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Nerea Riesco inquieta il lettore giocando a rimpiattino fra i segreti di Cambridge

Dopo il successo de La ragazza e l’inquisitore, una nuova superba prova dell’autrice spagnola. Consigli per gli acquisti anche per Alice Basso, Amy Gentry, Susan Crawford e Michelle Frances


28/07/2017

di Mauro Castelli


Sotto l’ombrellone, nel corso di questa stagione, a farla da padrone sono soprattutto le donne. Così abili nel giocare a rimpiattino con i misteri, a inquietare addentrandosi nei risvolti psicologi di storie nerissime, a catturare il lettore in un crescendo di emozioni e di brividi. Autrici spesso perfide al punto giusto, in altre parole capaci di manipolare realtà e finzione con una inquietante malizia. Proponendosi a volte eccitanti, spesso ricche di inventiva e al tempo stesso provocatorie. Una specie di paradiso narrativo per gli appassionati di thriller.
Il primo suggerimento per gli acquisti? Il silenzio dell’alchimista (Garzanti, pagg. 400, euro 19,60, traduzione di Claudia Marseguerra), un lavoro firmato dalla spagnola Nerea Riesco che, dopo il successo internazionale ottenuto da La ragazza e l’inquisitore, è tornata sugli scaffali con un nuovo superbo canovaccio, ben supportato da una documentazione di prima mano.
Ad esempio chiedendo consiglio a Luis Álvarez-Gaumé, direttore del dipartimento di Fisica teorica del Cern, «il quale - avendo saputo che un mio protagonista, lo studente Richard Chanfray, pretendeva di viaggiare nel tempo servendosi dell’acceleratore di particelle - mi ha risposto che neanche ubriachi fradici si poteva immaginare una baggianata simile. Dimostrando in questo modo che gli scienziati non sono i personaggi noiosi che spesso pensiamo siano. Fortunatamente, grazie alla sua disponibilità e dopo tante discussioni, ho trovato il modo di far realizzare a Richard i suoi piani». Giacché la fantasia deve pur avere un suo ruolo.
In altre parole riuscendo a dare voce a un’avventura mozzafiato «dove solo sfidando il tempo si può rimediare agli errori del passato e cambiare il corso del futuro. Perché i segreti non sono eterni se abbiamo il coraggio di andare oltre l’apparenza e guardare là dove nessuno ha mai osato spingersi».
Per la cronaca, la bella Nerea Riesco, nata a Bilbao 41 anni fa, cresciuta a Valladolid e quindi accasata a Siviglia - dove si è laureata in giornalismo e dove ora insegna scrittura creativa all’università, oltre a collaborare con il quotidiano El País e altre testate - ha imbastito la sua storia nei corridoi, nelle aule e negli uffici dell’ateneo di Cambridge, dove viene trovato, morto ammazzato, il professor Léonard Green, luminare della cattedra di matematica. Curiosamente sul suo corpo gli inquirenti ritrovano «le stesse ferite della moglie, a sua volta assassinata otto mesi prima in circostanze altrettanto misteriose. Per Daniela, figlia diciassettenne di Léonard, la storia si ripete e il dolore si amplifica. Un dolore che soltanto la verità potrà attenuare. Ma per scoprirla ha in mano soltanto una strana formula, l’unica eredità lasciatale dal padre: un messaggio cifrato, pieno di numeri, che non è però in grado di interpretare».
Quando uno studente di Léonard, «Richard Chanfray, la avvicina e le fa sapere che anche lei è in grave pericolo, Daniela non può far altro che fidarsi di lui. Forse quel ragazzo custodisce la chiave per scoprire a cosa stava lavorando “il suo papi”. Forse potrà aiutarla a decifrare quella formula che non riesce a togliersi dalla testa e che sembra ricongiungersi a un segreto oscuro perso nelle nebbie di un passato molto lontano. Un segreto che sta minacciando l’incolumità di un gruppo di persone disposte a tutto per difendersi e per difendere il mistero di una tradizione secolare che dalle arti degli antichi alchimisti arriva sino alle più avanzate scoperte scientifiche. Un segreto che - ci mancherebbe - potrebbe riscrivere la storia dell'umanità».
Sta di fatto che «una lotta senza esclusione di colpi attenderà Richard e Daniela, chiamati a risolvere l’enigma prima che finisca nelle mani sbagliate». Che dire: una storia fuori dal mondo che, all’insegna della suspense e di segreti sepolti nel tempo, induce a credere nell’impossibile. Riuscendo a trasportare il lettore dove non avrebbe mai pensato di poter arrivare. Giocando ovviamente sul fatto che nei romanzi, ogni tanto, anche l’impossibile può diventare possibile. E sarà a quel punto che…

