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Morgan Stanley batte cassa e Monti ubbidisce

Un altro tassello che evidenzia la nostra sudditanza al potere finanziario


10/02/2012

di Artemisia


Circa un mese fa Monti, in qualità di ministro del Tesoro, ha versato alla Morgan Stanley ben 2,5 miliardi. Un bell'esborso, non c'è che dire, non solo in senso assoluto, ma soprattutto in relazione alle condizioni di bilancio. Il pagamento alla banca newyorkese è avvenuto il 3 gennaio scorso, nello stesso momento in cui Monti chiedeva agli italiani pesanti sacrifici e varava una delle manovre più dolorose per il Paese. Tutto è stato mantenuto sotto il più stretto silenzio fino a quando gli stessi vertici della Morgan Stanley hanno comunicato, con grande soddisfazione, che l'esposizione verso l'Italia era scesa da 6,268 a 2,887 miliardi di dollari. La differenza, pari a 2,567 miliardi, corrisponde a un decimo della manovra "Salva Italia".
L'esborso è stato effettuato per estinguere un'operazione di derivati finanziari che risale al 1994: il contratto sarebbe scaduto di lì a breve, ma è sempre stata una consuetudine rinnovarlo e allungare il termine. In questo caso, però, non solo non è stata seguita questa procedura ma si sono addirittura anticipati i tempi del pagamento. Alcune voci sostengono che Morgan Stanley abbia battuto cassa a seguito del declassamento deciso dall'agenzia di rating Standard & Poor's. Altre fonti finanziarie ritengono che la banca newyorkese avesse bisogno di liquidità per riuscire ad occuparsi della quotazione in Borsa di Facebook. A sostegno di questa tesi le fonti riportano il fatto che Morgan Stanley figura sempre tra i 20 "specialisti" del Tesoro, ovvero tra le banche che partecipano alle aste di titoli pubblici. Il che farebbe cadere l'ipotesi che il taglio del rating all'Italia abbia indotto i vertici del colosso del credito a chiedere il recupero della somma. Insomma, il rapporto di fiducia non c'entrerebbe niente.
Restano però alcune domande senza una risposta: come mai il Tesoro si è andato ad esporre in rischiose operazioni finanziarie con prodotti derivati che sono notoriamente molto pericolosi? Nel 1994 si sono succeduti due Governi: quello guidato da Ciampi, fino al maggio del '94, con Piero Barucci al Tesoro, e poi quello di Berlusconi, con Dini ministro del Tesoro. Chi ha deciso quell'operazione con Morgan Stanley? Ma soprattutto, come mai nessuno ha fatto chiarezza?

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