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Rom e blocco navale: Salvini vince ancora

Le amministrative confermano l'exploit della Lega


25/06/2018

di Sandro Vacchi


E' un gioco di scacchi e i giocatori sono esordienti, ingenui, dilettanti alla prima esperienza. Così chi è fuori dal gioco li critica, li prende in giro, li insulta; questo in Italia, perché invece gli stranieri, concentrati nel triangolo della morte Berlino-Bruxelles-Parigi, pretendono di dare ordini e di imporre soluzioni che la maggioranza degli italiani rifiuta. 
Il bello, o il brutto, è che all'interno dello strano governo gialloverde esiste una complicazione non da poco. I due vicepremier sono due galli nel pollaio e il povero Giuseppe Conte viene spedito in tour per l'Europa e gli Stati Uniti a tranquillizzare i Grandi, ad ammorbidire i toni di Di Maio e soprattutto di Salvini, a garantire che l'Italia è un Paese serio e che farà la sua parte. Sembra crederci solamente Donald Trump, visto che nel triangolo della morte dicono che facciamo vomitare, che siamo come Erode con i bambini profughi in mare, che non rispettiamo le regole europee (come se loro, invece...), che siamo dei magliari sempre pronti a truffare tutti... 
Beh, a guardare quello che accade in casa nostra senza conoscere nelle sfumature la pazzesca politica italiana, soprattutto nell'anno 2018, non c'è da dargli torto. L'inarrestabile Salvini alza la voce come l'Italia non aveva mai fatto in decenni di belati europei e in un attimo la nave Aquarius, anziché scaricare, come al solito in Italia 619 africani, è stata costretta a vagare nel Mediterraneo fino ad attraccare a Valencia. Le quotazioni di Matteo Ruspante volano in patria e a Bruxelles si accorgono di aver perduto la fedele cameriera tricolore. 
Di Maio cerca di recuperare e dà una rispolverata al reddito di cittadinanza. Il risultato è, ahilui, che i più gli ridono dietro, e anche davanti, specialmente in Settentrione: no, niente soldi a chissà chi per fare lo sfaccendato sul divano. E poi dove li dovremmo prendere? L'ideona fa imbufalire migliaia di persone: tagliare le pensioni d'oro, che secondo Giggino da Avellino sono quelle superiori ai quattromila euro netti al mese, prima diceva cinquemila. In nome dell'invidia ideologica dei grillini, Di Maio pesta una cacca niente male, al punto che gli danno addosso, unite, destra e sinistra. 
Se la soglia degli assegni ricchi è di quattromila euro, si parla di centomila persone interessate, però lo Stato non incasserà il miliardo di euro atteso da Di Maio, ma un decimo appena, è stato calcolato. 
Risultato: il ministro potrà aumentare gli assegni più bassi di una ventina di euro all'anno, cioè 1,65 euro al mese: roba da mettersi a ridere. E a piangere per i voti dei Cinque Stelle. Senza considerare la valanga di ricorsi che precipiteranno sulla Corte Costituzionale specialmente dal Nord ricco. E leghista. Se la Consulta desse ragione ai pensionati “nababbi”? E sapete quanto porta a casa ogni mese un giudice costituzionale in pensione? Meno un punto per Di Maio. 
Che diventano due in meno considerando la rimessa per la flat tax. Le due aliquote dovrebbero infatti premiare i “ricchi” ben più di quanto il taglio delle pensioni dovrebbe penalizzarli. 
Nello stesso tempo Salvini partiva in contropiede neanche fosse Cristiano Ronaldo, con una trovata non demagogica come quelle del suo partner di governo, ma appoggiata dagli italiani almeno quanto il blocco delle navi ONG. Parliamo del censimento dei rom, o zingari, o nomadi. Il Ruspa è impulsivo: si tratterebbe in realtà di fotografare la situazione dei campi in tutta Italia, per sapere chi ci vive, di che cosa vive, da dove prende la corrente elettrica, se paga le tasse, se manda i figli a scuola. A voi non lo hanno mai domandato il Comune, la Ausl, i carabinieri, la banca, l'Enel? 
Quattro anni fa la Regione Emilia-Romagna guidata da Vasco Errani, comunista di ferro al punto di aver traslocato dal PD a Liberi e Uguali, contattò tutti i Comuni perché contassero campi rom, abitanti e relative attività. Reazioni? Nessuna. Alti lai sul ritorno del fascismo? Nemmeno per sogno. 
Oggi, invece, ecco tutti i maestrini in servizio permanente effettivo sparare addosso al ministro dell'Interno, a cominciare dal martire per antonomasia Roberto Saviano, mentre da Parigi il toy-boy dell'Eliseo ci dava dei populisti lebbrosi. Risultato? Salvini galoppa, sostenuto ormai anche da chi a sinistra pensa con la propria testa e fa il conto con le vessazioni quotidiane. 
Fra blocchi navali, conta degli zingari, bastoni fra le ruote alle coop di accoglienza, rottamazione dell'ipocrisia politicamente corretta, nonostante certe mosse avventate di Di Maio affannato dalla rincorsa a Salvini, l'Italia sta cambiando. Le elezioni politiche di marzo lo avevano già certificato, ma i ballottaggi delle amministrative di domenica 24 hanno rivoluzionato la penisola. Il feudo scarlatto di Imola va ai Cinque Stelle dopo sessant'anni, anche ad Avellino, città di Di Maio, i pentastellati scalzano il PD. Sono passate al centro-destra all'estremo Nord Sondrio, al Centro Viterbo, e in fondo alla Sicilia Ragusa, ma soprattutto le ex roccaforti rosse Terni, Pisa, Siena, Massa. Le ultime tre sono in Toscana, terra di Matteo Renzi, l'uomo che avrebbe dovuto rifare l'Italia: era ieri, ma sembra un'altra era geologica. 
Nella stessa giornata diversi gommoni con un migliaio di poveracci a bordo sono stati agganciati in acque libiche e riportati... in Libia. 
Negli ultimi anni dove sarebbero approdati? Non siamo convintissimi che approderanno in Italia la Lifeline e il cargo danese con 110 africani a bordo che incrocia davanti a Pozzallo.

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