Autrice di un certo spessore è anche Alice Basso, peraltro molto amata dal pubblico italiano, che l’ha imparata a conoscere - in abbinata alla sua intrigante quanto imprevedibile Vani Sarca, una ghostwriter che presta le sue parole ad autori che in realtà non hanno mai scritto i loro libri - in L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome e Scrivere è un mestiere pericoloso. E di cui ora torna ad apprezzare lo stile, l’ironia e la maliziosa freschezza narrativa in Non ditelo allo scrittore (Garzanti, pagg. 316, euro 16,90), come confermano le già avvenute ristampe del romanzo. Basso, si diceva, che è nata a Milano, anche se ora vive in un borgo medievale dalle parti di Torino; che si dà da fare come redattrice e traduttrice per diverse case editoriali; che nel tempo libero finge «di avere ancora vent’anni» nonostante sia nata nel 1979 e che, forte di questa convinzione, canta e scrive canzoni per un paio di rock band; che suona il sassofono e ama disegnare; che con la cucina, così come con la guida e lo sport, non va certo a braccetto; che - ne abbiamo già parlato - gioca a prendersi in giro, definendosi prolissa e chiacchierona, ma anche divertente e concreta; che ha un debole per il colore rosso, anzi per il bordeaux, che non è però quello del sangue, semmai un miscuglio di giallo e noir con spruzzate di rosa; che si è inventata, con un colpo da maestro, Vani, l’invisibile, esilarante ghostwriter di una importante casa editrice («Un personaggio il cui mestiere si avvicina al mio, anche se non è il mio. Di fatto una giovane disillusa e, se vogliamo, anche asociale, che si nasconde dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti dello stesso colore, che si lascia andare falsamente e per la quale la vita degli altri rappresenta il suo pane quotidiano»). Ma veniamo a briciole di trama di Non ditelo allo scrittore, un romanzo che è una boccata di aria fresca in questa calura estiva e che si nutre - sulla falsariga dei due precedenti lavori - di indagini portate avanti all’insegna della spensieratezza da una protagonista un po’ strana, ma che riesce a catturare il lettore per la sua simpatia e spontaneità. D’altra parte Vani, nella sua logica razionalità, ha un dono: quello di capire subito quel che frulla nella testa delle persone. La qual cosa la disturba, in quanto mal sopporta qualsiasi essere vivente che le stia intorno. In altre parole il suo è «un lavoro complicato di cui non può parlare con nessuno. Solo il suo capo, Enrico, sa bene quale sia il suo ruolo». E sa bene che il compito che le ha affidato è più di una sfida: deve scovare un suo simile che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana, del quale ha intenzione di proporre una ristampa del suo capolavoro con contenuti speciali, come le bozze originali. Il problema è che queste bozze non esistono. Il compito di Vani è quindi quello di trovare il vero autore e convincerlo a venire allo scoperto. D’altra parte solo lei può trovarlo, seguendo il suo intuito vincente. Solo lei può farlo uscire dall’ombra, ma per farlo avrà bisogno del fascinoso Riccardo Randi, lo scrittore che non cessa di corteggiarla, che le ha spezzato il cuore e che è pronto a tutto per riconquistarla.  Intanto il commissario Berganza, con il quale collabora e che cerca di proteggerla, è sicuro che lei sia l’unica a poter scoprire come un boss della malavita agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi loschi traffici. Come è sicuro che sia arrivato il momento di mettere le carte in tavola. E quando la sua vita risulterà in pericolo, Vani rischierà tutto per salvarlo…

