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Nell'estate gialla dei ragazzi i noir di Philippa Pearce e Katherine Woodfine

In scena un’alta marea… assassina e un nuovo vecchio mistero dei Grandi Magazzini Sinclair


15/07/2019

di Vera De Ragazzinis


Un doppio invito alla lettura estiva per ragazzi e adolescenti, da parte della casa editrice “Il Battello a Vapore”, che ha pubblicato due intriganti gialli che si rifanno alle firme di due fra le più amate penne inglesi di settore: la rimpianta Philippa Pearce, autrice del romanzo Alta marea per un delitto (pagg. 236, euro 9,90, traduzione di Francesca Crisigiovanni), e Katherine Woodfine, specializzata in misteri ambientati all’inizio del secolo scorso nei Grandi Magazzini Sinclair, autrice de L’ultimo ballo della falena d’oro (pagg. 338, euro 10,90, traduzione di Alessandra Guidoni). 
Per la cronaca Philippa Pearce (23 gennaio 1920 - 21 dicembre 2006) è stata una delle più note e amate scrittrici per ragazzi, oltre che sceneggiatrice della Bbc ed editor. Figlia di un mugnaio, era stata fatta conoscere in Italia da Donatella Ziliotto che nel 1996 aveva pubblicato Chihuahua nella collana “Il Martin Pescatore” da lei diretta ed edita da Vallecchi. Casa editrice che avrebbe chiuso la collana per motivi economici, la qual cosa avrebbe portato la Ziliotto ad accasarsi presso la Salani. Fra i romanzi più importanti della Pearce si ricordano Il giardino di Mezzanotte, Una più del diavolo, Chihuahua e, appunto, Alta marea per un delitto
Un piacevole quanto intrigante lavoro che vede protagonista Kate Tranter, la quale vive con la mamma e i fratelli a casa della nonna da quando il papà è annegato. O almeno così le hanno sempre detto. Finché l’arrivo di una lettera misteriosa la spinge a interrogarsi per la prima volta sulla sua scomparsa: Frederick è davvero morto? Perché nessuno (peccato che Sciroppo, il suo gatto, si limiti a fare le fusa…) parla mai del suo passato, quasi fosse stato inghiottito dall’acqua come lui. 
In realtà la nonna sa molto più di quanto non dica e, a sua volta, la mamma sembra nasconderle dei segreti. Ma Kate non si scoraggia e, in sella alla sua bicicletta, inizia un’attenta indagine per raccogliere - fra la storia di un uomo morto e una statua in ascolto - tutti gli indizi necessari per far affiorare tutta la sorprendente verità. 
E per quanto riguarda la trentaseienne Katherine Woodfine (è infatti nata a Lancashore nel 1983, mentre oggi vive a Londra), laureata in Letteratura inglese alla Bristol University e conosciuta a livello internazionale per i suoi intriganti lavori? Dopo aver debuttato sui nostri scaffali lo scorso anno con Cercasi commessa al reparto Omicidi, primo lavoro della serie ambientata appunto nei Grandi Magazzini Sinclair, eccola tornare con una nuova storia. Sempre con protagonista Sophie Taylor, una ragazza appena assunta (siamo nel 1909) nel reparto moda con un ruolo di responsabilità e che si trova in prima istanza accusata del furto di un prezioso uccellino meccanico e, in seconda (e qui siamo a L’ultimo ballo della falena), impegnata in una avventurosa caccia al ladro. 
Come da trama, in questi Grandi Magazzini ferve l’attività in quanto la Stagione mondana è alle porte, nel corso della quale spiccherà la grande festa da ballo di Lady Fitzmaurice che si terrà a Hill Lodge e, soprattutto, quella all’aperto organizzata da Lord Beaucastle nella sua splendida residenza e alla quale parteciperanno diversi membri della Famiglia Reale. Fermo restando che anche tutti voi, cari lettori, siete… “cordialmente invitati”. 
Sta di fatto che Sophie (un’eroina che intriga e cattura chi ama i libri di avventura) e i suoi amici vengono assoldati da una giovane altolocata per risolvere un nuovo mistero: ritrovare un gioiello dal valore inestimabile a forma di falena. Ma quella che dovrebbe essere una semplice caccia al ladro svelerà lentamente un’oscura trama ordita dal Barone, il potente criminale che sta stringendo nella sua morsa la Chinatown londinese… 
Una Chinatown che oggi si trova a Soho, nel cuore del West End, ma che all’inizio del Novecento era situata nella zona Est della città, nel quartiere di Limehouse. Dove - annota l’autrice in quanto un po’ di Storia non guasta - a partire dal 1885 albergò una piccola comunità di marinai che lavoravano al porto di Londra, oltre ad alcune famiglie fra le quali apparteneva Mei, citata nella sua storia. E fu soltanto nel 1930, in seguito alla Grande depressione, che iniziò il declino di Limehouse, dove rimangono poche tracce della vecchia Cinatown, anche se si può ancora vedere la scultura di un drago cinese alla fine di Mandarin Street, vicino alla stazione di Westferry, a indicare la zona in cui un tempo era situato il quartiere. 
Che dire: una vicenda ben raccontata, ricca di ambientazioni d’antan e di personaggi ben tratteggiati, che cattura e intriga. E che non mancherà di fare breccia anche nei lettori più… svogliati.

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