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Web alle prese con truffe milionarie da pirati informatici

Una piaga che sta colpendo le grandi aziende e non solo. Complice la criminalità organizzata che ruba dati sensibili per poi passare al ricatto 


07/01/2019

di Artemisia


La pirateria informatica è una piaga che sta colpendo le grandi aziende. Il fenomeno è così esteso che il capo della polizia Postale, Nunzia Ciardi, ha lanciato l’allarme dicendo che “è in gioco al Sicurezza nazionale e dunque economica del Paese”. Soltanto nelle ultime due settimane sono state scoperte truffe da otto milioni di euro e da 18 milioni di dollari. Una recente inchiesta della procura di Milano ha rilevato che nell’anno che si è appena chiuso, le grandi aziende italiane sono entrate nel mirino della criminalità organizzata italiana e straniera. Il meccanismo è semplice: tramite hacker la criminalità penetra nei sistemi interni delle aziende e copia più dati possibili. 
Dopo aver carpito segreti e contatti industriali, la malavita contatta fornitori facendo finta di essere un manager interno all’azienda. «Abbiamo false mail di direttori generali che chiedono a fornitori di bonificare su conti correnti esteri specifici, magari parlando di motivazioni fiscali» spiega un investigatore. «In alcuni casi ci sono state telefonate di controllo simulate su numeri inesistenti», insomma truffe da film che hanno fruttato in questo 2018 centinaia di milioni. Il fenomeno si sta diffondendo a macchia d’olio. Nel 2018 c’è stato un aumento di oltre il 150 per cento rispetto al 2017. 
Nunzia Ciardi spiega che questo trend dimostra che gli investimenti in sicurezza informatica sono diventati essenziali nel mondo imprenditoriale. “In ballo ci sono non solo i segreti industriali ma soprattutto la stabilità economica di una nazione”. 
Secondo la polizia Postale nel 2018 ci sono state 160mila segnalazioni di truffe riuscite o tentate: 2.255 le persone denunciate, 22.687 i siti sequestrati. Ci sono finte agenzie di scommesse, assicurazioni o anche banche. Sotto il tiro degli attacchi informatici ci sono anche ministeri, enti pubblici, le cosiddette “infrastrutture critiche”. Nel 2017 il numero di alert è quasi raddoppiato (55.843) con 442 attacchi nei confronti di siti istituzionali. «Il discorso - continua ancora la Ciardi - è il solito: in questo momento il bene più prezioso sono i nostri dati. I criminali informatici, perché è sbagliato parlare semplicemente di hater, li rubano e li trattano come un maiale: non buttano via nulla. E così usano le mail e le password magari per un ricatto a sfondo sessuale, le foto per creare falsi profili, vendono sul mercato nero i dati di accesso magari alle televisioni online». 
Le somme incassate da queste vendite illecite, vengono depositate in paesi extraeuropei (Cina, Taiwan, Hong Kong). Il tema della sicurezza riguarda anche altre categorie. La lotta alla pedo pornografia è altissima (43 arresti e 532 denunciati). Settecento sono le segnalazioni (270 le denunce) arrivate per il “Blue Whale”, il macabro gioco che spinge ragazzi giovani all’autolesionismo e al suicidio. Sono poco meno di mille (940) le denunce per i ricatti, in forte crescita rispetto allo scorso anno.

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