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Tredicesime in fumo con le tasse, a partire da Imu e Tasi

Per quanto riguarda i pagamenti non cambia nulla, ma le regole potrebbero riservare brutte sorprese a partire dal prossimo anno


09/12/2019

di Artemisia


Dicembre è il mese della tredicesima ma qui tutto se ne va in tasse. Tra queste spicca il saldo di due imposte-macigno sui beni immobiliari, cioè l’Imu e la Tesi. Vanno pagate entro il 16 dicembre ma questo potrebbe essere l'ultimo anno con le regole attuali. La legge di Bilancio prevede che dal 2020, i due tributi siano unificati. Per il momento però, non cambia nulla e nella maggior parte dei casi non cambia neppure l'importo dovuto rispetto alla rata di giugno dato che ben pochi comuni hanno rivisto le aliquote. 
Chi ha dei dubbi può consultare il sito del ministero dell’Economia che entro il 28 ottobre doveva pubblicare le delibere riguardanti Imu e Tasi per il 2019. Si può quindi verificare sul sito del proprio comune se le aliquote sono state ritoccate. Altrimenti per chi non ha fatto cambiamenti riguardo alla proprietà immobiliare, non ha né acquistato né venduto, sarà sufficiente copiare pari pari il precedente modello di versamento. 
Chi non riesce ad essere puntuale con la scadenza, può comunque regolarizzare la propria posizione pagando la sanzione. Il meccanismo del ravvedimento operoso prevede multe ridotte ad 1/10. Ma potrà regolarizzare con lo sconto anche chi non avesse pagato Imu e Tasi negli ultimi tre anni. Grazie al decreto fiscale in corso di approvazione, infatti, viene estesa la possibilità di sanare in qualunque momento, usufruendo delle sanzioni ridotte ad 1/6 o ad 1/7. Fino ad oggi, invece, per chi non avesse pagato entro l'anno successivo era prevista solo la possibilità di avere la riduzione ad 1/5 delle sanzioni dovute al momento dell'arrivo dell'accertamento. 
Chi ha acquistato o ereditato immobili nel corso dell'anno deve considerare che ai fini Imu e Tasi il primo mese si paga solo nel caso di almeno 15 giorni di possesso, per tutti gli appartamenti diversi dall’abitazione principale. 
Per prima casa si intende l'appartamento nel quale il proprietario abita ed è anagraficamente residente. Se i coniugi sono residenti in due case nello stesso Comune, per legge l'imposta va pagata comunque su uno dei due appartamenti. La residenza non è richiesta, invece, per il personale delle Forze dell'ordine, a patto che l'appartamento non sia dato in locazione, e neppure per gli anziani ricoverati in casa di cura. In caso di immobile ereditato, poi, se ci abita il coniuge superstite gli altri proprietari non debbono pagare nulla. 
Sconti sulle due imposte sono previsti in situazioni particolari. Se un proprietario dà in locazione l’appartamento applicando il canone concordato, ha diritto ad uno sconto del 25% sia sull’Imu che sulla Tasi. 
Questa detrazione vale anche gli affitti agli studenti e per uso transitorio nei comuni nei quali ci sono accordi territoriali. Quando invece l’appartamento è dato in comodato a genitori o figli, lo sconto è pari al 50%. Queste agevolazioni valgono però soltanto se il proprietario non ha il possesso di altre case. Oppure ha diritto allo sconto solo se l'appartamento ceduto si trova nello stesso comune nel quale possiede la prima casa. In ogni caso il comodato deve essere registrato e i familiari debbono essere anagraficamente residenti. 
Le voci che eroderanno in misura maggiore le tredicesime degli italiani in testa spicca quella relativa a prestiti, mutui e affitti, la cui incidenza si conferma al 23,1%. Seguono, in forte crescita, i costi di bollette e utenze, a cui sarà destinato il 22,20% dell’importo totale (lo scorso anno tale percentuale si fermava al 21,7%). Al terzo posto troviamo la voce relativa alle tasse, che assorbiranno il 19,95% degli importi incassati con le tredicesime. Per regali, pranzi, cenoni ed eventuali viaggi, nelle tasche delle famiglie rimarrà appena il 10,35% dell’ammontare delle tredicesime, pari a 3,98 miliardi di Euro.

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