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Un nuovo caso per Neal Carey, il detective con troppi conti in sospeso

Don Winslow ridà voce al personaggio che lo ha reso celebre, peraltro legato agli Amici di Famiglia, una strana società di investigazioni


14/01/2019

di Valentina Zirpoli


Don Winslow: un maestro dei noir amato e apprezzato dai lettori di mezzo mondo; un collezionista di bestseller che graffia e intriga quasi senza darlo a vedere, giocando a rimpiattino con l’intelligenza dei lettori; una penna che non le manda a dire, anche dal punto di vista politico (regolarmente denuncia sui social le azioni dell’amministrazione del presidente Donald Trump, certamente poco amato - e non è una novità - dai media a stelle e strisce); un intrigante affabulatore attivo come pochi altri su twitter, e non solo per promuovere i propri libri. 
Ma anche un eclettico personaggio che, strada facendo, si è dato da fare come investigatore privato, giornalista, venditore di condimenti per insalata, comparsa cinematografica, consulente di studi legali e assicurazioni, guida di safari fotografici in Kenya nonché come regista teatrale e televisivo. Ferma restando la sua passione per la lettura, con preferenze legate a numeri uno del calibro di Elmore Leonard, Robert B. Parker, James Ellroy, Lawrence Block e Raymond Chandler. 
In buona sostanza Don Winslow, nato a New York il 31 ottobre 1953, pur di regalarsi una patina di credibilità da scrittore maledetto non ha mancato di inventarsele tutte, pur proponendosi all’insegna di una simpatica cordialità e quasi mai facendosi contagiare dalle luci della ribalta. Ad esempio inventandosi bugie così ben raccontate da sembrare vere, tanto più che è lui stesso a condirle di credibilità. Assicurando, ad esempio, di essere approdato al... crimine grazie a una nonna con le mani in pasta negli anni Trenta, al soldo dei mafiosi nella gestione delle scommesse e del gioco d’azzardo. Una donna che andava in giro armata di pistola nascosta nel reggicalze e che quando lui era ancora bambino lo fregava a poker e gli rubava persino i giocattoli. 
Risultato? La conquista delle luci della ribalta con romanzi del calibro di L’inverno di Frankie Machine, Il potere del cane (forse il suo miglior lavoro), La pattuglia all’alba, Satori, Il cartello e Le belve (dal quale è stato tratto nel 2012 il film di Oliver Stone interpretato da Blake Lively, John Travolta, Salma Hayek e Benicio Del Toro). Un successo che si rapporta con una capacità di saper raccontare per certi versi unica, pronta a rifarsi a storie ben strutturate dove nulla è lasciato al caso, peraltro infarcite di graffianti personaggi; storie che bene e spesso spingono i lettori a fare le ore piccole, irretiti dalla sua robusta inventiva. 
In quanto, pagina dopo pagina, nulla viene lasciato al caso. Magari attingendo - ne abbiano già parlato - dalla sua iniziale attività di investigatore privato, svolta nel periodo in cui studiava Storia all’Università. Imparando “a stare sulla strada, a comportarsi nel modo giusto, a pedinare un sospetto e a raffrontarsi con gli informatori”. 
Ma veniamo al dunque per parlare della recente proposta di Einaudi, il suo editore italiano di riferimento, che ha dato alle stampe una chicca del 1996, Palm Desert (pagg. 178, euro 13,50, traduzione di Alfredo Colitto), un romanzo che ha la freschezza narrativa del presente. A fronte di una storia che, come tutte quelle di Winslow, sembrano partire in sordina per poi regalare profonde emozioni (“Fare da babysitter a un anziano comico in disarmo non è certo il massimo, ma sembrava un lavoro così facile. Peccato che il vecchio Nathan Natty Silver sia l’unico testimone di un crimine e che qualcuno lo voglia morto”). 
A tenere la scena è ancora una volta il detective Neal Carey; un uomo che ha troppi conti in sospeso per poter rifiutare l’ennesima commissione degli “Amici di Famiglia” (una società segreta di investigazioni operante sul crinale della legalità, che lo aveva preso sotto la sua ala protettrice quando aveva soltanto undici anni e le “mani lunghe”, sino a diventare - senza distintivo, né licenza né pistola - il loro uomo migliore, capace di far luce su qualsiasi mistero). In piú la sua fidanzata Kate ha iniziato a parlare di voler fare un figlio. E non è un buon argomento, visto che lui si porta al seguito un rapporto conflittuale con il concetto di paternità. 
Ragion per cui, quando gli viene affidato il compito di riportare Natty Silver a Palm Desert, accetta senza pensarci due volte. D’altra parte cosa potrebbe andare storto? Natty ha ottantasette anni e calcava le scene della Vegas dei tempi d’oro intrattenendo il pubblico con un repertorio infinito di barzellette sporche, ma sfortunatamente è anche un vecchietto con la brutta abitudine di… sparire. Forse perché ha visto qualcosa che non doveva vedere. Così, quello che sembrava un noioso viaggio in mezzo al deserto, finirà per trasformarsi… Leggere per scoprirlo.

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