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Profilmec Group, il braccio d'acciaio del made in Italy

Sotto la guida di Giuseppe Bottanelli, fondatore e prima guida aziendale, il gruppo torinese - leader nella produzione di tubi e profilati di precisione - si avvia a fatturare 330 milioni di euro (erano 300 nel 2016). La storia di un condottiero, originario della Val Camonica, che ha saputo cavalcare il successo


06/11/2017

Questa è la storia di un personaggio esponente di una famiglia dalle origini antichissime, un self-made man fuori dalle righe, un geometra ribattezzato il “re dell’acciaio”, nato nel 1937, fondatore e attuale presidente di Profilmec Group, gruppo leader nella produzione di tubi e profilati saldati ad alta frequenza di precisione, che ha chiuso il 2016 con un fatturato di circa 300 milioni di euro e che prevede nel 2017 di raggiungere un fatturato di 330 milioni e un Ebitda pari a 10 milioni. 
Il nostro “condottiero” è un predestinato. Nasce, infatti, nel bresciano, in Val Camonica, dove risiedeva la civiltà dei Camuni, civiltà preistorica che ha reso questo territorio il principale centro di arte rupestre del mondo. I camuni, nel tempo, si trasformarono da agricoltori a maestri del ferro per la costruzione di armi. Questa attività gli conferì un enorme potere, sia dal punto di vista politico sia economico. I capifuoco erano principes territoriali: una élite aristocratica che possedeva i privilegi che derivavano dal monopolio delle armi, cui apparteneva anche la famiglia Bottanelli.  Essi erano gli unici che avevano potere di deliberare nei consigli mentre tutti gli altri abitanti (nobili, ecclesiastici, stranieri), anche se residenti da diverse generazioni, ne erano esclusi. 
Dalla Val Camonica, alla Torino della Seconda Guerra Mondiale. «Non ero mai uscito da quelle Valli – racconta Giuseppe Bottanelli, presidente di Profilmec Group –. Quando vidi per la prima volta il Lago d’Iseo, lo scambiai per il mare». Tutto ebbe inizio quando suo padre, aiutato dal fratello Antonio, acquistò un paio di camion balilla a gasogeno e fondò la ditta di trasporti Fratelli Bottanelli, dove Giuseppe iniziò il suo primo vero lavoro. Allora aveva solo la licenza media e si diplomò geometra studiando alle scuole serali, e questo risultato lo convinse a diventare indipendente. 
Di sicuro è un personaggio fuori dalle righe che sinora non aveva mai voluto raccontare la propria storia aziendale e il suo intrigante percorso. Una vita avventurosa, iniziata come venditore di libri, importatore di cotone dall’America, co-produttore di film (come “Fire and ice”) costruttore di barche, driver in corse automobilistiche importanti e pilota di elicotteri.  Col tempo il Geometra, attratto dal ferro, fece ingresso nel settore tubi. Gli inizi furono difficili ma, con gli anni, la situazione migliorò. Fu sua l’invenzione della Ioder, la prima macchina per la realizzazione di tubi in acciaio. 
L’avventura del ferro iniziò in un garage di Corso Roma, alla periferia di Torino, dove spesso la troncatrice volante della profilatrice si bloccava e il tubo continuava ad uscire alla velocità di 36 metri al minuto, e uno degli operai doveva metterselo in spalla e trasferirsi in strada perché all’interno non c’era lo spazio, mentre un altro provvedeva a fermare il traffico. Il periodo è quello delle grandi dinastie italiane rappresentate dagli Agnelli e dai Pirelli, e il nostro “condottiero” fu chiamato dalla FIAT per realizzare, tra l’altro, i paraurti della 500, che motorizzò l’Italia. 
La sua vita può essere presa ad esempio da tutte le startup italiane che non hanno i mezzi economici per partire. Un uomo in possesso della passione per l’avventura, un accentratore un po’ introverso, che non le manda a dire. Un self-made man che non si è mai confrontato con un bilancio in rosso. Che altro si può dire di questo grande personaggio? La sua attenzione per il lavoro, che lo vede sempre così impegnato da dimenticarsi di andare a mangiare. Lo sanno molto bene i suoi collaboratori, che quando vengono avvertiti che sta arrivando sanno di dover affrontare una dieta che punta al benessere dell’azienda. Una cosa che non va dimenticata è la sua grande attenzione per i giovani e il sociale. 
Il geometra Bottanelli è un imprenditore cauto che ha affinato l’arte della prudenza e non è certo avventato quando afferma che il suo gruppo ha le potenzialità di raddoppiare, in soli 5 anni, il fatturato. A rafforzare la sua convinzione sono i dati economici del 2017 che, a fronte del 2016, attestano un incremento del giro d’affari e degli ordini acquisiti. «Il mio settore merceologico deve prendere atto che Profilmec Group è una struttura che ogni giorno chiede a tutti i suoi dipendenti di essere all’altezza delle sfide del mercato globale per rendere sempre più grande il marchio Made in Italy. La magia della trasversalità dell’acciaio, in un contesto di reciproco scambio di informazioni con i potenziali clienti, è un’arma vincente che, abbinata ad un aumento sensibile del valore del marchio, diventa la chiave per essere i protagonisti della globalizzazione. Queste sono le leve che utilizzeremo per il raddoppio del fatturato», afferma il Geometra. 
Una serie di lungimiranti operazioni e alcuni colpi vincenti sono stati la leva che ha fatto nascere il piccolo grande impero di Profilmec Group, gioiello del made in Italy, che affonda le sue radici nell’ultimo cinquantennio del secolo scorso e che vanta oggi 7 siti produttivi e quasi 500 addetti. L’azienda detiene come quote di mercato il 45% in Italia e il 55% all’estero, dove è presente con la propria rete commerciale su tutto il territorio europeo e sui principali mercati di riferimento dell’intero Mediterraneo. Profilmec Group vanta una gamma di prodotti diversificata, che trovano impiego in svariati settori. Gli investimenti annui ammontano ad alcuni milioni di euro. E’ in corso di valutazione, inoltre, l’ampliamento del processo produttivo attuale con una specifica lavorazione in modo da sviluppare la gamma offerta con componenti già finiti. 
Per farla breve, sono in molti a voler seguire le orme del condottiero Bottanelli, ma la scuola del saper fare, che forma le élite imprenditoriali, non si può improvvisare né comprare ma tentare di emulare. 
Capacità e perseveranza, unite allo spirito di sacrificio di uomini come il geometra Bottanelli, sono stati il vero motore della nostra economia, da cui le nuove generazioni possono trarre esempio.

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