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San Miniato: un borgo da favola lungo la Valle dell'Arno


11/05/2017

di Valentina Zirpoli

Incastonato tra Pisa e Firenze, arroccato su un colle lungo l’Arno, sorge il pittoresco e fiabesco borgo di San Miniato (Pisa), un luogo ricco di monumenti, molti dei quali sono stati restaurati e alcuni addirittura totalmente ricostruiti.


Il borgo di San Miniato è di origine etrusco-romana.
Per la sua posizione strategica, a metà strada tra Firenze e Pisa, fu scena di molteplici scontri fra i due odierni capoluoghi, fino alla definitiva conquista fiorentina.
Questa località è un importante centro economico e industriale della zona del cuoio, ed è molto nota anche per il suo pregiato e prelibato tartufo bianco, che cresce in abbondanza nelle colline sanminiatesi grazie al clima ideale e a un ecosistema incontaminato.
Uscendo dalla città, lungo la Strada del Vino delle Colline Pisane, è possibile inoltre scoprire i prodotti di eccellenza delle tante aziende vitivinicole e olivicole.

Il castello e la rocca
Il castello di San Miniato venne fatto costruire nel 1962 dall’imperatore Ottone I.
Qui soggiornarono anche Federico Barbarossa e Papa Gregorio V.
Sulla sommità del colle, a completamento del complesso difensivo del castello, si trova la rocca, fatta costruire tra il 1217 e il 1223 da Federico II.
Per differenziare questa località dalla chiesa di Firenze che porta lo stesso nome, è stato coniato l'appellativo "Al Tedesco", che si riferisce a Federico II il quale, tra i tanti titoli e ruoli acquisiti, fu anche imperatore di Germania.
La rocca, che fu uno dei suoi molti ragguardevoli contributi architettonici al patrimonio artistico italiano, fu totalmente distrutta durante la Seconda guerra mondiale su decisione dell'esercito tedesco, che la volle eliminare perché costituiva una potenziale minaccia: eventuali tiratori scelti dell'esercito degli alleati potevano, infatti, approfittare della posizione dominante della rocca.
Fortunatamente ricostruita tra il 1958 e il 1969, oggi si staglia fiera nel bel mezzo di un prato verde e viene utilizzata soprattutto per eventi durante la stagione primaverile ed estiva, come la Festa dell'Aquilone. Per quanto riguarda la sua struttura, è a pianta leggermente trapezoidale ed è alta 37 metri; dalla sua sommità è possibile ammirare tutta la Valdarno inferiore, le colline di Volterra e, nelle giornate particolarmente chiare, anche il mare. Al suo interno, secondo una tradizione, sarebbe stato accecato Pier della Vigna.


La cattedrale
Affacciata sulla Piazza del Duomo, si trova la cattedrale Santa Maria Assunta e San Genesio martire, che risale al trentennio 1220-1250.
Insieme al vicino prato della rocca, costituiva l'area fortificata del castello svevo, circondata da muri e torri. Di forma irregolare e sovra-elevata rispetto al resto della città, vi si accede tramite cinque rampe di scale e una strada.
La cattedrale fu costruita su una precedente chiesa del ‘700, denominata di Santa Maria in Sala: era la parrocchiale dei Vicari Imperiali al tempo di Federico Barbarossa. Della vecchia chiesa restano inseriti nell’odierna facciata il leone rampante e mensola, un labirinto e la maschera demoniaca.
Nel 1378 la chiesa fu chiusa al culto e trasformata in armeria, fino al 1489, anno in cui venne restaurata e di nuovo destinata a scopi religiosi assumendo l'attuale forma a croce latina ed inglobando la Torre di Matilde, unica testimonianza rimasta in città dell'architettura militare del XII secolo, che divenne campanile. La Torre di Matilde, la cui costruzione risale al tempo dei soggiorni in città dell'imperatore Enrico IV (1184-1194), è a forma di parallelepipedo con coronamento e edicole terminali aggiunte nel XIII secolo.


