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Vidracco e il complesso ipogeo di Damanhur: siamo nella Valle di Chy, a nord di Torino


25/11/2019

di Valentina Zirpoli


In ambito storico e antropologico vengono definiti ipogei quelle costruzioni sotterranee realizzate interamente dall'uomo fin dalla preistoria, spesso riadattando cavità naturali preesistenti, a scopo civile, militare o religioso. Uno dei più famosi e meglio conservati al mondo è certamente l'ipogeo di Hal-Saflieni, sull’isola di Malta. Ma forse non tutti non sanno che anche il nostro Paese è ricco di queste bellezze sotterranee. 
In Italia uno degli ipogei più suggestivi si trova a Vidracco, un piccolo comune nella Valle di Chy, a nord di Torino. Si tratta del complesso ipogeo privato di Damanhur, noto in tutto il mondo per la complessa architettura delle sue sale, i cosiddetti “Templi dell’Umanità”, e per le svariate lavorazioni artistiche contenute, definiti da architetti, esperti d'arte e giornalisti "l'ottava meraviglia del mondo".

Il complesso ipogeo di Damanhur 
Questo complesso è il più grande del mondo: 850.000 m³ dislocati su cinque livelli che raggiungono la profondità di 72 metri. E’ costituito da un reticolo di camere e corridoi, decorati con mosaici, bassorilievi, dipinti, vetrate con colori accesi e vivaci. Sette sono le sale principali, ognuna delle quali ha un nome mistico: la sala dell'Acqua, la sala della Terra, la sala delle Sfere, la sala degli Specchi, la sala dei Metalli, il Tempio Azzurro, il Labirinto. 
La Sala degli Specchi è dedicata alla luce, all’aria, al cielo, al sole e alla spiritualità. 
La luce proviene dall’alto, attraversando una preziosa cupola in vetro Tiffany. La sfumatura dominante è il giallo del sole, ma sono presenti anche tutti i colori dell’arcobaleno. Le luci che la illuminano da dietro donano l’impressione che al di sopra ci sia il cielo aperto e grazie a un abile gioco di riflessi sulle superfici a specchio, la luminosità si diffonde in tutto lo spazio.


La Sala dell'Acqua è dedicata al Principio Femminile e alle Forze divine femminili. Ha la forma di un calice, simbolo di ricettività e accoglienza. La luce blu diffusa attraverso i vetri della cupola Tiffany dona la sensazione di essere immersi in un’atmosfera marina. 
La Sala della Terra, a trenta metri di profondità, si compone di due stanze circolari che creano il segno dell’infinito. Questo Tempio celebra il nostro pianeta, la natura, e il principio maschile, attivo e fecondante.


La Sala dei Metalli è un tempio circolare dedicato ai metalli e al tempo. Otto preziose finestre in vetro raffigurano otto volti, completati di segni di Lingua Sacra damanhuriana, informazioni sui metalli e paesaggi che raffigurano simbolicamente un’età della vita. Il percorso dall’età più giovane collegata al ferro, a quella più avanzata legata all’oro, simboleggia l’esistenza umana come un viaggio di raffinamento spirituale. 
La Sala delle Sfere rappresenta simbolicamente il cuore dei Templi. Qui transitano raffinate energie telluriche, sottili e divine. La Sala ospita nove sfere, otto posizionate nelle nicchie laterali ed una al centro di una rientranza scavata nella roccia viva di fronte alla porta d’ingresso. Ogni sfera contiene liquidi alchemici di diverso colore.


La sala detta de Il Labirinto è dedicata all’unione e all’armonia delle forze divine del pianeta. Percorrere il Labirinto è come camminare attraverso tutta la storia umana, distillando da sé la parte collegata al principio divino, all’essenza eterna che è al di là delle rappresentazioni culturali. La Sala a oggi contiene 35 finestre, dedicata ad altrettante forze divine, e il progetto prevede che a Sala conclusa, le divinità rappresentate siano molte di più a rappresentare i contenitore di energie ed ideali di tutti i popoli e tutti i tempi. 
Il Tempio Azzurro è la sala più antica, costruita solo con martelli e scalpelli, ed è dedicata alla nascita dei Templi. La figura femminile in mosaico al centro del pavimento rappresenta la carta dei Tarocchi “La Stella”, simbolo dell’idealismo pratico e della bellezza che hanno ispirato la creazione stessa dei Templi. I dipinti sui muri sono cambiati molte volte e i diversi livelli sono presenti uno sotto all’ altro. Le pitture attuali sono allegorie degli elementi aria, terra, fuoco e acqua.