Sempre per i tipi della scuderia Garzanti è arrivato sugli scaffali La ragazza del passato (pagg. 238, euro 16,90, traduzione di Letizia Sacchini), un thriller psicologico scritto dall’esordiente Amy Gentry e già tradotto in una ventina di Paesi. Di fatto una chicca così ben scritta che risulta difficile pensare a una “principiante”. Della quale, fra l’altro, hanno parlato un gran bene diversi numeri uno a stelle e strisce, pronti a sottolinearne la capacità unica nell’addentrarsi in maniera pacata quanto sconcertante nel vissuto del mondo familiare. Graffiando sui luoghi comuni, scardinando il perbenismo di facciata, rovistando nei meandri più scabrosi dei rapporti madre-figlia. «Un romanzo che inizialmente - annota l’autrice - doveva prendere una piega diversa, in stile Harry James (lo scrittore noto per i suoi lavori incentrati sui temi della coscienza e della moralità e la cui erede è stata Patricia Highsmith), salvo poi intrufolarsi nel mondo del male che non si cancella». Amy Gentry, si diceva, sposata con Curtis Luciani (che non manca di ringraziare per il suo incoraggiamento e per aver creduto in lei anche quando le sue certezze vacillavano), il cui esordio nel 2016 ha beneficiato - trascinato dal passaparola - dell’etichetta di thriller dell’anno. «Un romanzo ad alta tensione, ipnotico e coinvolgente. Una storia di legami familiari perduti e ritrovati e di segreti inconfessabili capaci di far crollare persino le certezze di una madre». La storia si dipana in quel di Houston, in casa Whitaker, dove la routine quotidiana viene rotta da un arrivo imprevisto: quello di una ragazza bionda e dagli occhi blu, che si presenta scalza alla porta di casa e con il viso segnato dalla stanchezza. Alla padrona di casa, Anna, quel viso è però familiare. Non appena allunga le braccia per sorreggerla, ne è certa: è sua figlia Julie, scomparsa otto anni prima dalla sua camera da letto, in piena notte, quando aveva tredici anni. Quella figlia che non vedeva l’ora di riabbracciare è finalmente tornata a casa sana e salva. Ma i dubbi non tardano ad arrivare e ben presto si fanno sempre più insistenti. Anna vorrebbe ignorarli. E invece l’accompagnano ovunque. Con quale coraggio osa solo pensare che quella ragazza spaventata non sia veramente sua figlia? Da madre attenta e premurosa, non può permettere che la minima incertezza faccia vacillare il suo cuore. Eppure c’è qualcosa di diverso in Julie. Piccoli dettagli e comportamenti che non le ricordano la sua bambina. E allora Anna non può fare a meno di chiedersi se quella che la ragazza racconta sia la verità o soltanto una montatura. Ma anche di domandarsi come mai salti le sedute dal terapista, o cosa c’entri in tutta questa storia il ritrovamento del corpo di una giovane in una casa dall’altra parte della città. Quando un investigatore privato la contatta dicendole di aver scoperto qualcosa, Anna non sa più cosa fare. E se Julie si stesse solo prendendo gioco di lei? Se non fosse veramente sua figlia? Anna non tarderà a scoprire che l’impossibile a volte è possibile. Perché non tutto è quel che sembra…

Altra penna emergente quella di Susan Crawford, nata in Florida «un po’ di anni fa» e quindi accasata prima a New York e poi ad Atlanta, dove attualmente insegna scrittura creativa. Lei che al suo esordio, con La moglie bugiarda, aveva conquistato le classifiche di vendita sia americane che internazionali e che ora è tornata in libreria con L’altra donna (Piemme, pagg. 292, euro 18,50, traduzione di Cristina Verrienti), un thriller ben costruito che scava nella vita di due donne, mettendo a nudo il lato oscuro del matrimonio, perché a volte «ci sono persone che recitano così bene la loro parte da non distinguerla più dalla realtà». Ma allora cosa si può nascondere dietro una facciata tutta rose e fiori? Se le bugie rappresentano il pane quotidiano le sorprese non mancheranno, ed è su questa falsariga che la Crawford ha imbastito il suo secondo, riuscito canovaccio. Tutto si riallaccia al caso quando, in un giorno di neve, l’Audi di Joe slitta su una lastra di ghiaccio, si schianta contro un albero e lui muore sul colpo. Un problema nel problema per la donna che era al suo fianco, Dorrie, in quanto quell’uomo non era suo marito, ma il suo amante. Che fare? «Lasciare che la sua vita - la sua bambina, il suo matrimonio - vada in pezzi, oppure scendere da quella macchina, abbandonare l’uomo che ha amato e continuare come se nulla fosse? In una frazione di secondo, d’istinto, Dorrie lascia la scena. D'altra parte è sempre stata una brava attrice, sin da quando aveva cinque anni, e in vita sua ha giocato su tavoli diversi. Ad esempio proponendosi figlia devota e moglie soddisfatta. E adesso si sente pronta ad affrontare la performance più importante. Peccato che alcuni dettagli dell’incidente non convincano la polizia e che la moglie di Joe, la donna dalla quale lui tornava a casa tutte le sere, sembri decisa ad andare fino in fondo. Come se sapesse più cose di quante lasci intendere... Dorrie ha paura. Che ne sarà della sua vita perfetta? Saprà essere un’attrice così brava da lasciare che la verità resti sepolta per sempre?». Leggere per sapere.