Piazza della Repubblica e il Palazzo del Seminario
Conosciuta anche come Piazza del Seminario, Piazza della Repubblica è uno dei luoghi più suggestivi di San Miniato. Essa ha acquisito le proprie peculiari caratteristiche durante il Medioevo: è, infatti, l'antica cinta muraria cittadina, cui erano addossate case e botteghe, poi inglobate e unificate nella costruzione attuale, a conferirle l'aspetto tipicamente curvo.
La piazza ha forma asimmetrica ed è delimitata a sud dalla facciata dell'edificio del Seminario. Dall’altra parte si eleva la facciata posteriore del palazzo vescovile.
Si accede alla piazza tramite due porte, a ovest l'antica Porta Toppariorum e ad est la Porta del Comune. Una rampa di scale conduce alla sovrastante Piazza del Duomo.
Le porte in legno massiccio alla base della struttura ricordano le botteghe artigianali del 1300. I "graffiti", o figure e disegni sulle pareti soprastanti, risalgono al 1600.
Le figure allegoriche entro i medaglioni e le iscrizioni con le sentenze dei Padri della Chiesa furono affrescate dal fucecchiese Francesco di Pietro Chimenti nel 1705.
Oggi, la piazza viene usata come location per mercatini, festival ed eventi.


Il santuario del SS. Crocifisso
Un crocifisso ligneo risalente a circa il secolo XI, il "miracoloso Crocifisso di Castelvecchio", abbandonato a San Miniato da due viandanti, cui furono poi attribuite facoltà miracolose, dette il nome a questa chiesa edificata fra il 1705 e il 1718 su progetto di Antonio Maria Ferri, architetto granducale tra i più apprezzati in Toscana.
Ammirevole è il raccordo stilistico e architettonico con le strutture medievali che circondano la chiesa. La chiesa ha la pianta a croce greca sormontata da un tamburo circolare e dalla cupola in cui è inserita una lanterna cieca. La scalinata a rampe contrapposte rispondenti alle aperture laterali realizza uno spazio disponibile all'impianto scenico di cerimonie religiose. All'interno, ogni braccio della croce è coperto da una volta a botte e nei punti di congiunzione si slanciano pennacchi di raccordo con la cupola emisferica.
L'intero edificio è stato recentemente oggetto di restauri e nuovi studi.


Il convento di San Francesco
Il convento di San Francesco, secondo la tradizione, fu donato dai nobili di San Miniato proprio al poverello di Assisi che soggiornava nella vicina abbazia di Santa Gonda.
Fondato nel 1211, forse proprio nel luogo ove sorgeva un oratorio dedicato a San Miniato, esso è un grandioso complesso, frutto di numerosi ampliamenti effettuati nel corso dei secoli. All'interno, il convento presenta due eleganti chiostri. Nel refettorio fa bella mostra di sé una grande tela di Carlo Bambocci rappresentante la cena di San Francesco e Santa Chiara. La chiesa, a una navata, conserva numerose opere d'arte dei secoli XVII e XVIII.
Sul retro dell'altare maggiore trova posto il notevole coro ligneo, finemente intagliato in tutte le sue parti, attribuito a Giuliano di Baccio D'Agnolo. Sulla facciata esterna della chiesa, modificata con l'ampliamento del XIV secolo, sono ancora visibili i segni della chiesa primitiva.


La chiesa della SS.ma Annunziata
La chiesa della SS.ma Annunziata di San Miniato è comunemente detta della "Nunziatina", dal nome della confraternita che la fece edificare nel 1522 e che in seguito la donò agli Agostiniani Eremitani.
La pianta esterna è ottagonale, sovrastata da una cupola emisferica, mentre l'interno è a croce greca e custodisce dipinti del ‘600 e del ‘700.


Eventi e tradizioni a San Miniato
Ci sono diversi eventi dedicati alle tradizioni locali a San Miniato.
Il Palio di Cuoio celebra l'antica usanza della conciatura delle pelli, attività che, negli ultimi 50 anni soprattutto, ha avuto un gran ritorno economico, specialmente dopo la fondazione del Consorzio Pelle di Vegetale: la pelle conciata al vegetale, infatti, è stata ufficialmente riconosciuta come uno dei prodotti tipici e tradizionali della Toscana, unici nel suo genere. Le squadre dei vari quartieri della città devono, in occasione del palio, far rotolare una botte di circa 80 kg, a simboleggiare la pelle immersa nel tannino per l'assunzione di nuovi colori e nuove forme. L'idea è quella di ricreare le condizioni di un tempo, quando quest'attività veniva portata avanti senza l'ausilio di vetture o vagoni per muovere i contenitori pesanti.


La Mostra Mercato dei Tartufi è l'evento clou di San Miniato, la cui fama ha oltrepassato i confini regionali e nazionali. L'area intorno a San Miniato, infatti, è molto famosa per la produzione di tartufo bianco. Secondo testimonianze medievali, la presenza di tartufi era nota sin dall'antichità.


Fonti:
www.discovertuscany.com
www.sanminiatopromozione.it
www.campusluccastudenti.it

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