La Federazione di Damanhur
Damanhur è una piccola comunità spirituale sita in un raggio di 15 chilometri che comprende al centro la Valchiusella, una valle ancora verde e pulita in cui i seicento cittadini che vi abitano hanno dato vita a una società multilingue, aperta agli scambi con il mondo e le diverse culture dei popoli. In Italia e in altri Paesi vivono altri cittadini damanhuriani, non residenti nelle comunità. 
Damanhur è nata nel 1975 su ispirazione di Falco Tarassaco (Oberto Airaudi, 1950-2013) che nel 2005 ha ottenuto il riconoscimento come modello di società sostenibile dal Global Human Settlements Forum delle Nazioni Unite (ONU). 
Falco Tarassaco nel 1977 ha dato inizio ai lavori per la costruzione del Tempio, ispirato dalle visioni mistiche avute da bambino, secondo lui appartenenti a una vita passata. 
Per 16 anni la comunità è riuscita a mantenere tutto nel segreto più totale, senza che il mondo esterno ne sapesse niente. Fino a quando, nel 1992, tre poliziotti e un pubblico ministero si presentano alla loro porta. Il Governo italiano decise di sequestrare il Tempio permettendo ai suoi costruttori di completare le decorazioni, ma di non proseguire oltre. In seguito, la struttura è stata condonata e i Damanhuriani ottennero il permesso di completarla. Venne addirittura definita dal Governo stesso l'ottava meraviglia del mondo. 
Ogni anno Damanhur accoglie migliaia di visitatori e attira l'interesse di studiosi e ricercatori da tutto il mondo nel campo delle scienze sociali, dell'arte, della spiritualità, della sostenibilità ambientale. 
Nella filosofia damanhuriana, che ispira la vita delle oltre venticinque comunità della Federazione, sono fondamentali il pensiero positivo, la valorizzazione delle diversità, il raffinamento interiore e la disponibilità al cambiamento come strategia per uscire dalle abitudini.


Bellezze naturali di Vidracco 
Vidracco non è solo l’ipogeo di Damanhur. Questa zona è infatti ricca di bellezze naturali. 
La Riserva Naturale Speciale dei Monti Pelati e di Torre Cives è un’area geologica molto particolare. Ne sono quasi simbolo i “Monti Pelati” modesti rilievi insolitamente brulli e quasi spogli di vegetazione, incastonati all'estremità occidentale delle verdi colline dell'anfiteatro morenico di Ivrea. 
Il substrato costitutivo dei Monti Pelati è la peridotite, una roccia magmatica di colore verde, molto ricca di magnesio, estratta fin dalla seconda metà del 1700 per l’utilizzo nella produzione di ceramica e di materiali refrattari prima e impiegata nell’industria siderurgica e metallurgica, per la produzione di vernici e guaine impermeabilizzanti in un successivo momento. La naturale degradazione di questo tipo di roccia dà origine a suoli molto particolari, inadatti alle coltivazioni o alla crescita di piante. 
Il colle più alto dei Monti Pelati ospita una torre risalente al XII secolo, denominata Torre Cives. Situata in posizione dominante, fu edificata con molta probabilità con lo scopo di guardia e difesa per il territorio della Valchiusella. Nel 1956 furono scoperte cinque monete d’oro d’epoca bizantina: è il “tesoretto”, costituito da una moneta dell’Imperatore Leone I (457-473 d.C. – zecca di Costantinopoli) e da quattro monete dell’Imperatore Basilisco (476-477 d.C. – zecca italiana) custodite oggi nel Museo Archeologico di Torino.


Il lago Gurzia, o anche lago di Vidracco, è poi un bacino lacustre artificiale originato dallo sbarramento del torrente Chiusella poco a valle della confluenza con il suo principale affluente, il Savenca. La diga che lo crea risale al 1922. Si tratta di una diga ad arco semplice alta 50 metri, data in concessione ad Enel per uso idroelettrico. Le acque di sfioramento del lago si gettano nella gola posta a valle dello stesso con un'alta cascata che diventa spettacolare nei periodi in cui il torrente è ricco d'acqua. Una condotta interrata alimenta la sottostante centrale idroelettrica di Ponte Preti, situata nel comune di Strambinello. 
Per quanto riguarda lo spettacolo naturale è unica e lascia spazio a molti sentieri che permettono di godere al meglio dello scenario floreale e faunistico.


Fonti: 
www.comune.vidracco.to.it 
www.damanhur.org

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