milioni di americani hanno votato per lui. Ovviamente, essendo trumpiani, sono esseri subumani, quali i nazisti ritenevano neri ed ebrei. 
Dare, però, del nazista a un esponente della sinistra è reato: non per il codice penale, ma per quello politicamente corretto che sta distruggendo la libertà di pensiero e l'uso autonomo del cervello. Provate a dire che una esponente del PD è una escort (alias mignotta) e non ne uscirete vivi, fra interrogazioni parlamentari, raccolte di firme e annegamento nelle lacrime di Laura Boldrini. Offendete una donna di destra e la massima solidarietà che lei troverà dai benpensanti sarà un sorrisetto altezzoso e, semmai, un “Sì, ma se l'è cercata”. Chiedere a Giorgia Meloni per saperne di più. 
E' la legge dei due pesi e due misure fondata sull'assunto fondamentale del sinistrismo becero: ammazzare il nemico, screditarlo in ogni maniera, anche falsificando la verità. Non lo dico io, ma un tale con la barbetta che si chiamava Vladimir Ilic' Ulianov, più noto come Lenin. Se non ci credete, e soprattutto se avete dei testicoli di plutonio, leggetevi “Che fare?” e “Stato e rivoluzione” a proposito del modus operandi bolscevico. 
Così in Italia accade nella massima tranquillità che Alan Friedman, giornalista americano indagatore da anni anche delle cose nostrane, dica col sorriso sulle labbra che Trump è uscito dalla Casa Bianca a braccetto della propria escort. Forse non sa che Melania è sua moglie, invece, ma vedendo tanto ben di Dio, una delle donne più affascinanti del mondo, deve aver pensato che si trattasse di una escort d'alto bordo. 
E' andata così, vero? Crediamoci. Signor Friedman, quando Barack Obama quattro anni fa uscì dal medesimo portone accanto a Michelle, non ricordo che l'avesse definita escort. E nemmeno amichetta, squinzietta, fidanzatina, puttanella. Se non ha paura di essere impiccato, lo dica alla prima compagnuccia che le capita, per vedere cosa le succede, e non solo in Italia. 
Melania, invece, moglie legittima di Trump e madre di suo figlio adolescente, si può tranquillamente insultare. O forse, Friedman, è di quelli che credono che le belle donne siano di mutanda facile solo perché sono belle? Allora non è il raffinato analista politico che dipingono, ma un battutista da Bar Sport che ha tracannato troppa birra. Non è affatto diverso, signor Friedman, dagli assalitori del Campidoglio con l'elmo cornuto. Non è diverso da chi fischia alle ragazze per strada (ovviamente non sarà iscritto al PD). Non è diverso da chi fa battute da caserma l'estate al mare quando passa una stragnocca. Mi ci metto anch'io, ma non sono un fine analista come lei, signor (si fa per dire) Friedman. 
Alla trasmissione “Atlantide” su L7, condotta da Andrea Purgatori, ex Corriere della Sera, Friedman ha usato toni più moderati, invece Purgatori è andato avanti per delle mezzore – la trasmissione è stata lunghissima – a parlare di Trump come del peggiore presidente americano in assoluto. Su 45 presidenti. Beato lui che conosce tutta la storia statunitense da George Washington in avanti. Per curiosità, chi è stato il miglior presidente del consiglio italiano? Giuseppe Conte, per caso? 
Le due perle sono state un paragone di Trump con Nixon e un altro con Al Capone. Non avete capito male. Ha detto che l'impeachment eventualmente inflitto a Trump equivarrebbe a quello inflitto a Richard Nixon per il Watergate, un caso clamoroso di spionaggio politico. Ma già che c'era, Purgatori ha spinto Trump all'inferno. «Non dimentichiamo che le sue aziende sono in difficoltà. In America non si scherza. Al Capone finì in galera per evasione fiscale». 
Ma che fine analisi, collega Purgatori! Trump come il più pericoloso gangster della storia. Lo sai, per caso, che l'arresto di Al Capone per crimini fiscali fu un pretesto dell'FBI per incastrarlo, visto che non riuscivano mai ad incriminarlo? 
Non pensiate che gli informatori col paraocchi le cose non le sappiano: non le vogliono dire, specialmente se vanno contro gli interessi e le direttive del partitone, specialmente se sono scomode per il loro cuore scarlatto: l'ideologia prima di tutto, i lettori si fottano. Infatti i giornali vanno malissimo. 
In un certo senso è quanto fa da mesi l'ineffabile “sgoverno” giallorosso capitanato da Conte: tutto ma non le elezioni. Va bene tutto, dal falsificare i dati sul Covid per terrorizzare i cittadini a inchiavardarli in casa, dal mandare a rotoli l'economia a giurare obbedienza assoluta alla baronessa Ursula. Tutto ma non le elezioni, sennò addio poltrona. 
Arrivano al punto di cercare perfino l'aiuto del diavolo: Berlusconi. Per trent'anni lo hanno sputtanato in tutte le maniere, lo hanno processato a raffica, gli hanno scaraventato statuette sulla faccia, e adesso lo cercano neanche fosse un Costruttore. Termine assurdo per qualche tizio dato per defunto politicamente che dovrebbe invece tenere in piedi il Paese più a terra della Terra. 
«Vogliamo con noi tutti i liberali e i moderati che non vogliono stare sotto il tallone dei sovranisti Salvini e Meloni», ha detto Maurizio Bettini, L'ex partito comunista si scopre liberale! Come se Monica Bellucci scoprisse di essere una cozza. Perfino Berlusconi pur di tirare avanti con un Conte ter. Tutto questo proprio mentre celebravano il secolo di vita del Partito comunista italiano. Gramsci si sarà rigirato nella tomba, mentre loro mostrano le cosce a Berlusconi nella discarica dove l'hanno gettato. Chi sarebbero le escort? 
Un Governo nato con il solo scopo di fermare Salvini che marciava su Palazzo Chigi e per tenersi strette le poltrone, un governo-sgoverno come questo non deve essere mandato a casa e basta, ma c'è l'obbligo morale e civile di cacciarlo a calci nel deretano. I sinceri democratici non dovrebbero avere nulla da eccepire, anzi, visto il giubilo con cui hanno accolto la defenestrazione di Trump.

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