In chiusura di rubrica un’altra esordiente coi fiochi, Michelle Frances, che da quindici anni lavora come Development Executive per la Bbc, dove si occupa di programmi televisivi, di sceneggiati tratti da romanzi e di opere teatrali. In altre parole una penna già rodata - supportata alla grande dal suo compagno Jonny («La mia roccia, il mio sostegno, colui che non si è ancora stancato di tutti i miei E se...?») - che ha dato alle stampe La fidanzata (Nord, pagg. 444, euro 16,90, traduzione di Emanuela Damiani), un intrigante lavoro psicologico che in un mese ha venduto oltre centomila copie in Inghilterra e che è stato tradotto o è in corso di traduzione in una dozzina di Paesi. Un lavoro giocato sulla contrapposizione di due donne, una madre e la fidanzata del figlio. «Ognuna delle due - come da genesi firmata dall’autrice - è intimidita dall’altra, in quanto entrambe sono alle prese con forti aspettative… Ecco perché il rischio disastro è altissimo, dal momento che fraintendimenti e sospetti si nascondono dietro l’angolo. Non bastasse, sotto sotto si instaura anche una sorta di guerra per ottenere l’affetto del bel giovanotto. In fondo non esiste amore più esclusivo di quello che si prova per un figlio o per un compagno: in entrambi i casi ogni donna è disposta a lottare sino alla morte per proteggere l’uomo che ama. Ed è proprio a questo istinto primordiale che mi sono ispirata per iniziare a scrivere il mio primo romanzo. Rendendomi ben presto conto che il rapporto suocera-nuora risulta faticoso e competitivo, anche perché, pur non volendo, è facile travisare un’azione o una frase: la qual cosa può far degenerare una situazione spinosa in una catastrofe fuori controllo…». Detto questo, spazio alla trama. Laura sa di essere una madre iperprotettiva e anche gelosa di suo figlio, un brillante neolaureato. Così, quando Daniel le presenta la sua nuova fidanzata, Cherry, lei si impone di essere gentile e addirittura la invita per qualche giorno di vacanza nella villa di famiglia a Saint-Tropez. Ma tutti i suoi buoni propositi vanno in frantumi quando scopre che la ragazza si fa riempire di regali e, soprattutto, ha mentito a Daniel riguardo al suo passato e al suo lavoro. E poi c’è sempre quella sgradevolissima sensazione che Cherry nasconda un lato oscuro e che stia tramando per metterla in cattiva luce con il figlio. No, Laura non può rimanere a guardare mentre una spregiudicata arrampicatrice sociale cerca di rubarle Daniel. Deve agire, deve sistemare la faccenda. Suo figlio è l’unica cosa importante e qualunque madre farebbe lo stesso. Se lo ripete come un mantra, per farsi coraggio. Un momento prima aveva i brividi di freddo, quello dopo era assalita da ondate di caldo. La sua vita stava per finire. Di fatto però sta per commettere un errore imperdonabile... Da parte sua Cherry, anche senza darlo a vedere, odia la sua vita. E adesso che, finalmente, ha la possibilità di riscattare tutte le umiliazioni subìte, si trova di fronte all’invadente, onnipresente Laura. La quale, dietro un’apparenza di sorrisi e buone maniere, sembra la disprezzi e sia disposta a tutto pur di tenerla lontana da Daniel. Per questo cercherà di screditarla, di farla apparire come una madre paranoica e pericolosa agli occhi del suo stesso figlio. Sta di fatto che sarà proprio Daniel l’alleato più prezioso per rendere l’esistenza della madre-suocera un inferno. E per conquistarsi la vita da favola che lei ha sempre sognato, Cherry decide...

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